Ecco l’Iniziativa dei Tre Mari. Il “Blocco” dell’Est europeo contro l’influenza Russa e Cinese

Che cos’è l’Iniziativa dei Tre Mari, perché gli Stati Uniti la appoggiano fortemente e perché potrebbe essere lo “scudo” che ci serve per proteggere l’Europa dall’influenza Russa e Cinese.

Pochi giorni fa anche l’Estonia ha annunciato l’ingresso nel fondo dell’Iniziativa dei Tre Mari (la “Three Seas Initiative”) una mossa fondamentale per contrastare le mire espansionistiche russe ad est.

Tutto ebbe inizio nell’ormai lontano 2015, quando i presidenti di Croazia e Polonia crearono una piattaforma politica per promuovere l’interconnettività tra le nazioni del blocco centro-orientale europeo, con l’obiettivo di realizzare investimenti nel settore energetico, infrastrutturale e dell’interconnetività digitale.

A questa forum partecipano in totale 12 nazioni, (Austria, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Slovenia): l’Iniziativa prende il nome dai tre mari sui quali si affaccia questo blocco di stati, ovvero il Mar Baltico, il Mar Nero e il Mar Adriatico.

Nel febbraio del 2019, quando 11 ambasciatori americani in Europa si sono riuniti a Varsavia per discutere su come poter supportare questo forum internazionale (subito dopo l’incontro di Bucharest tra l’ex segretario all’energia Rick Perry e i partecipanti all’iniziativa), a questo incontro, presieduto dal Consiglio Atlantico, è stata riconosciuta la rilevanza strategica delle varie opere in un’ottica sia anti-russa che anti-cinese.

Infografica: I Paesi aderenti alla “Iniziativa dei Tre Mari” dal 2015

Qual è l’esatto scopo dell’iniziativa?

Lo scopo è quello di creare il cosiddetto “Corridoio Nord-Sud” il quale deficita di molte infrastrutture basilari. Nel corso della guerra fredda, infatti, il blocco sovietico aveva sviluppato notevolmente, dal punto di vista infrastrutturale, l'”Asse Est-Ovest“, utilizzandolo per esportare principalmente gas naturale nel blocco dei Paesi Occidentali, creando di conseguenza una “sfera di influenza“.

Tutt’oggi, l’intera Unione Europea è fortemente dipendente dal gas russo e, di conseguenza, gli Stati dell’ex blocco sovietico riconoscono l’importanza di essere il più indipendenti possibili da Mosca, nonostante a Berlino continuino a perseguire una politica filo-russa folle (iniziata con il cancellierato di Schroeder) fermata recentemente dagli USA.

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Che tipi di progetti supporterà l’Iniziativa?

Dal punto di vista energetico, si punterà molto sul gas naturale liquefatto (LNG) capitalizzando sui terminali esistenti a Świnoujście in Polonia, a Klaipėda in Lituania e un futuro terminale sull’isola di Krk, in Corazia. Oltre a queste attuali e potenziali risorse, si cercherà di connettere l’intera regione alla Trans Adriatic Pipeline (TAP) che passa dalla Grecia e che arriverà poi anche in Italia. Sarà inoltre fondamentale il collegamento con le riserve naturali di gas romene, presenti nel Mar Nero.

I 48 progetti già approvati vedranno inoltre potenziati i collegamenti sia stradali che ferroviari da Nord a Sud e si proverà a creare un “corridoio” che colleghi i tre fiumi presenti nella regione: il Danubio, l’Elba e l’Oder.

L’immediato appoggio americano e le iniziali resistenze all’interno dell’UE

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante un incontro con il Presidente della Polonia Andrzej Duda dopo essere arrivato al Castello Reale, giovedì 6 luglio 2017, a Varsavia.
Evan Vucci — AP

Il Presidente Donald Trump ha lodato più volte questa Iniziativa, partecipando personalmente al summit di Varsavia nel 2017 e, a Bucarest, nel 2018, l’allora segretario Rick Perry aveva annunciato la “Partnership for Transatlantic Energy Cooperation” (P-TEC) con l’obiettivo di attrarre investimenti privati nell’area.

I finanziamenti verranno principalmente dal Fondo Europeo per le Infrastrutture e da un neo costituito “Three Seas Investment Fund” (3SIIF) costituito al momento da sei nazioni, a cui si aggiunge il recente ingresso dell’Estonia.

L’Iniziativa, tuttavia, non era vista di buon occhio da Bruxelles, specialmente perché la vera grande potenza coinvolta nel progetto sono gli Stati Uniti e non le altre principali nazioni europee (Francia e Germania in primis): Secondo quanto riferito, la cancelliera tedesca Angela Merkel riteneva che l’obiettivo dell’Iniziativa fosse la “demolizione dell’Unione Europea“.

Le rassicurazioni sono poi arrivate dal diplomatico americano ed ex Ambasciatore Daniel Fried, che aveva sottolineato come la creazione di un “Corridoio Nord-Sud” in questo regione europea fosse fondamentale per avvicinare maggiormente i paesi dell’ex blocco sovietico all’Europa Occidentale.

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