IMPEACHMENT. Analisi dettagliata degli eventi

In questo articolo, abbiamo analizzato in modo dettagliato tutti gli eventi accaduti dalla telefonata di Trump con il premier ucraino Zelensky del 25 luglio 2019, fino al voto del 18 dicembre 2019 della Camera dei Rappresentanti a maggioranza democratica che ha votato a favore dell’impeachment del presidente Trump.

Questo articolo è stato pubblicato in 4 parti su Termometro Politico

Propedeutici, per capire ancora meglio il contesto in cui si è sviluppata la vicenda dell’impeachment sono i seguenti nostri articoli (pubblicati su Termometro Politico e poi ripubblicati sull’Osservatore)

  • legami tra l’ex vicepresidente Joe Biden e suo figlio Hunter Biden con l’Ucraina
  • situazione politica dell’Ucraina pre-elezioni 2016, che portò il paese ex-sovietico ad interferire molto probabilmente nelle elezioni del 2016 aiutando il candidato democratico Hillary Clinton

Della procedura di impeachment è stato analizzato oltre che le cause che l’hanno scatenata anche l’iter procedimentale, le sue differenze con la procedura di impeachment del presidente Clinton del 1998, che si basa a sua volta su quella di Nixon del 1974, le testimonianze pubbliche del mese di novembre, i diritti della minoranza repubblicana, il diritto alla difesa e a un giusto processo per il Presidente, il whistleblower, …

Come partì la procedura d’impeachment

La procedura di impeachment è iniziata perché i democratici credono che il Presidente abbia abusato del suo potere, nella forma di trattenere gli aiuti militari all’Ucraina, per costringere questa nazione ad intraprendere un’indagine nei confronti dell’ex-vicepresidente e avversario alle elezioni presidenziali 2020, Joe Biden e di suo figlio, per avere in ultima istanza un vantaggio alle prossime elezioni presidenziali

da sx, il presidente ucraino Zelensky e il presidente degli Stati Uniti Trump

Tutto è iniziato il 25 luglio 2019 con la telefonata tra Trump e il presidente ucraino Zelensky e con la successiva denuncia ad agosto da parte del whistleblower.

Di seguito l’ordine cronologico degli eventi:

25 luglio 2019 – Trump e Zelensky hanno avuto una conversazione telefonica di circa mezzora, mentre alti funzionari come il segretario di Stato Mike Pompeo hanno ascoltato

Trump ha chiesto un “favore“ a Zelensky, cioè che l’Ucraina aiutasse gli USA a indagare sulle interferenze straniere nelle elezioni del 2016, incluso l’hacking del Server del Democratic National Committee (DNC) che coinvolge la società di sicurezza di dati CrowdStrike.

Trump ha sollevato la sua richiesta di indagare sulle interferenze nelle elezioni 2016 dopo che Zelensky aveva detto di essere pronto a comprare ulteriori sistemi anticarro, noti come Javelins, dagli Stati Uniti. Trump proseguendo ha anche parlato dell’”altra cosa”, specificando che circolano un sacco di voci sul figlio di Joe Biden e su come l’ex vicepresidente abbia stoppato delle indagini in Ucraina, suggerendo un’indagine su tale aspetto. Trump ha esortato Zelensky a parlare con Rudy Giuliani, il suo avvocato personale, e con il procuratore generale William Barr. Giuliani aveva trascorso mesi a sollecitare pubblicamente l’Ucraina a indagare sui Bidens, ma il Dipartimento di Giustizia aveva rapidamente chiarito che Barr non era associato allo sforzo.

Dal 25 luglio 2019 al 12 agosto 2019 – L’informatore (whistleblower) ha dichiarato di aver parlato con numerosi funzionari del governo degli Stati Uniti con conoscenza diretta o indiretta della conversazione telefonica. 

Il New York Times aveva riferito che il whistleblower è un funzionario della CIA che aveva parlato con un membro dello staff del comitato di intelligence della Camera pochi giorni prima che la denuncia fosse presentata ufficialmente.

Il Capo della Commissione Intelligence della Camera, il democratico Adam Schiff

L’informatore quindi si è incontrato con un membro dello staff di Adam Schiff, democratico e capo della Commissione Intelligence della Camera prima di presentare la denuncia. La domanda che sorge spontanea è: si stavano coordinando?

26 luglio 2019 – L’informatore aveva scritto che l’ inviato speciale USA, ora dimesso in Ucraina Kurt Volker si era recato a Kiev per incontrare Zelensky “e una varietà di personaggi politici ucraini” e che aveva dato consigli alla leadership ucraina su come procedere con le richieste del Presidente fatte a Zelensky. 

Messaggi di testo tra Volker, l’Ambasciatore degli Stati Uniti presso l’Unione Europea Gordon Sondland e l’Incaricato d’affari USA e ambasciatore ad interim in Ucraina William Taylor nelle settimane successive mostrerebbero che si vuole spingere l’Ucraina a indagare sulle questioni relative alle elezioni del 2016 e alla società Burisma dove il figlio di Biden era Consigliere d’amministrazione.

da sx: William Taylor, Gordon Sondland, Kurt Volker

2 agosto 2019 – Il whistleblower ha dichiarato che “numerosi funzionari statunitensi” gli hanno raccontato di un viaggio del 2 agosto di Giuliani a Madrid per incontrare personalmente il consulente di Zelensky, Andriy Yermak, caratterizzando l’incontro come una conseguenza della telefonata tra Trump e Zelensky per discutere dei “casi” di cui avevano discusso al telefono. Giuliani contestò ciò, dicendo che l’incontro era già programmato prima di quella chiamata telefonica.

Giuliani aveva parlato con Yermak prima del 25 luglio e quella chiamata è menzionata da Zelensky a Trump. Giuliani afferma che Volker lo mise “in contatto diretto” con Yermak pochi giorni prima della chiamata di Trump-Zelensky e che Yermak indicò che l’Ucraina era aperta a proseguire queste indagini. L’informatore ha anche detto che Giuliani ha contattato anche altri funzionari ucraini.

Notare: il whistleblower non ha nessuna conoscenza diretta, ma solo informazioni di seconda mano o terza.

