Furti di mascherine e aiuti all’Italia: Alan “Bombolo” Friedman ha mentito pubblicamente su Donald Trump in una trasmissione televisiva di La7

Alan Friedman a La7: “È vero che Trump sta aiutando l’Italia? A me non risulta, ma chiedo a Conte e Gualtieri se quello che dice Trump è vero o falso”. Ecco sbugiardate le menzogne di Bombolo una per una.

Alan “Bombolo” Friedman, sedicente giornalista economico ed opinionista liberal americano, assiduo frequentatore degli italici talk show (perché in America non l’hanno voluto manco loro), noto per il libro inchiesta “Ammazziamo il Gattopardo” ed una biografia su Silvio Berlusconi, oltre a “parlare come Ollio” (Crozza dixit – ma con tutto il rispetto per Oliver Hardy), da quando Trump è stato eletto ha giurato vendetta.

Come ogni buon commentatore che si rispetti, non avendone azzeccata una durante le elezioni del 2016, ha pensato dunque bene di girare una docu-serie, “Questa non è l’America”, per spiegare appunto “come mai avesse vinto Trump” (perchè, giustamente, se non ci aveva capito niente prima, figuriamoci poi). 

Ma nonostante abbia avuto la possibilità di spiegarsi con la sua docu-serie, Alan “Bombolo” Friedman non ha mai sotterrato l’ascia di guerra contro il Presidente di quello che chiama “il suo paese”. Ormai non si contano più le comparsate al vetriolo nei vari talk show italici in cui dice “peste e corna” contro Donald Trump (che non se lo fila minimamente, dato che nei talk show americani – quelli “nel suo Paese” – è rifuggito peggio del Coronavirus).

Recentemente, è intervenuto in collegamento nel programma di Myrta Merlino, L’aria che tira, su La7 (la CNN de noaltri, ma più sfigata) dove ha posto una domanda diretta al premier Giuseppe Conte ed al ministro dell’economia Roberto Gualtieri.

Negli Stati Uniti abbiamo il caos totale ed un Presidente che purtroppo fa polemica con i governatori e dichiara alcune cose incredibili

ha esordito il – sedicente – “esperto” americano, per poi arrivare al nocciolo della questione:

Donald Trump non solo ha detto che medici e infermieri di New York stanno rubando le mascherine, ma ha anche sostenuto che gli Stati Uniti stanno sostenendo economicamente, tramite aiuti finanziari, il governo italiano. A me non risulta, ma chiedo a Conte e Gualtieri se quello che dice Trump è vero o falso. 

Sicuramente un famoso giornalista della sua esperienza e caratura, nel momento in cui in televisione “denuncia” un fatto, sicuramente lo fa a ragion veduta, certo delle prove che ha raccolto e dell’attività di ricerca sulle fonti che ha precedentemente svolto. Non si penserà di certo che lo faccia per fare propaganda politica, per attaccare gratuitamente un Presidente sgradito, per mentire davanti al pubblico televisivo. Non sarebbe affatto una cosa consona per un giornalista della sua importanza. Ne siete proprio sicuri?

Vediamo allora di fare un breve fact-checking per dare a “Bombolo” le sue tanto agognate risposte (pare, infatti, che né Conte né Gualtieri gli abbiano dato risposta, quindi lo facciamo noi!)

I medici e gli infermieri di New York stanno rubando le mascherine?

Ebbene – c’è da aggiungere “purtroppo” – Sì. Ci sono tonnellate di notizie su persone che hanno rubato mascherine e presidi medico-sanitari, ma i mass media (e Alan Bombolo Friedman in testa) lo hanno trasformato in una controversia solo dopo che il Presidente Trump aveva sollevato il problema. Ridicola dunque la reazione di Myrta Merlino che si mette le mani nei capelli quasi a rimarcare la “gravità” di quanto detto dal Presidente. Purtroppo è tutto vero!

In un articolo del 30 marzo, il giornalista di Breitbart.com, John Nolte, analizzava l’affermazione del Presidente sul fatto che, durante un briefing con la stampa della domenica sera, in alcuni ospedali gli ordini di mascherine erano passati da 10.000 e 20.000 a oltre 300.000.

Come puoi passare da 10 a 20 a 300.000? Da 10 a 20.000 mascherine a 300.000 – anche se qualcosa è cambiato. Sta succedendo qualcosa. E dovreste indagare come giornalisti. Dove vanno a finire le mascherine?

Si chiedeva il Presidente.

