Trump scende in campo per la “March For Life” 2020 nella settimana del “National Sanctity of Human Life Day”

Giunta alla 47esima edizione, la manifestazione pro-vita e anti-abortista ha già avuto l’appoggio dei presidenti Repubblicani in passato, da Reagan ai Bush. Ma Trump scende in campo in prima persona, diventando il presidente USA più “pro-life” della storia. E molte donne sono dalla sua parte!

Donald Trump è il primo presidente degli Stati Uniti a partecipare alla March for Life, la manifestazione che difende il diritto alla vita dei futuri neonati. La marcia si svolge ogni anno a Washington ormai da 47 anni e cioè da quando la Corte Suprema dichiarò l’aborto -con la sentenza Roe vs Wade del 22 gennaio 1973 – un diritto costituzionale. Questa ultima edizione si è svolta il 23-24 gennaio: il primo giorno è stato dedicato alla conferenza mentre il secondo alla marcia vera e propria per le strade della Capitale americana.

Il “National Sanctity of Human Life Day” (Il giorno della santità della vita umana) è stata dichiarata dal presidente Trump anche quest’anno il 22 gennaio, dopo quella del 2018 che lo vide appoggiare ufficialmente il movimento pro-vita assieme al vicepresidente Mike Pence. Ma non è una novità per i presidenti Repubblicani: Già Ronald Reagan istituì questo giorno dal 22 gennaio 1984 fino all’ultimo anno della sua presidenza e la stessa cosa fecero il successore George H.W. Bush e il figlio George W. Bush.

Un’mmagine della manifestazione

L’annuncio di Trump

Oltre a questa partecipazione, Donald Trump in precedenza ha introdotto delle restrizioni ai fondi federali destinati alle cliniche che praticano aborti, come la ben nota Planned Parenthood, e dato protezioni verso il personale medico obbiettore di coscienza e che si oppone alla copertura contraccettiva nei piani assicurativi.

Ecco la dichiarazione del presidente americano durante il “National Sanctity Of Human Life Day” fatto martedì scorso:

Ogni persona – i nati e i non nati, i poveri, i deboli, i disabili, gli infermi e gli anziani – ha un grande valore. Sebbene ogni esistenza in questo mondo sia differente, nessuna vita è senza valore o insignificante; i diritti di tutte le persone devono essere difesi.

Nel National Sanctity of Human Life Day, la nostra Nazione ribadisce con orgoglio e con un forte impegno di proteggere il prezioso dono della vita in ogni fase, dal concepimento fino alla morte naturale.

Gli Stati Uniti devono rimanere fermamente radicati alla profonda verità che tutta la vita è un dono di Dio, che conferisce a ogni persona valore e potenzialità incommensurabili. Moltissimi americani sono instancabili difensori della vita e campioni per i più deboli che vivono tra noi. Siamo grati per coloro che sostengono donne che hanno avuto gravidanze inaspettate, per coloro che forniscono cure alle donne che hanno avuto aborti e per coloro che accolgono i bambini nelle loro case attraverso l’affido e l’adozione.

In questo giorno, celebriamo il meraviglioso dono della vita e rinnoviamo la nostra determinazione a costruire una cultura in cui la vita è sempre venerata.

Nella sua dichiarazione, Trump ha fatto riferimento alla diminuzione di gravidanze tra adolescenti dal 2007 a oggi, contribuendo così alla diminuzione degli aborti, dalla sua legalizzazione nel 1973:

Tutti gli americani dovrebbero celebrare il declino del numero di aborti, che rappresentano delle vite salvate. Tuttavia c’è ancora molto da fare e, come Presidente, continuerò a lottare per proteggere la vita dei non ancora nati. Inoltre ho invitato il Congresso ad agire per vietare gli aborti su gravidanze avanzate, a poche settimane dalla nascita. Una pratica disumana.

Infine, afferma che le leggi sull’aborto dovrebbero essere decise a livello dei singoli stati e non a livello federale e, sebbene ritenga che dovrebbero esserci delle eccezioni ai divieti sull’aborto, si considera “pro-life“.