12 agosto 2019 – La denuncia del whistleblower, indirizzata al presidente del comitato di intelligence del Senato Richard Burr della Carolina del Nord e al presidente del comitato di intelligence della Camera Adam Schiff della California, è stata consegnata all’ufficio dell’ispettore generale della comunità di intelligence, guidato da Michael Atkinson. La denuncia sosteneva, tra le altre cose, che i funzionari statunitensi credevano che la trascrizione della chiamata di Trump-Zelensky fosse resa inaccesibile in un modo potenzialmente “abusivo”.

Ispettore generale della comunità di intelligence, Michael Atkinson

26 agosto 2019 – Atkinson ha inviato una lettera al direttore dell’intelligence nazionale Joseph Maguire, facendogli conoscere l’esistenza del reclamo, riassumendone le affermazioni, informando Maguire che Atkinson ha stabilito che l’informatore “sembra credibile” e che il reclamo è di “preoccupazione urgente” e raccomandando che le informazioni siano fornite ai comitati congressuali competenti.

Direttore ad interim della Comunità d’intelligence, Joseph Maguire

Cronistoria dell’impeachment a Donald Trump: settembre 2019

2 settembre 2019 – Durante una conferenza stampa all’estero, al vicepresidente Mike Pence è stato chiesto della riunione che aveva avuto con Zelensky il giorno prima e, in primo luogo, se avesse discusso di Joe Biden e, in secondo luogo, se potrebbe assicurare all’Ucraina che la sospensione del denaro “non ha assolutamente nulla a che fare con gli sforzi, anche di Rudy Giuliani, per cercare di scavare negli affari della famiglia Biden“. Pence rispose che sulla prima domanda, la risposta è no. Ma poi Pence proseguì aggiungendo, “ma come ha chiarito il presidente Trump, nutriamo grandi preoccupazioni per le questioni di corruzione“.

3 settembre 2019 – Un gruppo di cinque senatori bipartisan ha scritto all’ufficio del direttore della gestione e del bilancio Mick Mulvaney per “esprimere le nostre profonde preoccupazioni” per un ritardo di circa 400 milioni di dollari in aiuti militari per l’Ucraina.

9 settembre 2019 – Atkinson ha scritto una lettera al capo democratico della Commissione d’Intelligence Schiff della Camera e al membro anziano, il repubblicano Devin Nunes della California informandoli dell’esistenza della denuncia del whistleblower e che il direttore dell’intelligence nazionale Joseph Maguire lo aveva informato che il reclamo non doveva essere consegnato al Congresso. Atkinson non era d’accordo, dicendo che mentre credeva che Maguire “agisse in buona fede“, non pensava che la decisione di Maguire fosse “coerente con la prassi“. Lo stesso giorno, tre commissioni a guida democratica hanno annunciato una “indagine ad ampio raggio” su Trump e Giuliani, che avrebbero fatto pressioni sull’Ucraina per aiutare il Presidente con le elezioni presidenziali del 2020.

10 settembre 2019 – il Capo della Commissione d’Intelligence della Camera, il democratico Adam Schiff ha scritto al direttore dell’intelligence nazionale Joseph Maguire di essere stato informato della denuncia del whistleblower e ha affermato che Maguire era “tenuto” a consegnarla immediatamente. Si noti che il whistleblower si era incontrato con un membro dello staff di Schiff, pertanto è difficile da credere che Schiff non fosse a conoscenza già da agosto. Tutta la procedura è stata portata avanti dall’Ispettore Generale Atkinson.

11 settembre 2019 – Il senatore repubblicano Rob Portman dell’Ohio ha dichiarato di aver parlato con Trump “per chiedergli di liberare i fondi di sicurezza per l’Ucraina” e Trump ha accettato di rilasciare i soldi quel giorno stesso.

13 settembre 2019 – il democratico Adam Schiff ha reso pubblica l’esistenza della denuncia degli informatori dopo che il direttore dell’intelligence nazionale Joseph Maguire lo aveva informato quel giorno che si rifiutava di fornirgli la denuncia. Schiff accusava Maguire di trattenere erroneamente le informazioni al Congresso ed emetteva una citazione a comparire alla Camera per costringere Maguire a consegnare la denuncia. Lo stesso giorno, Jason Klitenic, il consigliere generale dell’Ufficio del direttore dell’intelligence nazionale, scrisse una lettera a Atkinson informandolo che, dopo essersi consultato con il Dipartimento di Giustizia, Maguire aveva stabilito “che nessuno statuto richiede la divulgazione della denuncia” al Congresso perché le accuse nella denuncia non si riferivano al comportamento di un membro della Comunità di intelligence o a chiunque sia sotto la supervisione di Maguire.

17 settembre 2019 – l’Ispettore generale della comunità d’intelligence Atkinson ha scritto a Schiff e Nunes che lui e Maguire erano “in un vicolo cieco” a causa di “differenze irrisolte” e hanno informato i dirigenti del Congresso che era vincolato dalla determinazione presa da Maguire di non consegnare la denuncia, anche se “rispettosamente in disaccordo con esso“. Quello stesso giorno, Schiff è andato su MSNBC dove gli è stato chiesto se aveva sentito dall’informatore e ha dichiarato in modo falso che “non abbiamo parlato direttamente con l’informatore” anche se un membro dello staff del Comitato Intelligence aveva parlato con l’informatore a inizio agosto e aveva fatto sapere a Schiff almeno alcuni dettagli relativi alle accuse dell’informatore giorni prima della denuncia formale. Si noti che Schiff aveva dichiarato pubblicamente che non avevano mai incontrato (lui o lo staff) il whistleblower. Ciò è palesemente falso.

18 settembre 2019 – Schiff è stato informato che Maguire aveva accettato la sua offerta di testimoniare il 26 settembre 2019.

19 settembre 2019 – Schiff ha incontrato l’Ispettore Generale Atkinson a porte chiuse. Lo stesso giorno, il Washington Post ha affermato che la denuncia del whistleblower implicava comunicazioni con un leader straniero e una promessa fatta da Trump.

