L’America è la nostra salvezza. La Cina un errore da non ripetere

Dopo settimane di propaganda da parte dell’Ambasciata cinese in Italia, molti “falce e martello” nel nostro Paese hanno fin da subito iniziato ad esaltare la Cina, l’unica nazione “buona e brava” che ci sta venendo in soccorso. La verità però non è questa!

Posto che ogni tipo di aiuto è fondamentale per il nostro Paese in questo momento, non dobbiamo dimenticarci che con questa crisi non solo è in gioco la nostra salute, ma anche la supremazia mondiale Occidentale, fortemente minacciata dal dragone d’oriente.

Ovviamente noi ci auguriamo che gli Stati Uniti rimangano la prima potenza mondiale, in quanto l’alternativa è una società maoista nella quale, proprio chi oggi esulta per la Cina, abituato a vivere con soli diritti e nessun dovere, probabilmente finirebbe nei ben noti campi di rieducazione dopo solamente due giorni.

I primi aiuti americani sono arrivati oggi, mercoledì 18 marzo 2020, alle ore 9 a Cremona. L’Esercito italiano infatti allestirà un ospedale provvisorio con 60 posti letto e 8 di rianimazione. Il materiale ed i fondi sono stati donati dalla ONG statunitense Samaritan’s Purse, un’associazione evangelica specializzata nel soccorso medico durante i cosiddetti “disaster” (terremoti, epidemie, carestie ecc..)

A Genova, invece, un paziente Milanese di 79 anni è guarito dopo aver assunto dal 7 marzo il farmaco Remedesivir, prodotto dalla casa farmaceutica americana Gilead (N.B. che fa parte delle “Big Pharma cattive che fanno profitto sulla salute degli uomini !1!1!1!1!1”) . Il direttore del dipartimento malattie infettive dell’Ospedale San Martino, Matteo Bestetti, conferma che il signore 79enne è risultato negativo ai tamponi finali.

Intanto la Cina minaccia Donald Trump perché non vuole che il COVID-19 venga chiamato “The Wuhan Virus” o “The Chinese Virus”, poiché scredita l’immagine della Cina nel mondo.

L’ambasciatore cinese all’ONU, Zhang Jun, ha dichiarato alla Stampa che il suo paese ha già aiutato Giappone, Corea del Sud e Italia, ma se l’America continuerà ad incolpare la Cina per il COVID-19 non solo non saranno più inviate le mascherine ed i respiratori polmonari, ma che non verranno nemmeno spediti i farmaci di ogni genere negli USA.

Insomma, come titola The Hill, “Trump was right about China” (“Trump aveva ragione riguardo alla Cina”). Per troppo tempo molte aziende del settore farmaceutico hanno approfittato della manodopera a basso costo cinese per poi vendere a prezzi più vantaggiosi negli USA. Sebbene questo abbia portato dei benefici nel breve termine al consumatore, ha però consentito al Partito Comunista d’oriente di utilizzare la produzione di qualsiasi bene come un “arma” affinché ci si allineasse a Pechino.

Come ha evidenziato anche l’Harvard Business Review questa crisi è la dimostrazione che abbiamo bisogno di filiere più resilienti, in quanto stiamo pagando la dipendenza da una potenza nemica. Basterebbe guardare la produzione di beni nelle SOLE AREE DI QUARANTENA CINESI e poi confrontarle con altri due STATI colpiti dal COVID19, Italia e Corea del Sud (Grafico alla fine dell’articolo).

L’Occidente deve quindi essere unito nel fronteggiare questa crisi e dovrà essere ancora più unito nel colpire economicamente Pechino a suon di dazi (quelli messi da Trump si sono rivelati efficaci nel far delocalizzare molte aziende in altre aree orientali ma molto più filo-occidentali) con l’obiettivo finale dell’implosione economica del nuovo “Impero del male”.

Il confronto della produzione di beni nelle sole aree quarantenate dai cinesi con Italia e Corea del Sud

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