FAKE NEWS de “Il Riformista” sulla Sanità Americana

Non potendo inventarsi degli scandali giudiziari, la stampa maggiormente schierata a Sinistra, non volendo studiare i meccanismi della Nazione più potente del Mondo, si limita a scrivere che “Se non hai una copertura assicurativa in America muori”. Ma non è così: ecco la prova!

Il giornalismo italiano ha un odio viscerale quanto inspiegabile contro la sanità privata – di qualsiasi tipo essa sia ed in qualsiasi Stato essa sia presente. Sono davvero “convinti” che il massimo che una nazione possa partorire come sistema sanitario sia il “modello romagnolo”, ed infatti ciclicamente le toghe rosse cercano di abbattere a suon di picconate il lavoro eccellente svolto fino ad ora da Regione Lombardia e dalla Regione del Veneto.

Per quanto riguarda la sanità americana, non potendo inventarsi scandali giudiziari, la stampa maggiormente schierata a Sinistra in tutto il continente europeo, non volendo studiare i meccanismi, a volte anche complessi, della Nazione più potente del Mondo, si limita a scrivere: “Se non hai una copertura assicurativa in America muori”.

Posto che certi ragionamenti, oramai, non si sentono nemmeno più nel bar sotto casa,(anche perché semplicemente di questi tempi è chiuso) viene da chiedersi perché qualcuno debba vedere dei quotidiani nazionali che, anziché spiegare la realtà fattuale, si limitano ad essere la cassa di risonanza di una propaganda liberal-progressista in “stile Pyongyang” (per giunta, contro l’unico Stato al mondo che paga per la nostra difesa militare).

Oggi è il turno del giornale “Il Riformista” che dovrebbe essere – come viene riportato in calce al suo sito web – “ispirato a tre idee: l’idea riformista, l’idea libertaria e l’idea garantista”. Da un giornale simile chiunque si aspetterebbe una forte difesa del sistema sanitario privato e dei suoi benefici, visto che i più grandi politici e pensatori “libertari” dovrebbero essere contro ogni intervento dello Stato nell’economia.

Dopo aver condiviso l’articolo “USA, senza assicurazione niente ospedale: Coronavirus uccide giovanissimo: “Bastava poco per salvarlo”

La notizia (diciamo pure la Fake News) sarebbe questa:

“Il primo cittadino, in un video su Youtube, si riferisce alla morte di un ragazzo di soli 17 anni. La causa: era stato contagiato dal coronavirus. Al suo arrivo in ospedale alla vittima è stato negato però il ricovero d’urgenza in quanto non era titolare dell’assicurazione che contraddistingue il sistema sanitario degli Stati Uniti. Secondo alcuni giornali si tratterebbe della prima vittima minorenne del virus.”

“Il ragazzo è stato quindi portato mercoledì 25 marzo all’ospedale. Non essendo in possesso di un’assicurazione gli è stato detto di recarsi presso una struttura pubblica locale, ma durante il tragitto il giovane ha sofferto un arresto cardiaco.”

Sono corso, tra una videolezione e l’altra, a verificare quanto è stato scritto.

Ho subito trovato un articolo Los Angeles Times che, in merito al caso, spiega che:

1. Non avendo un’assicurazione valida per un ospedale privato, al suo arrivo gli è stato negato il ricovero d’urgenza e gli è stato detto di recarsi presso una struttura pubblica locale;

2. Viene quindi trasportato all’Antelope Valley Regional Medical Centre dove viene ricoverato immediatamente, ma dopo 6 ore muore;

3. Alla famiglia è stato comunicato che la morte è dovuta ad uno shock settico (dovuto ad una “grave malattia respiratoria”);

4. Il paziente, sul punto di morte, sembrerebbe essere risultato positivo al Covid-19, ma il caso era talmente complesso che il CDC (Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta) non l’ha considerato come morto per Coronavirus (ci sono comunque degli accertamenti in corso);

5. La famiglia è venuta a sapere, qualche giorno dopo la morte, di essere finita su tutti i mass media, ed hanno dichiarato di essere “stupiti” in quanto l’ospedale aveva comunicato loro il decesso per shock settico.

Inoltre, andando sul sito dell’Antelope Valley Regional Medical Centre sono riuscito a trovare lo Statuto dell’Ospedale, il quale dimostra inequivocabilmente che in quella struttura si eseguono le cosiddette “Charity Care”, ovverosia curano i pazienti anche se non hanno alcuna copertura assicurativa e/o vivono al di sotto della soglia di povertà fissata a livello federale.

Il caso di Lancaster rimette ancora una volta in discussione il sistema sanitario americano? NO! Semmai è la prova inequivocabile che la “leggenda nera” – dura a morire nella testa degli europei –  sia falsa, e che l’articolista stesso si è smentito da solo, poiché il giovane ha ricevuto comunque un assistenza sanitaria, al contrario invece di quello che voleva sostenere, cioè che in America “se ti ammali ti lasciano morire per strada”.

In più (qualora non foste ancora convinti) in nessun punto dello stesso articolo de Il Riformista viene addebitato il decesso a causa del “ritardo” nel soccorso, come anche lo stesso Los Angeles Times non cita in alcun modo alcuna polemica riguardo ad un “ritardo” nel ricovero dovuto allo spostamento dall’ospedale privato a quello pubblico, che abbia quindi “compromesso” il quadro clinico del giovane. Anzi, il Los Angeles Times si concentra solamente sul dubbio riguardo al “motivo” del decesso, se sia dipeso o meno da Covid-19. Si tratta quindi di una possibile vittima di Coronavirus, non certo di una “vittima” del sistema sanitario americano.

La prossima volta, caro “Il Riformista”, se vuoi ti scrivo le notizie circa il sistema sanitario americano (previa lauta ricompensa, ovviamente).

Leggi anche: Il sistema sanitario americano salva anche i canadesi… distrutto il mito dell’infallibilità della sanità pubblica.

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