20 settembre 2019 – Il Wall Street Journal ha scritto che la denuncia degli informatori affermava che Trump aveva “ripetutamente esercitato pressioni sul presidente dell’Ucraina per indagare sul figlio di Joe Biden“. Biden ha dichiarato che “….. che le nostre istituzioni di governo sono state rese strumenti di una vendetta politica personale” e ha chiesto il rilascio della trascrizione della chiamata Trump-Zelensky. Trump ha difeso la chiamata come “totalmente appropriata“.

L’avvio dell’indagine ufficiale per impeachment contro Donald Trump

24 settembre 2019 – La portavoce della Camera democratica Nancy Pelosi ha annunciato che “la Camera dei rappresentanti sta procedendo con un’indagine ufficiale sull’impeachment“. Nancy Pelosi e i democratici decidono di far partire la procedura di impeachment il 24 settembre sulla base delle indiscrezioni uscite sui giornali.

La Speaker della Camera, la democratica Nancy Pelosi

25 settembre 2019 – Il promemoria della trascrizione della chiamata telefonica Trump-Zelensky è stato rilasciato dalla Casa Bianca. Dalla lettura della trascrizione non vi è nessuna minaccia di togliere gli aiuti militari in cambio dell’indagine sulla vicenda dei Biden.

26 settembre 2019 – La denuncia del whistleblower è stata declassificata e resa pubblica. Il Direttore ad interim dell’Intelligence nazionale, Maguire ha anche testimoniato in un’udienza pubblica di fronte al Comitato di intelligence della Camera, dove ha affermato di credere che l’informatore avesse “agito in buona fede“. Durante l’udienza del 26 settembre del Direttore ad interim dell’Intelligence nazionale Joseph Maguire, il capo della Commissione Intelligence Adam Schiff ha in modo subdolo e disonesto letto una falsa trascrizione della telefonata tra Trump e il presidente ucraino Zelensky. Come ammesso dallo stesso Schiff, si tratta di una parodia, una ricostruzione del contenuto.

Tutto questo avveniva davanti alle telecamere e chi ha sentito poteva concludere solamente che Trump era colpevole.

26 settembre – 31 ottobre – Le successive udienze dopo quella di Maguire del 26 settembre sono state fatte rigorosamente a porte chiuse.

Essendo l’Impeachment uno dei procedimenti più invasivi della democrazia, in quanto consiste nella rimozione di un presidente eletto e nel ribaltamento del risultato delle elezioni, i cittadini dovrebbero avere il diritto di sapere. Inoltre dalle udienze a porte chiuse i democratici hanno fatto filtrare informazioni selezionate che confermassero la loro narrativa anti-trump. Le udienze a porte chiuse costituiscono una palese violazione del diritto al Presidente ad avere un giusto processo oltre a impedire ai repubblicani di citare testimoni:

  • i democratici non consentono la presenza di avvocati difensori del Presidente o del Dipartimento di Stato
  • non è prevista la “divulgazione di tutte le prove favorevoli al presidente e di tutte le prove relative alla credibilità dei testimoni chiamati a testimoniare nell’inchiesta
  • le procedure non prevedono il diritto di esaminare tutte le prove, presentare prove, citare testimoni, permettere la presenza degli avvocati in tutte le audizioni, contro interrogare i testimoni, fare obiezioni relative all’esame dei testimoni o alla ricevibilità di testimonianze e prove e rispondere a prove e testimonianze
  • I democratici, inoltre, non hanno permesso ai repubblicani di emettere citazioni in giudizio, contraddicendo la pratica standard bipartisan in tutte le recenti procedure di impeachment
  • i comitati della Camera hanno “fatto ricorso a minacce e intimidazioni contro potenziali testimoni del ramo esecutivo“, paventando la minaccia di ostruzione della giustizia quando i dipendenti dell’amministrazione cercavano di far valere interessi e privilegi di riservatezza del ramo esecutivo in risposta a una richiesta di una deposizione
  • i democratici hanno pianificato di intervistare l’informatore al centro dell’indagine di impeachment in un luogo sconosciuto, al contrario, la Casa Bianca, deve costituzionalmente poter affrontare il proprio accusatore. L’interrogatorio è poi saltato successivamente.

04 ottobre 2019 – tra le udienza a porte chiuse alla Camera dei Rappresentanti in questa data vi è stata quella delI’ispettore generale della comunità di intelligence, Michael Atkinson.

08 ottobre 2019 – la Casa Bianca invia una lettera alla Camera dei Rappresentanti, affermando che non collaborerà all’illegale, faziosa e incostituzionale procedura di impeachment dei democratici.

Da notare che:

  • le informazioni avute dal whistleblower sono di seconda mano se non di terza e non è stato testimone diretto e le ha avute da funzionari della Casa Bianca di cui non ha citato il nome.
  • ha riferito che i funzionari della Casa Bianca guidati dagli avvocati hanno cercato di limitare l’accesso alle registrazioni e di rimuovere la telefonata dal sistema informatico. Invece la telefonata è stata conservata in un’area dove è presente materiale classificato.

L’inserimento della trascrizione telefonica in un server su un sistema informatico separato dal sistema della Casa Bianca per le informazioni classificate è alla base dell’accusa di copertura e insabbiamento della telefonata tra Trump e il presidente ucraino. Il Presidente Obama ha fatto lo stesso come confermato da Susan Rice.

Inoltre si ricorda che i leakers, funzionari infedeli, da quando c’è Trump hanno fatto filtrare ai media molte informazioni che dovevano rimanere riservate come ad esempio le conversazioni telefoniche con il premier australiano e con quello messicano. Quindi l’Amministrazione Trump ha un serio problema di funzionari infedeli che giustificherebbe il ricorso a misure estreme di riservatezza.

  • l’ispettore generale della comunità d’intelligence ha trovato indizi di pregiudizio politico da parte della “talpa” contro Trump.

