Il tunnel scoperto al confine col Messico è un segnale: il narcotraffico ha rialzato la testa!

Scoperto il più grande tunnel del narcotraffico mai costruito lungo il confine tra Stati Uniti e Messico.

Alcuni giorni fa, alcuni agenti di diverse agenzie federali degli Stati Uniti hanno annunciato di aver scoperto “il più grande tunnel del narcotraffico mai costruito lungo il confine tra Stati Uniti e Messico”.

Tra le agenzie che hanno dichiarato la scoperta vi sono: il “Customs and Border Protection” (CBP), lo “United States Border Patrol” (USBP), la “Homeland Security Investigation” (HSI), e la “Drug Enforcement Administration” (DEA).

Si tratta di una vera e propria galleria sotterranea dotata di un sistema ferroviario, impianti di ventilazione ed elettricità. E’ dotato, inoltre, di un ascensore all’ingresso e di un ampio sistema di drenaggio. Una costruzione lunga 1.231 metri che parte dal sito industriale di Tijuana, in Messico, e arriva a San Diego, in California. Il tunnel si trova a 21 metri di profondità sotto il livello del terreno, alto un metro e mezzo e con un diametro di 60 cm.

Ci troviamo di fronte al tunnel più grande mai costruito dai cartelli del narcotraffico, secondo solo a quello scoperto nel 2014 sempre nella zona di San Diego, e che aveva una lunghezza di circa 904 metri.

Questa scoperta nasconde una tremenda evidenza, nonostante gli sforzi e l’efficienza delle agenzie federali statunitensi nel pattugliare la frontiera, il narcotraffico messicano è tornato ad alzare la testa. Il maggior colpevole di questa situazione è, sicuramente, il lassismo del presidente messicano, Andrés Manuel Lopez Obrador.

Il presidente messicano Andrés Manuel Lopez Obrador, socialista, eletto nel 2018

Il capo di stato messicano non è riuscito a mantenere i suoi impegni anche a causa della sua incapacità di contrapporsi ai movimenti sociali. La sua proposta di consolidare la Guardia Nacional e migliorare il sistema di intelligence, è naufragata a causa di proteste cittadine che hanno fatto leva sulla sua promessa elettorale di “allontanare l’esercito dalle strade”.

Ma, nel frattempo, i dati sono terrificanti. I desaparecidos hanno superato il 54%. Negli ultimi mesi sono state scoperte 873 fosse clandestine, i cadaveri rinvenuti sono i totale 1.124, dei quali solo 395 sono stati identificati e 243 consegnati ai familiari.

Il Messico assiste inerme alla resurrezione di questa piaga mentre il governo degli Stati Uniti, tra minacce di impeachment e i fischi di buona parte della stampa mainstream, sta facendo di tutto per combatterla.

Una foto del tunnel scattata dalla U.S. Customs and Border Protection (Ansa)

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