Chi erano Qasem Soleimani e Abu Mahdi al-Muhandis, le principali vittime dell’attacco statunitense a Baghdad

Quelli che per la nostra stampa sono degli “eroi martiri del rozzo imperialista Trump”, in realtà erano dei terroristi che da tempo avevano dichiarato guerra all’Occidente e al mondo libero.

Questa notte gli Stati Uniti hanno condotto un attacco aereo, con l’utilizzo di droni, presso l’aeroporto di Baghdad. Un attacco nel quale sono stati uccisi Qasem Soleimani, capo dell’unità “Al Quds” (tradotto dal persiano, “Brigata Gerusalemme“) del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica e Abu Mahdi al-Muhandis, capo della colonna irachena di Hezbollah, nonché artefice dell’assalto all’ambasciata statunitense in Iraq, avvenuto nella notte del 31 Dicembre.

Tutto questo con buona pace del corrispondente unico e dell’editorialista collettivo i quali, pur di dare contro a Donald Trump, hanno dipinto Soleimani e al-Muhandis come degli autentici “eroi e partigiani” della lotta contro il Califfato. Occorre ricordare che le azioni congiunte di Iran ed Hezbollah contro l’ISIS si sono svolte in un’ottica anti-sunnita e di certo non antiterroristica, essendo Hezbollah stessa riconosciuta a livello internazionale come organizzazione terroristica.

Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire chi sono i soggetti in questione e perché la loro morte è destinata a ribaltare gli equilibri di forza in Medio Oriente.

Qasem Soleimani

Qasem Soleimani si può considerare, a tutti gli effetti, il principale artefice della politica estera iraniana. Fino ad ora, nemmeno il Presidente iraniano Hassan Rouhani aveva osato prendere una decisione o un provvedimento senza il suo consenso. Nato nel 1957, nel villaggio montagnoso di Rabord al confine con l’Afghanistan. Nel 1970, per ripagare i debiti del padre nei confronti del governo, si trasferisce insieme al fratello ad Ahmad (morto nella guerra contro l’Iraq del 1984) nella città di Kerman, per lavorare nella locale società idrica. Qui Qasem, nel 1976, infiammato dalle prediche del Hojjatol-Eslam Rezal Kamyab, decide di sposare la causa rivoluzionaria e nel 1979 si unisce ai Pasdaran. Dopo la deposizione dello Shah Reza Pahlavi, Soleimani è tra i principali artefici del massacro perpetrato nei confronti degli oppositori laici della nascente teocrazia sciita.

Durante la guerra contro l’Iraq di Saddam Hussein, Soleimani, raccogliendo intorno a se 5.000 fedelissimi, fonda la brigata “Al Quds” con l’obbiettivo di fornire sostegno logistico ai curdi nella lotta contro il leader iracheno e diffondere i precetti della rivoluzione islamica. In questo periodo egli prende i contatti con Hezbollah contribuendo, assieme proprio ad Abu Mahdi al-Muhandis, a fondarne la “colonna irachena”. Lo stesso al-Muhandis diventerà poi consigliere personale di “Al Quds”.

Dopo la sconfitta nella guerra contro l’Iraq, Qasem Soleimani comincia ad addestrare milizie paramilitari sciite in tutto il Medio Oriente, in modo da creare un supporto militare alle mire espansionistiche iraniane. A lui si deve il potenziamento di Hezbollah in Libano, l’addestramento dei miliziani sciiti in Siria a sostegno di Bashar al-Assad (nonostante i rapporti sempre molto tesi con il Presidente siriano) e l’addestramento del gruppo armato Huthi nello Yemen. Inoltre è stato responsabile dei ripetuti attacchi, condotti dalla Siria, contro Israele. Come se non bastasse, vi sono prove di reiterati contatti tra Soleimani e il gruppo terroristico di Hamas.

A partire dal 2003, inoltre, si è reso responsabile di ripetute uccisioni di soldati americani di stanza in Iraq. Il primo episodio risale all’attacco perpetrato dal “Al Quds” a Karbala, nel quale persero la vita cinque soldati americani, e della costruzione di ordigni improvvisati IED.

Abu Mahdi al-Muhandis

Per quanto riguarda Abu Mahdi al-Muhandis, diverse cose sono già state dette. Nasce nel 1957Bassora, in Iraq. Nel 1977, dopo aver conseguito gli studi in ingegneria, si unisce alla formazione sciita e anti-sionista “Dawa”. Il movimento verrà sciolto da Saddam Hussein nel 1979, allorché al-Muhandis fugge in Iran, dove si addestra con altri dissidenti iracheni con l’obbiettivo di rovesciare il regime baathista. Nel dicembre del 1983, con il supporto logistico dei Pasdaran, si rende responsabile degli attacchi dinamitardi ai danni dell’ambasciata americana e di quella francese in Kwait, in quanto Francia e Stati Uniti erano stati tra i principali supporters di Baghdad nella guerra contro l’Iran. Tra il 2006 e il 2007 è diventato capo della “colonna irachena” di Hezbollah, da lui fondata negli anni ottanta assieme a Soleimani.

I due, come già detto, sono stati gli artefici dell’assalto all’ambasciata americana in Iraq. La loro eliminazione è un duro colpo che gli Stati Uniti hanno inflitto alla coalizione sciita, guidata da Teheran, in Medio Oriente.

Il corrispondente unico e l’editorialista collettivo, probabilmente orfani di Barack Obama che faceva finta di niente mentre l’Iran si dotava di un apparato nucleare con il quale minacciava di distruggere Israele, stanno già dando la colpa a Donald Trump, etichettandolo come un “bieco guerrafondaio” che “farà scoppiare la terza guerra mondiale”. Inutile dire che le cose non stanno affatto così. Quelli che per la nostra stampa sono degli “eroi martiri del rozzo imperialista Trump”, in realtà erano dei terroristi che da tempo avevano dichiarato guerra all’Occidente e al mondo libero.

Leggi anche: Le dieci stupidaggini più di moda sul conflitto USA-Iran

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...