Il Presidente degli Stati Uniti e l’importanza delle nomine dei giudici federali – le Corti d’Appello (situazione a gennaio 2020)

Il Presidente degli Stati Uniti e l’importanza delle nomine dei giudici federali – le Corti d’Appello

Questo articolo è stato pubblicato su Termometro Politico il 21 gennaio 2020

Il sistema giudiziario degli Stati Uniti D’America si basa su un ordinamento giuridico di tipo Common Law, di origine britannica, in cui la decisione nelle controversie giudiziarie si basa principalmente sui precedenti della giurisprudenza, piuttosto che sulle leggi e i codici, come nei sistemi di Civil Law, che derivano dal diritto romano.

Com’è strutturato il sistema giudiziario federale statunitense

La sede della Corte Suprema americana a Washington DC

Il sistema giudiziario federale statunitense è strutturato su tre gradi di giudizio ed è competente per le cause/controversie che riguardano persone appartenenti a Stati diversi e su materie e questioni federali.

1. Corti distrettuali – 94 distretti, di cui 91 corti distrettuali e 3 corti territoriali;

2. Corti d’appello – 11 circuiti di corti d’appello + il circuito federale + il circuito di Washington D.C.;

3. Corte Suprema

Nell’immagine sottostante la competenza territoriale delle Corti distrettuali e di Appello degli Stati Uniti d’America e di seguito l’elenco delle Corti.

Mappa della competenza territoriale delle Corti distrettuali e di Appello

1° Circuito (sede, Boston)

  • Distretto del Maine
  • Distretto del Massachusetts
  • Distretto del New Hampshire
  • Distretto di Puerto Rico
  • Distretto del Rhode Island

2° Circuito (sede, New York City)

  • Distretto del Connecticut
  • Distretto orientale di New York
  • Distretto settentrionale di New York
  • Distretto meridionale di New York
  • Distretto Occidentale di New York
  • Distretto del Vermont

3° Circuito (sede, Filadelfia)

  • Distretto del Delaware
  • Distretto del New Jersey
  • Distretto orientale della Pennsylvania
  • Distretto centrale della Pennsylvania
  • Distretto occidentale della Pennsylvania
  • Distretto delle Isole Vergini

4° Circuito (sede, Richmond)

  • Distretto del Maryland
  • Distretto orientale della Carolina del Nord
  • Distretto centrale della Carolina del Nord
  • Distretto occidentale della Carolina del Nord
  • Distretto meridionale della Carolina del Nord
  • Distretto orientale della Virginia
  • Distretto occidentale della Virginia
  • Distretto settentrionale della Virginia Occidentale
  • Distretto meridionale della Virginia Occidentale

5° Circuito (sede, New Orleans)

  • Distretto orientale della Louisiana
  • Distretto centrale della Louisiana
  • Distretto occidentale della Louisiana
  • Distretto settentrionale del Mississippi
  • Distretto meridionale del Mississippi
  • Distretto orientale del Texas
  • Distretto settentrionale del Texas
  • Distretto meridionale del Texas
  • Distretto occidentale del Texas

6° Circuito (sede, Cincinnati)

  • Distretto orientale del Kentucky
  • Distretto occidentale del Kentucky
  • Distretto orientale del Michigan
  • Distretto occidentale del Michigan
  • Distretto settentrionale dell’Ohio
  • Distretto meridionale dell’Ohio
  • Distretto orientale del Tennessee
  • Distretto centrale del Tennessee
  • Distretto centrale del Tennessee

7° Circuito (sede, Chicago)

  • Distretto centrale dell’Illinois
  • Distretto settentrionale dell’Illinois
  • Distretto meridionale dell’Illinois
  • Distretto settentrionale dell’Indiana
  • Distretto meridionale dell’Indiana
  • Distretto orientale del Wisconsin
  • Distretto occidentale del Wisconsin

8° Circuito (sede, St. Louis)

  • Distretto orientale dell’Arkansas
  • Distretto occidentale dell’Arkansas
  • Distretto settentrionale dello Iowa
  • Distretto meridionale dello Iowa
  • Distretto del Minnesota
  • Distretto orientale del Missouri
  • Distretto occidentale del Missouri
  • Distretto del Nebraska
  • Distretto del Nord Dakota
  • Distretto del Sud Dakota