Penso che qualcuno debba indagare, perché sta succedendo qualcosa. Non penso che si stia accumulando. Penso che sia forse peggio dell’accaparramento.

aveva detto,

Stanno uscendo dalla porta sul retro?

Se questi numeri fossero corretti e se persino durante lo stesso briefing anche un produttore di mascherine li avesse confermati, qualcosa ovviamente non andrebbe! Ma, poiché i mass media politicizzati americani sono poco seri e praticamente inutili, invece di verificare quello che potrebbe essere un “mercato nero” in rapida crescita a spese della vita delle persone, hanno deciso di impazzire come i bambini che sono:

L’estrema sinistra del Washington Post ha urlato (ovviamente senza prove): “No, Signor Presidente, gli operatori sanitari non rubano le mascherine. Li ha delusi”. MSN (di estrema sinistra) indignata, ha rimarcato: “Il Presidente Trump […] ha insinuato che il personale potrebbe rubare le mascherine di fronte alla pandemia di Coronavirus.”

Per loro, i mass media, si tratta solo di una “cospirazione” del Presidente, una tra le mosse più “sconsiderate ed ignoranti” che ha fatto – tra le tante – durante la crisi.

Solo che… ben prima di aprire bocca, Donald Trump le prove le aveva

Per cominciare, e senza che i media impazzissero neanche un po’, lo stesso governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, ha detto la stessa cosa più di tre settimane fa:

Mentre la paura per il nuovo Coronavirus a New York si diffonde più velocemente dell’epidemia, la gente ha iniziato a rubare mascherine ed altre attrezzature mediche dagli ospedali locali, ha detto ai giornalisti il ​​Governatore Andrew Cuomo.

“Non solo persone che ne prendono una coppia o tre, intendo dei veri e propri furti di quei prodotti”, ha detto Cuomo in una conferenza stampa dalla capitale dello stato ad Albany. “Ho chiesto alla polizia dello Stato di svolgere un’indagine, di esaminare i luoghi che vendono mascherine, attrezzature mediche, indumenti protettivi, alimentando così la pressione psicologica”.

Ci sono poi anche tutti i vari tipi di rapporti, inclusi quelli del New York Times, a denunciare i casi di mascherine ed altri tipi di attrezzature che “stanno uscendo fuori dalla porta sul retro”…

News & Observer, del 19 Marzo:

Gli ospedali di tutto il Triangle affermano che i ladri stanno rubando mascherine, guanti e disinfettante per le mani a causa dell’ansia per la carenza nazionale di forniture mediche.

A UNC Health di Raleigh e a Chapel Hill il problema va oltre al prendere delle scorte da uno scaffale. Alcuni pazienti e visitatori si sono portati dietro dei contenitori vuoti e li hanno riempiti con i distributori dei disinfettanti fissati alle pareti, ha detto il portavoce Alan Wolf.

Business Insider, del 7 Marzo:

Il Governatore di New York Andrew Cuomo ha dichiarato venerdì che la sua amministrazione aveva ordinato alla Polizia dello Stato di indagare sui casi di furti di mascherine e di altre attrezzature dagli ospedali e dalle strutture sanitarie, furti che mettono a rischio gli operatori sanitari.

New York Times, 19 Marzo:

Abbiamo subito un vero e proprio furto, con i visitatori che entravano nel nostro edificio e poi uscivano subito”, ha dichiarato Bruno Petinaux, direttore medico dell’ospedale.

ancora e ancora e ancora, e non solo in America…

“Non ci è più permesso usare il nostro cervello?” rimarca Nolte.

C’è sempre un “mercato nero” per queste cose. Oggetti che fino all’altro ieri sembravano “usa e getta” come le forchette di plastica, ora valgono “oro” e, ovviamente, stiamo parlando dei disinfettanti per le mani, dei guanti in lattice, delle mascherine… La tentazione è ovunque ed è palesemente assurdo per i media – soprattutto con tutte queste notizie a sostegno di Trump – fingere che questo non sia un problema da approfondire, specialmente quando un ospedale in grado di gestire così tanti pazienti fa esplodere il suo solito ordine di ben dieci volte.”

Purtroppo, apprendiamo anche, da varie notizie, che i medici stessi si stanno “accaparrando” i farmaci anti malarici, che sembrano promettenti per il trattamento contro il Coronavirus.” Quanto ci vuole ad immaginare che anche coloro che lavorano negli ospedali stiano rifornendo le proprie famiglie ed i propri cari di mascherine e di disinfettanti?” si domanda Nolte. “Ancora una volta, questo è solo buon senso se si capisce la natura umana”.