In alcuni stati come l’Alabama e la Louisiana alcune donne sono state protagoniste di proposte di leggi che abolivano l’aborto e molte hanno votato per il divieto all’aborto in recenti referendum. Nel caso dell’Alabama, il governatrice Kay Ivey (R) ha firmato lo “Alabama Human Life Protection“, mentre in Louisiana si trattava addirittura di una proposta fatta da un esponente Democratico, Katrina R. Jackson (D) appoggiata anche dal suo governatore (sempre Democratico) John Bel Edwards (D): la “Love Life Constitution Amendament“.

Il Presidente Donald Trump alla “March For Life” 2020

Ma le protagoniste sono soprattutto… le donne!

Jeanne Mancini, presidente della “March For Life” e della “March of Life Education and Defense Fund“, ha dichiarato il giorno prima della conferenza:

Siamo profondamente onorati di dare il benvenuto al presidente Trump alla 47esima edizione della March for Life. Sarà il primo presidente della storia a partecipare e siamo molto entusiasti di sperimentarlo di persona, come lo sono i nostri manifestanti per la vita e la difesa del nascituro.

Non è passato inosservato a Jeanne Mancini il lavoro svolto da parte dell’attuale presidente, a partire dalla nomina di giudici conservatori alla Corte Suprema, tanto che alcune sono state ostacolate in tutti i modi dai Democratici, come nel caso del giudice Brett Kavanaugh:

Dalla nomina dei giudici pro-life alla riduzione dei finanziamenti con soldi dei contribuenti, per aborti qui in America e all’estero, fino alla richiesta di porre fine agli aborti con le gravidanze a termine, il Presidente Trump e la sua amministrazione sono stati dei campioni coerenti per la vita e il loro sostegno alla “March for Life” è stato incredibile.

Siamo grati per tutti questi risultati a favore della vita e non vediamo l’ora di ottenere più vittorie in futuro.

Jeanne Mancini alla “March for Life” 2020

Oltre al presidente Mancini, altre donne sono state protagoniste della “March for Life”. La giornalista Katie Yoder che scrive per testate come Catholic Vote e National Review è stata la moderator durante la conferenza del 23 gennaio ed il giorno prima, in un messaggio video, ha sottolineato come il “vero femminismo” sia quello di diventare madri. Tra le protagoniste anche Abby Johnson che lavorò alla Planned Parenthood raggiungendo posizioni sempre più importanti per poi convertirsi alla causa “pro-life”, interpretata da Ashley Bratcher nel film Unplanned, uscito l’anno scorso negli USA non senza qualche difficoltà – ed in programmazione a breve anche qui in Italia. Presente anche la figlia del vicepresidente americano Mike Pence, Charlotte Pence Bond, poi Kristian Hawkings della “Students for Life”, Destiny Herndon-De La Rosa del “New Wave Femminists” e Lila Rose di “Life Action”.

Come scrive Katie Yoder sul NR con il titolo “March for Life Message: Abortion is Anti-Woman”:

Il movimento “pro-life” dice alle donne “Yes, You Can!”. Le femministe non devono sforzarsi di essere come un uomo, ma unirsi ai movimenti pro-life perché significa abbracciare la femminilità e prosperare. Ciò include la capacità di essere madri pur avendo successo nella vita.

Nell’articolo mette poi in evidenza due sondaggi significativi: uno della NPR/PBS del 2019, secondo il quale il 61% degli americani, comprese le donne, sono a favore di una limitazione degli aborti; un altro di Gallup mette in mostra come una percentuale di donne – il 51% si definisce più “pro-life” degli uomini.

Charlotte Pence Bond figlia del vicepresidente Mike Pence

Un rischio calcolato?

Alcuni vedono come un “rischio” il fatto che nell’anno delle elezioni il Presidente in carica appoggi in maniera così diretta la linea pro-life, argomento delicato e “divisivo” in qualsiasi società occidentale. Sembrerebbe dai numeri che, in questo momento, il rischio possa essere premiato. Vedremo a fine anno se la “maggioranza silenziosa” e snobbata dai media sarà decisiva per la rielezione di Trump.

Mentre nel giorno della marcia, ignorato da tutti, il suo vice Mike Pence, in compagnia della Second Lady, faceva visita al Pontefice in Vaticano, per parlare anche della “March for Life”…

Chi lo ha detto che i giovani sono solo nelle manifestazione progressiste?
“Students for Life” sfata questo mito!

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