Durante l’udienza a porte chiuse di venerdì 4 ottobre alla Camera dei Rappresentanti, l’Ispettore generale della comunità di intelligence, Michael Atkinson ha rivelato che l’informatore (whistleblower) oltre che essere registrato come un democratico ha avuto in passato delle collaborazioni con uno dei candidati democratici (lo stesso Joe Biden) in gara per le prossime elezioni presidenziali

  • Altro particolare “strano”, è che le regole sulla denuncia anonima da parte della comunità d’intelligence sono cambiate a agosto 2019 poco prima della presentazione della denuncia in quanto le vecchie regole prevedevano che per denunciare bisognava essere testimoni diretti e non basarsi su informazioni riferite da altri, come nel caso in oggetto.
  • il whistleblower ha omesso di dire all’ispettore generale Atkison che aveva contattato il Comitato d’intelligence nella denuncia.
  • Il Capo della Commissione d’intelligence della Camera, il democratico Adam Schiff, aveva dichiarato che la Commissione non aveva mai parlato con il whistleblower e ciò si è rivelato palesemente falso essendo il contatto avvenuto a inizio agosto.
  • Il Capo della Commissione Intelligence della Camera dei Rappresentanti, il democratico Adam Schiff, che aveva già in passato, durante il Russiagate affermato che c’erano prove di collusione con la Russia, senza mai presentarle, durante l’udienza del 26 settembre del Direttore ad interim dell’Intelligence nazionale Joseph Maguire, aveva in modo subdolo e disonesto letto una falsa trascrizione della telefonata tra Trump e il presidente ucraino Zelensky.

Tutto questo avveniva mentre le telecamere dei media erano accese e il pubblico che ascoltava da casa quanto detto da Schiff poteva giungere a una sola conclusione: Trump è colpevole e quindi è giusta la procedura di impeachment.

Quando i repubblicani hanno contestato la falsità evidente della dichiarazione di Schiff, lui ha risposto che era solo una parodia, ma intanto era stata letta in diretta nazionale, mettendo in bocca al presidente frasi mai dette e ricordiamo che la trascrizione della telefonata era stata declassificata e resa pubblica in precedenza.

La contestazione della White House

  • La Casa Bianca nella lettera dell’8 ottobre, con cui ha bloccato qualsiasi collaborazione con la procedura di impeachment, ha contestato quanto segue:
    • La procedura di impeachment non è stata votata dalla Camera dei rappresentanti con un voto formale, così come avvenuto con i presidenti Johnson, Nixon e Clinton.
    • Senza aspettare di vedere cosa è stato effettivamente detto sulla chiamata telefonica, si è tenuta una conferenza stampa che annunciava una” inchiesta di impeachment basata su falsità e disinformazione.
    • il whistleblower che per primo ha segnalato la chiamata di Trump con il presidente ucraino ha avuto contatti con l’ufficio del Capo del Comitato per l’intelligence della Camera, il democratico Adam Schiff prima di presentare la denuncia.
    • la “iniziale negazione di tale contatto da parte di Schiff ha portato il Washington Post a concludere che il presidente Schiff” ha chiaramente fatto una dichiarazione che era falsa.
    • In ogni caso, il popolo americano capisce che il Capo del Comitato di Intelligence Schiff non può aiutare segretamente a presentare una denuncia, fuorviare il pubblico sul suo coinvolgimento, leggere una versione contraffatta della chiamata telefonica al popolo americano durante l’udienza di Maguire, e quindi fingere di sedersi in giudizio come un ‘investigatore neutrale’.
    • Violazione dei diritti del Presidente a un giusto processo sopra citati

Insostenibilità della procedura di impeachment senza regole e senza diritti per il Presidente e la minoranza repubblicana.

In merito alle udienze a porte chiuse, senza regole predeterminate, senza possibilità per la minoranza repubblicana di citare testimoni e per il presidente di avere un difensore il 25 ottobre è stato pubblicato sul Wall Street Journal un interessante editoriale scritto da Kimberley A. Strassel intitolato Behold the Lord High Impeacher nel quale analizza la strategia adottatta dai democratici nel procedimento di impeachment contro il Presidente Trump.

Dall’analisi delle pratiche e delle regole adottate dalle Commissioni della Camera interessate, in particolare il Comitato di Intelligence retto dal democratico Adam Schiff è emerso chiaramente la mancanza di trasparenza nel processo.

La Strassel confronta quanto avvenuto con il Russiagate, nel quale vi era stata un’inchiesta ufficiale da parte del Procuratore Speciale indipendente Robert Muller, e dal punto di vista congressuale vi erano state numerose udienze pubbliche. Alla fine nonostante i media e i democratici fossero sicuri della collusione tra Trump e la Russia (lo stesso democratico Adam Schiff, Capo della Commissione d’intelligence diceva che vi erano prove incontrovertibili della collusione, ma non è mai riuscito a presentarle!), la verità è venuta a galla scagionando il Presidente.

la trasparenza nelle udienze al Congresso e l’inchiesta del Procuratore Speciale Mueller che seguiva rigidamente la legge hanno distrutto la narrativa dei democratici che consisteva nella demonizzazione dell’avversario politico (Trump) colpevole di collusione con la Russia.

Come si è visto nell’attuale procedura di impeachment, invece manca la trasparenza, tra l’altro l’inizio della procedura di impeachment alla data di pubblicazione dell’articolo non è stato votato nemmeno dalla Camera dei Rappresentanti e questo a prima vista poteva attribuirsi alla paura di perdere le prossime elezioni per quei democratici che erano stati eletti in distretti elettorali in bilico tra repubblicani e democratici che a causa del voto all’impeachment avrebbero rischiato molto.

Ma il motivo come spiegato dalla Strassel è più oscuro, cioè con un voto formale la procedura deve essere incardinata secondo regole precise e trasparenti, mentre senza di quello le udienze dei testimoni nella procedura di impeachment portata avanti dalle commissioni può avvenire senza trasparenza e con regole che cambiano al bisogno, ostacolando i membri repubblicani delle commissioni.

Difatti è quello che sta avvenendo, e di cui la Casa Bianca si è lamentata nella lettera inviata l’8 ottobre e unito alle fughe di notizie selezionate e preparate dai democratici, la narrativa per la quale Trump è un corrotto e merita di essere rimosso dalla presidenza non ha nessun ostacolo.

A causa di questo al Senato il Leader della maggioranza repubblicana, il senatore Mitch McConnel e il senatore Lindsey Graham, Capo della Commissione Giustizia al Senato, si sono fatti promotori di una risoluzione, che dovrà essere votata, che condanna le modalità con la quali la procedura di impeachment viene gestita dai Democratici della Camera (un procedimento ingiusto, non trasparente e che non garantisce il giusto processo). Oltre ai 2 senatori altri 48 si sono espressi finora favorevolmente alla risoluzione per un totale di 50.