Quindi non rimane che concludere che Alan “Bombolo Friedman abbia mentito! “Strano”.

Non solo in diretta televisiva ha manomesso e decontestualizzato una dichiarazione del Presidente (a lui non gradito) per farla sembrare a tutti come l’affermazione di un “pazzo”, ma ha anche omesso di riferire allo stesso pubblico che lo ascoltava degli episodi di furti che stanno avvenendo negli ospedali newyorkesi, fatto che ha confermato pure il Governatore democratico (a lui, invece, evidentemente gradito) Andrew Cuomo. Male anche Myrta Merlino, che non ha chiesto a Friedman delucidazioni in merito alla veridicità della dichiarazione di Donald Trump o lo ha incalzato chiedendogli se effettivamente dei furti stessero avvenendo (e nemmeno “forse”), limitandosi solamente a mettersi le mani nei capelli (letteralmente), prendendo per “oro colato” quanto detto da Bombolo.

Bisogna cominciare mettersi in testa (non lo chiediamo ai media, che ormai sono senza speranza) che quando Donald Trump parla lo fa ha ragion veduta: non è un “pazzo” che si sveglia la mattina e lancia accuse a destra e a manca così, gratuitamente. Al contrario del gradito (ai mass media) Giuseppe Conte, che invece aveva accusato i medici del lodigiano di non aver rispettato le prescrizioni del Ministero della Sanità (all’epoca del lockdown di Codogno assai generiche), senza però averne alcuna prova.

Gli Stati Uniti stanno sostenendo economicamente, tramite aiuti finanziari, il governo italiano?

A me non risulta, ma chiedo a Conte e Gualtieri se quello che dice Trump è vero o falso 

ha detto a La7 Alan Bombolo Friedman.

Ironia della sorte, proprio il 30 marzo (la data in cui Bombolo andava in diretta con Myrta Merlino) appare un articolo su Il Corriere della Sera di Giuseppe Sarcina, il corrispondente a Washington del quotidiano, in cui viene annunciato che dagli USA sono in arrivo aiuti all’Italia: 100 milioni in materiale sanitario. L’articolo parla della promessa di Trump di inviare sostegno al nostro Paese, e delle donazioni delle multinazionali, delle non profit e degli sportivi americani all’Italia.

Ma non solo, proprio il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, uno dei destinatari della domanda di Bombolo, aveva per questo ringraziato il leader americano:

Ho avuto una conversazione lunga e amichevole con il presidente Usa. Sono molto grato per la solidarietà e il sostegno degli amici americani. Continuiamo a lavorare per vincere questa difficile sfida.

cit. dall’articolo del Corriere della Sera

Lo stesso Trump aveva commentato davanti ai giornalisti:

Ho parlato con il primo ministro Conte. Giuseppe (non più “Giuseppi” ndr) era contento

cit. dall’articolo del Corriere della Sera

Il giorno seguente, anche il quotidiano La Stampa parla degli aiuti in arrivo dagli Stati Uniti.

Il supporto degli Stati Uniti al nostro Paese non può essere messo in discussione; Alan Bombolo Friedman nemmeno lo menziona. Basta leggere i nostri articoli dove abbiamo seguito tutti gli aiuti, sia pubblici che privati, che sono provenuti dagli USA (li ricordiamo: l’invio di un’unità mobile per assistere fino a 40 pazienti in 24 ore – giudicata di poco conto dal Corriere della Sera “al cospetto della generosità dei medici cubani impegnati a Crema”, anche se però è costretto ad ammettere che gli Stati Uniti, anch’essi in piena emergenza, non possono certo mettersi ad offrire aiuti più consistenti ai propri Alleati in questo momento – l’invio di 100milioni di dollari di aiuti in materiale sanitario, l’ONG religiosa che ha installato un ospedale da campo proprio a Crema).

Durante queste settimane di crisi, gli Stati Uniti, storico alleato dell’Italia, hanno offerto un ingente supporto, mobilitando le proprie Forze Armate, ONG, team di scienziati nonché il settore privato nonostante la crescita dell’emergenza in patria. E questo è innegabile. Fatti che neanche la recente (e prevedibile) “stretta” all’export di materiali sanitari all’estero potrà cancellare.

