La guerra per le terre rare è già iniziata!

Stati Uniti, Australia e Giappone stanno facendo fronte comune per uscire dalla dipendenza cinese sulle “terre rare”.

Ossidi di terre rare

Che cosa sono le “terre rare”?

Sono minerali come Lantanio, Cerio, Praseodimio, Neodimio, Promezio, Samario, Europio, Gadolinio, Terbio, Disprosio, Olmio, Erbio, Tulio, Itterbio e Lutezio, fondamentali per la fabbricazione di praticamente tutte le tecnologie moderne (come gli Smartphones, le televisioni, i tablet, ecc), in quanto essi possiedono un magnetismo resistente anche alle alte temperature.

Attualmente, il mondo intero dipende dalla Cina, non tanto per la giacenza di questi materiali, ma per la loro lavorazione. Per avere un’applicazione industriale, infatti, sono necessari una serie di passaggi che creano enormi danni quanto all’ambiente quanto per la salute dell’uomo. Ovviamente, per una nazione maoista, comandata da un partito unico, questo non è assolutamente un problema, visto che le norme ambientali non esistono e i diritti umani vengono quotidianamente calpestati.

Le ‘alte cariche’ di Pechino hanno già utilizzato queste terre rare come strumento contrattuale, minacciando di tagliare le esportazioni. Questa mossa ha aperto gli occhi tanto di Washington quanto di Tokyo. Già nel 2010, a seguito di una disputa territoriale, Pechino ha deciso di mettere ‘in scacco’ gli storici rivali dell’estremo oriente, tagliando questa tipologia di esportazioni.

Una mossa che ha avuto un effetto boomerang. Grazie alla loro tecnologia, i giapponesi sono stati in grado di trovare un maxi-giacimento vicino all’isola di Minami-Torishima. Quanto scoperto sul fondo del Pacifico potrebbe soddisfare l’intera domanda mondiale per più di 500 anni (!). Un consorzio di aziende giapponesi sta costruendo, con il supporto del governo, una rete di estrazione e distribuzione dei minerali. La risposta di Tokyo ha abbassato la produzione cinese dal 95% al 70% nel solo 2018.

La notizia è certamente positiva ma, ciò nonostante, la Cina detiene il monopolio sulla lavorazione di questi materiali, grazie ai bassi costi di lavorazione garantiti dallo sfruttamento sociale e ambientale del paese.

Entrano in gioco gli imprenditori Americani

La “Blue Line Corp.” di San Antonio ha annunciato una partnership con la società australiana “Lynas Corporation”. Questo consentirà alle terre rare di venir estratte in Australia, poi spedite negli USA, dove saranno lavorate a Hondo (Texas), riducendo quindi la dipendenza della lavorazione cinese.

Un fondo di investimenti di Chicago, JHL Capital Group LLC, ha acquistato, nel 2019, una miniera a Mountain Pass, nella contea di San Bernardino California, per iniziare l’estrazione di Neodimio (Nd) e di Praseodimio (NdPr). Questa società ha deciso inoltre di investire 1,7 miliardi di dollari in un impianto altamente tecnologico per la lavorazione in loco dei materiali, riducendo così i costi logistici. Il tutto è stato spiegato in un’intervista alla CNBC (riportata in fondo all’articolo).

L’augurio è che la superiorità tecnologica americana possa vincere sull’attuale monopolio cinese e garantire al mondo libero di continuare ad utilizzare risorse vitali per il suo sviluppo.

L’intervista della CNBC a James Litinksy, CEO della JHL Capital Group

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