9° Circuito (sede, San Francisco)

  • Distretto dell’Alaska
  • Distretto dell’Arizona
  • Distretto centrale della California
  • Distretto orientale della California
  • Distretto settentrionale della California
  • Distretto meridionale della California
  • Distretto di Guam
  • Distretto delle Hawaii
  • Distretto dell’Idaho
  • Distretto del Montana
  • Distretto del Nevada
  • Distretto delle Isole Marianne settentrionali
  • Distretto dell’Oregon
  • Distretto orientale di Washington
  • Distretto occidentale di Washington

10° Circuito (sede, Denver)

  • Distretto del Colorado
  • Distretto del Kansas
  • Distretto del New Mexico
  • Distretto orientale dell’Oklahoma
  • Distretto settentrionale dell’Oklahoma
  • Distretto occidentale dell’Oklahoma
  • Distretto dello Utah
  • Distretto del Wyoming

11° Circuito (sede, Atlanta)

  • Distretto centrale dell’Alabama
  • Distretto settentrionale dell’Alabama
  • Distretto meridionale dell’Alabama
  • Distretto centrale della Florida
  • Distretto settentrionale della Florida
  • Distretto meridionale della Florida
  • Distretto centrale della Georgia
  • Distretto settentrionale della Georgia
  • Distretto meridionale della Georgia

Circuito del Distretto di Columbia (sede, Washington DC)

  • Distretto di Columbia

Circuito Federale

  • Corte del commercio internazionale
  • Corte di appello dei reclami dei veterani
  • Corte dei reclami federali

Il sistema giudiziario e le nomine del Presidente degli Stati Uniti

Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh

I giudici delle Corti dei diversi gradi di giudizio sono nominati dal Presidente degli Stati Uniti d’America.

Queste nomine devono però essere ratificate dal Senato, affinché siano valide, e sono “a vita” per i giudici della Corte suprema, delle Corti d’Appello e di quelle distrettuali, tranne per i giudici delle corti territoriali, che durano 10 anni.

Le nomine di un Presidente riflettono generalmente i valori e i principi a cui si ispira il partito di provenienza dell’inquilino della Casa Bianca e quindi si avranno giudici “conservatori” o “progressisti liberal” a seconda che il presidente sia repubblicano o democratico.

La prevalenza di giudici conservatori o liberal è fondamentale per quanto riguarda le controversie riguardanti:

  • La limitazione o meno, del diritto a portare armi (secondo emendamento);
  • L’inasprimento o meno, delle norme sul diritto d’asilo dei migranti;
  • La tutela o meno dei diritti civili riguardanti il mondo LGBT;
  • Il blocco o meno delle norme riguardanti la costruzione del Muro al confine meridionale;
  • Il blocco o meno delle norme sul bando dei viaggi da paesi islamici
  • L’inasprimento o meno contro le Città-Contee-Stati santuari che proteggono gli immigrati clandestini dalla deportazione e dall’arresto
  • La concessione o meno, della possibilità per le donne ad abortire fino al giorno precedente la nascita

Quindi, per fare un esempio sull’impatto enorme che le nomine dei giudici possono avere, le Corti distrettuali, d’appello o una Corte Suprema prevalentemente composta da giudici “liberal” sarebbe un ostacolo enorme per un presidente repubblicano, anche se avesse i due rami del Congresso (Camera e Senato) dalla propria parte.

Basterebbe infatti una “ingiunzione nazionale” (una sentenza) di una Corte per bloccare su tutto il territorio nazionale l’implementazione di scelte politiche, come ad esempio è già successo per il Travel Ban, il Muro, i DACA (ovvero i “dreamers”, cioè illegali che sono arrivati da bambini) etc.

Le scelte dell’Amministrazione Trump sono state molte volte bloccate, temporaneamente, da giudici “liberal” che hanno rallentato l’azione esecutiva.

Di fatto, con le “ingiunzioni nazionali“, una persona non eletta può, a sua discrezione, bloccare l’implementazione delle politiche governative che derivano la sua legittimazione dal mandato elettorale degli elettori, che su quelle politiche si sono espressi. Pertanto, ecco perché le nomine presidenziali dei giudici federali assumo un’importanza enorme.