Le differenze tra gli ultimi due casi di impeachment: per Clinton (1998) e per Trump (2019)

Il senatore Lindsey Graham in una conferenza stampa a fine ottobre in vista della risoluzione sopra citata, ha messo in evidenza quanto avvenuto con l’impeachment del Presidente Clinton nel 1998:

  • La Camera ha dibattuto e poi votato formalmente sulla procedura di impeachment
  • È stato definito lo scopo dell’inchiesta
  • I membri della Camera potevano vedere le prove
  • L’avvocato del Presidente poteva presenziare
  • Sono state definite regole specifiche per l’indagine
  • Era permesso verificare le prove presentate
  • Alla minoranza democratica era stata dato il potere di citare testimoni

Alla fine il senatore repubblicano ha fatto presente che attualmente nulla delle regole, dei diritti e quindi della collaborazione bipartisan dell’epoca è stata applicata nell’attuale procedura, configurandosi come non trasparente e faziosa.

Il Whistleblower e il Deep State

Il sito di inchieste RealClearInvestigations ha rivelato a fine ottobre il presunto nome del whistleblower, il funzionario della CIA Eric Ciaramella.

Il fuzionario della CIA, Eric Ciaramella

Oltre alle informazioni scoperte nei mesi precedenti (lavora alla CIA, ha lavorato alla Casa Bianca, ha lavorato per un candidato democratico alle presidenziali del 2020, cioè Joe Biden e che è un democratico registrato) si è scoperto che:

  • è stato cacciato dalla Casa Bianca nel giugno 2017 in quanto aveva rivelato informazioni riservate ai media;
  • durante l’Amministrazione Obama era, nonostante il livello basso impiegatizio, molto considerato dall’Amministrazione tanto da invitarlo a un pranzo di Stato (in onore di Matteo Renzi, primo ministro italiano), segno che politicamente era molto inserito tra i democratici;
  • ha avuto contatti con Alexandra Chalupa, un impiegata del Democratic National Committe, la quale aveva cercato di gettare fango sulla Campagna di Trump fin dal 2016, cercando di collegarla con i russi e collegata al tentativo ucraino di aiutare la candidata democratica ai danni di Trump (vedere l’articolo “Le elezioni presidenziali USA 2016 e l’interferenza ucraina a favore dei democratici” che spiega il ruolo di Chalupa nella vicenda ucraina).
  • è stato distaccato da John Brennan, ex direttore della CIA, acerrimo nemico di Trump, al Security National Council della Casa Bianca nel 2015;
  • Ciaramella era specializzato per la Russia e soprattutto sull’Ucraina, proprio nel periodo in cui il punto di riferimento di Obama per quella nazione era Joe Biden;
  • lo staff del NSC ha subito notato come il comportamento di Ciaramella e le sue opinioni fossero contro le politiche estere del Presidente Trump;
  • ha contribuito con le sue false fughe di notizia nel 2017 ad avviare l’indagine del Russiagate da parte di Robert Mueller. Ha creato infatti la narrativa in cui è Putin che aveva licenziato James Comey, direttore dell’FBI che stava indagando sulla presunta collusione con la Russia. Infatti ha inviato un’e-mail nel maggio 2017 (prima di essere cacciato) in cui avvertiva un’altra Agenzia che Trump aveva tenuto un incontro con diplomatici russi nell’Ufficio Ovale il giorno dopo aver licenziato Comey, affermando che Trump si era vantato di aver licenziato quel pazzo di Comey. L’e-mail indicava inoltre che il presidente russo Vladimir Putin aveva telefonato al presidente una settimana prima, e Ciaramella suggeriva che presumibilmente Putin aveva consigliato a Trump di licenziare Comey.

Caso strano la mail è finita ai media e questa notizia è circolata poi al Congresso nei giorni successivi ed è stata utilizzata come manleva per far partire un’indagine del Procuratore Speciale contro Trump. L’email di Ciaramella è stata citata in una nota a piè di pagina nel rapporto di Mueller (Pag. 71 del II volume (pag. 282 del pdf), nota a piè di pagina n. 468

  • il presunto whistleblower identificato da realclearinvestigation oltre ad aver contribuito ad aver avviato il russiagate con false fughe di notizie è anche il maggior sospettato per le fughe di notizie relative alle trascrizioni delle telefonate fatte da Trump al premier australiano e messicano nel 2017.

Le trascrizioni sono entrate in possesso del Washington Post a inizio agosto 2017.

Il presunto whistleblower aveva accesso a tutte le informazioni fino alla sua cacciata dalla Casa Bianca nel giugno 2017 essendo stato oltre che nel Consiglio di Sicurezza nazionale, anche l’assistente del consigliere alla sicurezza nazionale McMaster.

McMaster è stato molto criticato per aver permesso ai funzionari del NSC (consiglio di sicurezza nazionale) dell’epoca di Obama di rimanere nella prima fase del mandato di Trump.

E a posteriori data l’alta presenza di fughe di notizie, i critici di McMaster avevano ragione.

In tutta questa vicenda inoltre, la protezione nei confronti dell’informatore è avvenuta sia da parte dei democratici, che presumibilmente vogliono evitare che si scopra chi è e che gli vengano fatte domande che dei media che al posto di fare il loro lavoro e cercare di scoprire la verità, non hanno cercato in alcun modo di rivelare chi è l’informatore.

Sia Facebook che YouTube hanno eliminato qualsiasi post e video che parlasse di Eric Ciaramella e i media hanno glissato sull’argomento.

I democratici come il Capo della Commissione Adam Schiff ha dichiarato che il whistleblower ha un diritto statutario all’anonimato e pertanto il suo nome non può essere rivelato. Questa affermazione è falsa. L’unico che non può divulgare l’identità è l’ispettore generale della comunità d’intelligence senza il consenso del dipendente, a meno che l’ispettore generale non determini che tale divulgazione è inevitabile nel corso dell’indagine o se la divulgazione è fatta a un funzionario del dipartimento di giustizia responsabile della decisione se procedere con un’azione giudiziaria, e questa disposizione si qualifica come uno statuto alla fonte ai sensi della sottosezione (b) (3) della sezione 552 del titolo 5 (comunemente noto come “Freedom of Information Act”).