Per quanto riguarda gli aiuti finanziari al nostro Paese, quindi escludendo quelli umanitari, sempre secondo l’articolo del Corriere:

“stando all’annuncio di ieri, però, non ci sarà quell’appoggio ‘monetario’ cui aveva fatto riferimento Trump nel briefing di domenica 29 marzo, rispondendo a una domanda posta dal Corriere della Sera, attraverso il pool di giornalisti di turno”.

cit. dall’articolo del Corriere della Sera

La Stampa specifica comunque che:

Fonti autorevoli spiegano che l’aspetto finanziario dell’intervento non è chiaro, ma sul piano delle forniture sanitarie si sta lavorando in maniera intensa con Washington. Nei giorni scorsi il presidente ha ordinato alla General Motors di produrre ventilatori, e ha detto che le macchine indispensabili per salvare le vite dei malati verranno mandate agli alleati che ne hanno più bisogno, come l’Italia. 

cit. dall’articolo de La Stampa

Alan Bombolo emette una “sentenza” di inaffidabilità di Donald Trump subito appena resa la dichiarazione, quindi, troppo prematuramente: perché, sebbene non siamo certo degli esperti del settore, non è difficile comprendere che un aiuto finanziario da parte degli Stati Uniti al nostro Paese non possa farsi e giungere in “quattro e quattr’otto”, non appena il Presidente lo accenna (non è che parte il bonifico appena il Presidente apre bocca in conferenza stampa). Non solo perché gli Stati Uniti in questo momento sono nel pieno della loro emergenza, ma anche per gli stessi tempi tecnici dietro ad operazioni di questo tipo, che certo non sono semplici quanto sono rapide. Inoltre, il nostro Paese fa parte dell’Unione Europea, un’istituzione sovranazionale che dovrebbe pensare a queste cose, dato che i paesi dell’area euro non hanno più la propria Banca Centrale nazionale ma hanno “appaltato” la propria sovranità monetaria alla BCE. Gli Stati Uniti non possono essere quindi i “prestatori” di primaria istanza per il nostro Paese e, anche solo 1 dollaro speso in sostegno finanziario all’Italia, sarebbe solamente una gentile concessione di un’Alleato (e non certo di un “obbligo” nei nostri confronti).

Essendo la domanda di Alan Bombolo Friedman (che commenta una dichiarazione appena resa di Donald Trump) di una settimana fa, è ancora presto per dire se questo aiuto si concretizzerà o meno: di certo, c’è tutta la volontà da parte dell’amministrazione americana e questo sarà un tema che riguarderà il prossimo futuro, ma non certo l’immediato.

Bisogna quindi aspettare e non saltare subito alle conclusioni come fa Bombolo, che liquida tutto – ça va sans dire – come se fosse una “balla” di The Donald.

La nostra opinione è che questo aiuto finanziario in qualche modo arriverà, ma è qualcosa che non dipende dalla volontà di Donald Trump. Oltre ovviamente all’autorizzazione del Congresso, c’è da rimarcare anche il l’atteggiamento che il Governo del nostro stesso Paese sta assumendo, anche con ritardo al ruolo a dir poco “ambiguo” nelle relazioni con la Cina. Gli Stati Uniti non avrebbero problemi a sostenerci qualora offrissimo delle garanzie sul fatto che al Dragone non sarà consentito di “mettere le mani” sulle nostre infrastrutture, sulla rete 5G, etc. e, più in generale, se il nostro Governo saprà impegnarsi a “tenere la distanza” dal Governo di Pechino. Insomma, non vale pretendere soldi dall’America quando flirti col “nemico”. Troppo Comodo. La strategia tutta italiana del “chiagni e fotti” in America è ben conosciuta quanto disapprovata. Tutto dipenderà da quali garanzie e con quale serietà il Governo italiano deciderà, nei prossimi mesi, di impostare i rapporti con il suo storico e più fidato Alleato.

Ovviamente, queste cose Alan Bombolo Friedman non ve le dirà, preferendo auto-compiacersi per aver fatto passare Donald Trump come un bugiardo, uno che prima fa una promessa e poi non la mantiene. La sua “linea editoriale” ormai è questa, e non si limita solo ad insultare ed offendere il Presidente “del suo Paese” sgradito, riversando in diretta nazionale il suo odio (cosa che è comunque liberissimo di fare, ci mancherebbe) ma anche a manipolare le sue dichiarazioni ed omettendo i fatti (e questo invece sì che è scorretto!).

Ancora una volta assistiamo al fatto che anche la Stampa, quella “di professione”, non è assolutamente immune dalle “fake news”, dalla partigianeria, dall’odio, dalla manipolazione della realtà e della verità.

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