La Florida riapre! Grazie all’ottima gestione dell’emergenza Covid-19 del Governatore Ron DeSantis

Donald Trump e Ron De Santis

Il Governatore della Florida, accusato al pari di Donald Trump di essere stato “inadeguato” e “confuso” durante la pandemia di COVID-19, alla fine ha smentito tutti i suoi critici! Così la Florida inizia la prima fase della riapertura.

Ron DeSantis è il governatore Repubblicano della Florida, ormai da sempre uno degli “Stati chiave” nelle elezioni americane. Durante l’ultimo mese è stato al centro di una grossa polemica mediatica e politica su come abbia gestito la pandemia nel Sunshine State: accusato di “negligenza” e “confusione” anche da vari rappresentanti Democratici per aver ritardato fino all’ultima la chiusura. Ma alla fine ha vinto lui!

Da lunedì 18 maggio inizierà la “Fase 1” (Full Phase 1) con la riapertura di tutte le attività nelle 67 contee dello Stato, attraverso un graduale ritorno alle proprie attività lavorative attentamente pianificato (chiamato sui social #SafeSmartStepbyStep Plan).

Come scrive Hannah Bleau sul Breitbart News, il Governatore – che all’inizio di marzo ha anche ricevuto il Champion of Israel Award per le sue relazioni pro-israeliane assegnato dalla Christian Family Coalition – nonostante le molteplici accuse, tra le quali quella sulle spiagge “troppo affollate”, è stato in grado di mettere in campo un metodo efficace, comprendendo sin da subito, assieme ai suoi collaboratori, la situazione dei contagi in Florida, attraverso l’adozione di misure rapide ed efficaci.

Abbiamo capito che l’epidemia non era uniforme in tutto lo Stato e che i numeri dimostravano che il contagio era al di sotto degli standard previsti. I media dipingevano la nostra situazione come se stesse venendo l’apocalisse, paragonandoci allo Stato di New York e all’Italia, ma ciò non è accaduto. Anzi, ha fatto meno danni del previsto e questa è una cosa importante per il futuro.

Notando le differenze nella distribuzione dei contagi tra le varie contee dello Stato, ha dato piena autonomia ai vari amministratori locali su come gestire la situazione nelle aree di loro competenza. Sono stati istituiti dei posti di blocco lungo i confini con la Georgia e l’Alabama e severi controlli per chi proveniva dalle “zone critiche“, come New York e New Orleans, predisponendo quarantene di 14 giorni. Solo dal 1° aprile è stato infine emesso un ordine di “restare in casa” (una misura tuttavia più soft del lockdown).

Una spiaggia della Florida, riaperte dopo un mese di chiusura già dal 18 aprile

Gli “assembramenti” nelle spiagge (come li chiamiamo da queste parti) non hanno creato problemi, a differenza di quanto “temuto” e “previsto” dai mass media (anche italiani) in quando è risultata molto difficile la diffusione in questo specifico ambiente, come poi è stato ampiamente dimostrato anche da una ricerca del Science and Technology Directorate del Dipartimento della Sicurezza Interna (proprio quella ricerca nella cui presentazione ai mass media Donald Trump vene accusato di voler iniettare il disinfettante nei polmoni dei pazienti, ne abbiamo parlato qui)

Una delle strategie vincenti è stata la protezione dei soggetti più esposti, come gli anziani. Mentre negli stati “blu“, cioè quelli a guida Democratica, come la Pennsylvania e lo Stato di New York, le case di cura per gli anziani sono state colpite pesantemente, qui in Florida si è evitato accuratamente di rimandare i pazienti risultati positivi al Coronavirus nelle stesse strutture o nei luoghi dove avrebbero potuto infettare altri anziani o gli operatori sanitari (e contrariamente a quanto fatto anche nel Nostro Paese). I cantieri stradali hanno continuato a lavorare, in sicurezza, permettendo così una viabilità migliorata anche in vista della fine della pandemia.

Il Governatore era però stato duramente criticato per la “lenta” reazione all’inizio della pandemia. Ma, nonostante le fosche previsioni dell’inizio si focalizzassero sul fatto che la Florida sarebbe diventata il “nuovo tragico epicentro” della pandemia, i numeri sono rimasti relativamente più bassi rispetto ad altri Stati altrettanto popolosi (senza ovviamente voler sminuire la vita delle persone o voler fare il c.d. “toto-morti”). 

Per fare un paragone con lo Stato di New York, epicentro della pandemia negli Stati Uniti e con un Governatore molto più “famoso” e sempre in cerca dei riflettori, la Florida ha avuto 42.000 casi confermati di COVID-19 e 1.700 decessi a fronte di una popolazione di circa 22 milioni di abitanti, contro i 325.000 casi e più dim26.000 decessi – su una popolazione però lievemente inferiore, 19 milioni di abitanti – dello Stato di New York.

La Florida presenta un tasso di mortalità inferiore alla media nazionale e, soprattutto, un sistema ospedaliero tutt’altro che intasato (come è accaduto invece proprio a New York, per richiamare il confronto).

Il Governatore DeSantis ha sottolineato come la Florida abbia fatto meglio a differenza di molti Stati Democratici, e come dopo settimane di martellamento mediatico che stava dipingendo una “situazione apocalittica“, la sua strategia si è infine rivelata vincente.

Florida, domani ristoranti di nuovo aperti!

Sul lato economico, la Florida è uno degli stati americani che maggiormente più conta sul turismo, settore particolarmente colpito dagli effetti della pandemia. Le previsioni erano e restano abbastanza “nere”: da qui le iniziale resistenze del Governatore De Santis ad attuare le misure di lockdown. La speranza è quella di recuperare già in autunno e in inverno.

Attenzionato rimane comunque il settore dei trasporti aerei: per la Florida la preoccupazione riguarda l’ingresso di passeggeri dall’America Latina, soprattutto dal Brasile, additato come nuovo “epicentro”. DeSantis ha dichiarato che i voli non dovranno essere necessariamente cancellati, ma serve un attento controllo da parte delle compagnie nell’esaminare i passeggeri.

Alla vigilia della riapertura ha dedicato un messaggio a tutti:

Voglio ringraziare le persone della Florida per aver lavorato duramente in questo momento difficile. Si vede la luce in fondo al tunnel!

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