I suoi avvocati democratici, nel frattempo, hanno avvertito che la sua rivelazione avrebbe messo lui e la sua famiglia “in pericolo”, nonostante il personale di sicurezza del governo sia incaricato di proteggerlo.

Inizialmente i democratici volevano interrogarlo a porte chiuse al Congresso, ma dopo che si scoprì che l’ufficio di Adam Schiff aveva incontrato il whistleblower prima della denuncia e che questa informazione, cioè il contatto con membri/commissioni del Congresso non era stata comunicata nella denuncia anonima unita alle dichiarazioni false di Adam Schiff che aveva dichiarato che lui o il suo staff di non aver incontrato l’informatore, fece scemare l’intenzione dei democratici di interrogare il whistleblower.

Gli avvocati del whistleblower Mark Zaid e Andrew Bakaj alla rivelazione del nome del presunto informatore da parte di Realclearinvestigation non confermarono, né smentirono. Inoltre tali avvocati sono stati pesantemente criticati da Trump e dai repubblicani per le loro dichiarazioni a favore di un colpo di stato e dell’impeachment, fatte all’inizio del mandato di Trump.

Mark Zaid gennaio 2017 aveva twittato: “Un colpo di stato è iniziato! (contro Trump) Seguiranno molti passi, l’impeachment sarà l’ultimo.” A giugno 2017: “tra 45 anni potremmo ricordare storie dell’impeachment di Trump. Sarò vecchio, ma varrà la pena aspettare.” A luglio 2017: “prevedo che la CNN giocherà un ruolo nel non far finire il mandato a Donald Trump”

L’altro avvocato, Andrew Bakaj, aveva twittato nell’agosto del 2017 che Trump dovrebbe essere rimosso per incapacità tramite il 25° emendamento.

Un altro elemento inquietante oltre alle affermazioni e dichirazioni degli avvocati del whistleblower, è che l’ex direttore ad interim della CIA durante la presidenza Bush, John McLaughlin ha dichiarato mercoledì 30 ottobre a un evento presso l’Hayden Center ad Arlington, Virginia, la seguente affermazione:

Grazie a Dio per il Deep State e ai loro sforzi di rimuovere Trump (dalla presidenza). Questi funzionari stanno facendo il loro dovere e rispondono a una chiamata superiore” All’evento era presente anche John Brennan ex direttore della CIA sotto Obama, acerrimo nemico di Trump. Queste parole si commentano da sole.

Impeachment per Donald Trump: i sospetti su Ciaramella

Insomma il quadro che ne esce, se il nome venisse confermato, è che un un democratico che lavora alla CIA, nel 2017 ha cercato la prima volta di colpire Trump mettendo in moto, tramite la diffusione di false notizie, l’indagine da parte del Procuratore Speciale Robert Muller che alla conclusione delle indagini, utilizzando enormi risorse, non riscontrò nessuna collusione tra Trump e i russi.

Adesso per la seconda volta, la stessa persona sta attaccando nuovamente Trump, sempre tramite la diffusione di notizie e di seconda mano pergiunta (non è stato testimone diretto in quanto non è più alla Casa Bianca) che hanno messo in moto il procedimento di impeachment.

Ricordiamo, che prima della denuncia di inizio agosto, sono cambiate le regole per le denunce anonime nella comunità d’intelligence, permettendo denunce anche per informazioni di seconda mano. Se non era per questa modifica del regolamento, il whistleblower non avrebbe potuto effettuare la denuncia che ha dato l’avvio alla procedura di impeachment.

Si potrebbe pensare al cosiddetto Deep State che opera contro funzionari eletti, per mantenere la propria influenza e potere.

Molti repubblicani hanno definito quanto sta avvenendo un colpo di Stato.

28 ottobre 2019 – la speaker della Camera, la democratica Nancy Pelosi annuncia, dopo le pressioni del Senato e dell’opinione pubblica, un voto formale sulla risoluzione per la procedura di impeachment per il 31 ottobre 2019.

31 ottobre 2019: la Camera approva la risoluzione per la procedura di impeachment 232 voti a favore contro 196. Due democratici si uniscono ai repubblicani.

Nessun repubblicano si è unito ai democratici per l’impeachment contro Trump (nel 1998, 31 democratici si erano uniti ai repubblicani per l’impeachment contro Clinton).

È la prima volta che una procedura di impeachment è votata solo da un partito. Nessun voto bipartisan.

L’analisi della risoluzione

Dall’analisi della risoluzione approvata si evidenzia:

  • La risoluzione conferisce autorità al comitato di intelligence della Camera che non lo aveva mai avuto prima. Le udienze pubbliche dei testimoni saranno gestite dalla Commissione Intelligence. Le procedure di impeachment precedenti erano state gestite dalla Commissione Giustizia della Camera. La risoluzione dirige diverse altre commissioni – Intelligence, Affari Esteri, Servizi Finanziari, Fisco e Sorveglianza a continuare le inchieste in corso nell’ambito della procedura di impeachment (indagini dalle dichiarazioni fiscali di Trump alle sue imprese private). Inoltre, la risoluzione non impedisce al Comitato di Intelligence di continuare ad effettuare audizioni segrete, infatti il testo prevede che il Capo della Commissione Intelligence debba condurre “audizioni o audizioni pubbliche”.
  • La risoluzione non fornisce alla minoranza un uguale potere di citazione di testimoni, come in passato. Quando la Camera aveva autorizzato l’inchiesta di impeachment contro il presidente Bill Clinton nel 1998, la risoluzione aveva permesso al Capo (repubblicano) e al membro di rango (democratico) della commissione giudiziaria della Camera di chiamare testimoni congiuntamente, disgiuntamente oppure in caso di disaccordo far votare l’intera commissione. In base alla nuova risoluzione per l’indagine su Trump, i capi (democratici) dell’Intelligence e della Commissione Giustizia non dovranno sottoporre i testimoni all’intera commissione per l’approvazione se i membri di rango (repubblicani) disapprovano e inoltre hanno diritto di veto sul membro di rango (repubblicano) per la citazione di testimoni.
  • La risoluzione annulla i poteri della minoranza repubblicana sul rilascio delle trascrizioni della Commissione intelligence. Le nuove regole concedono in realtà a Schiff più potere sul rilascio delle trascrizioni, anche permettendogli di rilasciare delle trascrizioni di testimonianze modificate unilateralmente.
  • La risoluzione non impone il rilascio delle trascrizioni delle testimonianze passate. Data la natura segreta e unilaterale del processo finora, l’equità di base suggerirebbe che le trascrizioni delle precedenti testimonianze fossero rilasciate. La risoluzione non fa nulla del genere, permettendo che gli abusi riguardanti la non trasparenza e la mancanza di regole delle udienze segrete di ottobre rimangano inalterati.
  • La risoluzione limita il diritto del presidente di essere rappresentato. La risoluzione fa riferimento a “procedure per consentire la partecipazione del presidente e del suo avvocato”, ma queste non sembrano aver inizio fino a quando il processo non raggiungerà la Commissione Giustizia, il che significa che il presidente non sarà rappresentato nelle udienze pubbliche al Comitato di Intelligence dove verranno sentiti i testimoni.