Un risultato notevole per Trump: una comparativa con i suoi predecessori

Donald Trump e Barack Obama

Analizzando le nomine dei giudici delle corti d’appello, il Presidente Donald Trump ha nominato e confermato, grazie alla maggioranza repubblicana al Senato, 50 giudici, riempendo, tranne una, tutte le posizioni vacanti all’interno delle 13 Corti.

Un risultato notevole, considerato che sono passati solo 3 anni dall’inizio del mandato. Il presidente George W. Bush, in otto anni di mandato (dal 20 gennaio 2001 al 20 gennaio 2009), ha nominato 61 giudici ed il presidente Barack Obama, sempre in otto anni (dal 20 gennaio 2009 al 20 gennaio 2017) ha nominato 55 giudici.

È giusto ricordare che una posizione all’interno delle Corti d’Appello si rende vacante, e quindi il Presidente può effettuare la nomina, quando un giudice muore o si ritira o assume lo status di “senior”, una specie di pre-pensionamento (ma continua a lavorare).

Di seguito, la tabella con la composizione delle Corti d’Appello alla data di inizio gennaio 2020 e la distinzione tra giudici conservatori e liberal all’interno di ogni corte:

Tabella con la composizione delle Corti d’Appello e maggioranze

A inizio gennaio, i giudici conservatori hanno una maggioranza nei 2°, 3°, 5°, 6°, 7°, 8°, 11°.

Ovviamente, bisogna prendere in considerazione anche i giudici con lo status di “senior”, che lavorano ancora, e che quindi giudicano:

Tabella con la composizione delle Corti d’Appello e maggioranze includendo i giudici con lo status di “senior”

Con i giudici aventi lo status di “senior”, i conservatori hanno quindi la maggioranza nei circuiti di Corte d’Appello 1°, 3°, 5°, 6°, 7°, 8°, 10°, 11° e DC e questo è dovuto (N.B.: tra i giudici “senior” vi sono 3 non-nominati) al fatto che la maggioranza dei giudici “senior” siano conservatori, in quanto si tratta di giudici nominati da Bush padre e figlio e, alcuni, ancora da Reagan e che quindi, questi giudici, hanno raggiunto in questi anni l’età pensionabile, e dunque lo status di “senior”.

Bisogna ricordare che, prima della presidenza di George W. Bush nel 2001, ci sono stati otto anni di presidenza democratica, con Bill Clinton, e dal 2009 altri otto anni di presidenza democratica con Obama. Pertanto era fisiologico, considerata l’età anagrafica dei giudici, che, in questi anni, i giudici nominati dai presidenti repubblicani (i due Bush e Reagan) raggiungessero i requisiti del pre-pensionamento (status “senior”), liberando dei post che venivano coperti dalle nomine effettuate da Obama.

In conclusione, se non ci fosse stata l’elezione di Donald Trump, le corti d’Appello sarebbero diventate decisamente liberal.

Infatti, ipotizzando una vittoria democratica nel 2016, ed una maggioranza al Senato “democratica”, la composizione delle Corti, con le 50 nomine come ha effettuato invece Trump, sarebbe stata la seguente:

Tabella con la ipotetica proiezione della composizione delle Corti d’Appello e maggioranze se nel 2016 avessero vinto i democratici

I democratici avrebbero avuto la maggioranza su 12 circuiti su 13 e, inoltre, avrebbero nominato due giudici della Corte Suprema, garantendo anche lì la maggioranza liberal. Trump, alla corte Suprema, ha finora effettuato due nomine, confermate dal Senato, garantendo così la maggioranza dei conservatori 5 a 4.

In conclusione, l’elezione di Trump è stata per i democratici, e la loro visione di una società sempre più liberal e progressista, un disastro.

Con le nomine giudiziarie effettuate da Trump e le conferme al Senato a maggioranza repubblicana, guidata da Mitch McConnel, si è garantito, per gli anni a venire, di preservare le idee ed i valori della società conservatrice, mettendola al riparo dagli attacchi dei democratici e della loro volontà di trasformarla in senso sempre più liberal e progressista.

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