Trump fa quello che non è stato capace di fare Obama. Gli Stati Uniti firmano un accordo storico di Pace con i talebani

Le delegazioni diplomatiche di USA e Talebani a Doha hanno firmato un primo accordo: americani e alleati smobiliteranno le truppe, gli integralisti garantiranno invece che il Paese non diventi di nuovo una base per gli attentati terroristici. Gli Stati Uniti si riservano di annullare l’accordo se i talebani non rispetteranno l’intesa.

Gli Stati Uniti hanno firmato uno storico trattato di pace con i miliziani talebani, volto a porre fine alla guerra di 18 anni in Afghanistan iniziata dopo gli attentati terroristici dell’11 settembre 2001. Il testo, negoziato per un anno e mezzo in Qatar, è stato firmato dal capo negoziatore di Washington, Zalmay Khalilzad, e dal capo politico dei talebani, Abdul Ghani Baradar.

Per l’occasione è arrivato a Doha, in Qatar, anche il capo della diplomazia americana, il Segretario di Stato Mike Pompeo, che ha parlato con cautela di fronte ai leader dei talebani, definendo l’accordo una “vera prova” del loro impegno per la Pace.

Osserveremo attentamente la conformità dei talebani ai loro impegni e calibreremo il ritmo del nostro ritiro in base alle loro azioni. In questo modo garantiremo che l’Afghanistan non serva più come base per terroristi internazionali.

L’arrivo di Pompeo a Doha è seguito a delle indiscrezioni secondo cui, pochi giorni prima, aveva fatto sapere, ad una conferenza degli ambasciatori degli Stati Uniti presso il Dipartimento di Stato, che avrebbe partecipato alla firma unicamente perché il Presidente Trump aveva molto insistito sulla sua partecipazione (due persone presenti l’hanno riportato al The Associated Press).

Questo accordo non significherà nulla e i buoni sentimenti di oggi non dureranno se non intraprendiamo azioni concrete sugli impegni e le promesse fatte”

avrebbe detto Pompeo, apparentemente rivolgendosi alle sue controparti.

Il Segretario di Stato americano Mike Pompeo

Tra i presenti a Doha, c’erano anche i leader dei talebani. Questi avevano dato appoggio a Osama Bin Laden e alla sua rete di Al Qaeda: seguirono da vicino, e poi festeggiarono, il dirottamento dei quattro aerei di linea fatti schiantare contro il World Trade Center di Manhattan, contro il Pentagono e in un campo nella Pennsylvania occidentale, uccidendo quasi 3.000 persone.

Come parte dell’accordo, gli Stati Uniti stanno ritirando un numero di circa 13.000 truppe di stanza lì, sebbene ne rimarranno più di 8.000 per garantire che talebani soddisfino certe determinate condizioni antiterrorismo.

Gli Stati Uniti “non esiteranno ad annullare” lo storico accordo di Doha se i talebani non rispetteranno l’intesa. Lo afferma il segretario alla Difesa, Mark Esper.

Un’altra condizione dell’accordo prevede il rilascio di 5.000 membri dei talebani dalle carceri dell’Afghanistan, anche se non è chiaro se il governo afghano rispetterà l’accordo. A questo riguardo, i colloqui di pace intra-afghani inizieranno entro il 10 marzo. L’ accordo prevede lo scambio di detenuti tra i ribelli e il governo afghano, una “misura di rafforzamento della fiducia”.

Un alto funzionario dell’amministrazione ha detto ai giornalisti, all’inizio di questa settimana, che l’accordo “menziona esplicitamente Al Qaeda” e chiede ai talebani di tagliare tutti i legami con l’organizzazione. Gli Stati Uniti stanno anche lavorando per un “cessate il fuoco completo” che sarà discusso ad Oslo il 10 marzo.

So che ci sarà la tentazione di dichiarare la vittoria, ma la vittoria, la vittoria per gli afghani, sarà raggiunta solo quando potranno vivere in pace e prosperare

ha avvertito Pompeo.

La vittoria per gli Stati Uniti sarà raggiunta solo quando gli americani e i nostri alleati non dovranno più temere una minaccia terroristica dall’Afghanistan e faremo tutto il necessario per proteggere il nostro popolo.

L’Ambasciata Usa a Kabul parla di “giornata grandiosa per l’Afghanistan”. E persino i due rivali che si contendono la presidenza a Kabul – il capo dello Stato uscente Ashraf Ghani e il suo premier Abdullah Abdullah – sembrano disposti a dar retta alla richiesta di Donald Trump e mettere da parte il duello per unirsi alle trattative, in vista di una possibile nuova divisione del potere che comprenda inevitabilmente anche i Talebani, pronti, almeno in apparenza, a lasciare la lotta armata per unirsi allo sforzo comune per la ricostruzione.

Anche la NATO apre ad una riduzione della propria presenza. Il Consiglio del Nord Atlantico, massimo organo decisionale della NATO, apprezza i passi significativi verso una soluzione del conflitto in Afghanistan, rappresentati dalla storica firma dell’accordo tra gli Stati Uniti e i talebani; e si apre a ridurre la propria presenza nel martoriato Paese a determinate condizioni.

Chiediamo ai talebani di cogliere questa opportunità per la Pace

hanno affermato i Paesi della Nato. In tale contesto, l’Alleanza ha sottolineato che implementerà – insieme agli alleati nella missione di addestramento, consulenza e sostegno delle forze di sicurezza afghane – una serie di “adattamenti a determinate condizioni, tra i quali una riduzione della nostra presenza militare”.

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