In definitiva le regole procedurali approvate non garantiscono al Presidente il diritto alla difesa e alla minoranza repubblicana la facoltà di citare testimoni (in quanto soggetti all’autorizzazione dei democratici).

Novembre 2019 – udienze pubbliche di 12 testimoni

L’8 novembre il repubblicano Jim Jordan, membro anziano del Comitato di sorveglianza della Camera (Oversight Committe) è stato riassegnato al Comitato d’Intelligence per poter sostenere i repubblicani nelle udienze pubbliche.

Il Rappresentante repubblicano Jim Jordan

Il 9 novembre i repubblicani del comitato di Intelligence hanno presentato l’elenco dei testimoni da ascoltare per le udienze pubbliche

Tra i testimoni richiesti, figurano questi:

  • Devon Hurcher, ex membro della società ucraina Burisma
  • Hunter Biden, ex membro della società ucraina Burisma
  • Alexandra Chalupa, ex staffer del Democratic National Committee
  • Nellie Ohr, ex contractor della società di investigazioni Fusion GPS
  • Anonimo whistleblower

È chiaro il collegamento con il conflitto di interessi dei Biden in Ucraina.
Alexandra Chalupa è l’operativo del DNC che ha cercato il modo di infangare la campagna di Trump collegandola alla Russia e secondo Realclearinvestigation in contatto con il whistleblower.
Nellie Ohr, moglie dell’ex vice procuratore generale associato del DOJ, Bruce Ohr, che ebbe contatti per la vicenda del famigerato e falso dossier Steele che mirava a infangare Trump. La moglie ha lavorato per la società che ha commissionato il dossier. E la società è stata pagata dal DNC e dalla Campagna di Hillary.

Come previsto, i testimoni sopra citati che i repubblicani avevano richiesto di sentire per le udienze di impeachment, sono stati rigettati, in quanto il democratico Adam Schiff li ha ritenuti “superflui e non necessari” per la procedura di impeachment. Sono stati approvati:

  • Tim Morrison; 
  • l’ex inviato ucraino Kurt Volker;
  • alto funzionario del Dipartimento di Stato David Hale.

Se avessero applicate le regole della procedura di impeachment del 1998 per il Presidente Clinton, i repubblicani avrebbero potuto citarli.

Oltre ai 3 testimoni citati dai repubblicani, i democratici hanno convocato altri 9 testimoni, portando a 12 il numero complessivo di testimonianze.

Il calendario delle udienze pubbliche è stato il seguente.

mercoledì 13 novembre:

  • William Taylor, ambasciatore ad interim in Ucraina
  • George Kent, vice assistente del Segretario di Stato per l’Europa e gli affari euroasiatici

Giovedì 14 novembre:

  • Marie Yovanovitch, ex ambasciatore in Ucraina

Martedì 19 novembre:

  • tenente colonnello Alexander Vindman, specialista sull’Ucraina del Consiglio di Sicurezza Nazionale (NSC).
  • Jennifer Williams, aiutante del Vicepresidente Mike Pence
  • Kurt Volker, ex inviato speciale in Ucraina
  • Tim Morrison, ex aiutante del NSC che ha ascoltato la chiamata del 25 luglio tra Trump e Zelensky.

Mercoledì 20 novembre 2019:

  • Gordon Sondland, ambasciatore presso l’UE
  • Laura Cooper, vice assistente del DoD
  • David Hale, sottosegretario di stato per gli affari politici al Dipartimento di Stato

Giovedì 21 novembre 2019

  • Fiona Hill, top specialist della Russia dell’NSC
  • David Holmes, assistente del Dipartimento di Stato che ha ascoltato la conversazione telefonica tra Sondland e Trump citata ta Taylor la scorsa settimana.

Di seguito, il resoconto di quanto avvenuto.

Impeachment contro Donald Trump: i testimoni del 13 novembre

I primi due testimoni (William Taylor e George Kent) non avevano alcuna conoscenza diretta della decisione di Trump di trattenere temporaneamente circa 400 milioni di dollari in aiuti militari per l’Ucraina, né avevano avuto discussioni dirette con il presidente Trump sulle sue intenzioni.

I testimoni non hanno ascoltato la conversazione telefonica di Trump-Zelensky. Descriverli come testimoni remoti, irrilevanti e immateriali è un eufemismo. Ciò non ha impedito loro di offrire interpretazioni e congetture.

William Taylor, l’ambasciatore americano ad interim in Ucraina, ha testimoniato che era la sua “comprensione” che esistesse un legame tra l’assistenza alla sicurezza degli Stati Uniti e un’indagine su Joe Biden.

Come arrivò Taylor alla sua opinione? Lo sentì attraverso discussioni con altri diplomatici, anche se non vi è alcuna indicazione che qualcuno di questi individui avesse una conoscenza primaria di qualcosa.

La catena di sentito dire è andata in questo modo: l’ambasciatore americano presso l’Unione Europea Gordon Sondland ha detto al funzionario del Consiglio di Sicurezza Nazionale Tim Morrison che, a sua volta, ha riferito a Taylor che c’era un presunto “quid pro quo”. Oppure, come ha detto Taylor al Comitato di intelligence: “La mia comprensione viene solo dalle persone con cui ho parlato.”

Taylor ha ammesso di aver avuto tre incontri con il presidente Zelensky dopo la telefonata di Trump-Zelensky, e ha affermato che l’argomento di un presunto “quid pro quo” di aiuti finanziari in cambio di indagini ucraine non è mai emerso. Questa era una prova evidente che non esisteva mai un “quid pro quo“.

George Kent, ha testimoniato di aver “creduto” che ci fosse un “quid pro quo” dopo aver parlato con Taylor che aveva parlato con Morrison che lo aveva sentito da Sondland. Questo è stato un quadruplo sentito dire. È importante sottolineare che la fonte originale sia per Kent che per Taylor era Sondland. Dove l’ha trovata Sondland? Lo ha “presunto“.

Né Kent né Taylor hanno mai incontrato o parlato con il presidente Trump. Hanno semplicemente propagato e ripetuto speculazioni basate su affermazioni multiple sentite da altri. Insomma un traffico di pettegolezzi e supposizioni. In un tribunale, Kent e Taylor non avrebbero mai potuto testimoniare. Tuttavia, furono invitati dai democratici a testimoniare su una conversazione di cui non erano a conoscenza, anche se Taylor precisò: “Non so cosa stesse dicendo il presidente Trump agli ucraini“.

Kent fu più diretto quando ha ammesso: “Penso che, nell’assenza di una chiara spiegazione, la gente abbia iniziato a speculare”.

Le dichiarazioni del 14 novembre: Marie Yovanovitch e l’azione ostracista di Schiff

Marie Yovanovitch, ex ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina, non era a conoscenza del presunto “quid pro quo” perché era stata licenziata due mesi prima della telefonata di Trump-Zelensky. Questo ha spinto il membro anziano del comitato di Intelligence Devin Nunes, R-California, a fare una battuta: “Non sono esattamente sicuro di cosa ci faccia oggi l’ambasciatore qui.”

l’ex ambasciatore in Ucraina, Marie Yovanovitch

Tuttavia, ciò non ha impedito ai democratici di chiedere a Yovanovitch di esprimere la sua opinione sulla conversazione e i suoi sentimenti più intimi per essere stata descritto da Trump in una luce poco lusinghiera. Subito dopo, si lamentò di essere “scioccata e devastata”.

I democratici si impadronirono di quanto affermato dalla Yovanovitch come prova di un piano più ampio che prevedeva la corruzione che avrebbe costituito un’offesa invalicabile. Questa era una logica torturata, ovviamente. La corruzione potrebbe essere un modo più commerciabile di descrivere un “quid pro quo”, che era l’ovvio intento di Schiff, ma se non ci sono prove di un “quid pro quo”, non ci sono prove di corruzione. Il presidente, un ex procuratore, sembrava ignaro dell’ovvia deduzione. Schiff è riuscito a fabbricare il momento più memorabile, se non divertente, del giorno in cui ha letto un commento critico di Yovanovitch twittato da Trump durante l’udienza. Ha quindi invitato la testimone a lamentarsi del fatto che si sentisse “intimidita”.

In verità, gli atti di ostruzione più eclatanti sono stati commessi dal rappresentante Schiff. Ciò produsse un’accusa immediata e prevedibile da parte del Capo della Commissione Intelligence che il Presidente era colpevole di “intimidazione di testimone”, che avrebbe sicuramente costituito un articolo di impeachment. Non è “intimidazione di testimone” per qualcuno invocare pubblicamente il primo emendamento, cioè il diritto alla libertà di parola in difesa di se stesso contro ciò che percepisce come false accuse. Durante l’udienza pubblica del 14 novembre il rappresentante democratico Mike Quigley ha dichiarato “Il sentito dire può essere una prova molto migliore di quella diretta.” Questa frase si commenta da sola. Per essere condannati servono prove.

Le testimonianze del 19 novembre 2019

Il tenente colonnello Alexander Vindman, membro dello staff del NSC (Consiglio di sicurezza nazionale), è stato il testimone principale della giornata. Dopo aver rimproverato Nunes per non essersi rivolto a lui con il suo grado militare, Vindman ha testimoniato che si sentiva “preoccupato” per la conversazione di Trump con Zelensky.

il Tenente Colonnello, Alexander Vindman

Vindman, non privo di arroganza, sembrava convinto di essere responsabile della politica estera americana, quanto questa spetta al presidente. Era indispettito che Trump non seguisse le linee preparate dall’NSC. Ha confessato di non aver mai incontrato Trump, Vindman e ha affermato: “Sono il direttore dell’Ucraina. Sono responsabile per l’Ucraina. Sono il più esperto. Sono l’autorità per l’Ucraina per il Consiglio di sicurezza nazionale e la Casa Bianca.”

Viene da pensare dopo aver sentito quanto sopra: “Come osa il presidente non ascoltare le raccomondazioni di un dipendente subordinato non eletto in materia di relazioni estere!”

Vindman aveva preparato in anticipo materiali e punti di discussione per Trump nella sua chiamata con Zelensky. Quando Trump non seguì la sceneggiatura dello staff, Vindman si offese. Vindman si lamentò al riguardo ad altri, compreso il falso informatore o un intermediario che poi lo diede al whistleblower. L’apparente insubordinazione e fuga di notizie di Vindman hanno messo in moto la catena di eventi che hanno portato alla presente inchiesta sull’impeachment.

Il fatto che abbia detto che Trump ha richiesto di svolgere indagini sui Biden a Zelensky è una sua interpretazione e ha confermato la validità della trascrizione della telefonata tra Trump e Zelensky, e in quella trascrizione non vi è nessuna richiesta e nessuna precondizione alla concessione di aiuti in cambio delle indagini.

Secondo Vindman la condotta del Presidente non è descrivibile come corruzione
e ha confermato che non ha sentito da nessun funzionario ucraino oltre a non essere mai stata discussa di richieste di indagini.

Williams non hai mai parlato con Trump e secondo lei la condotta del Presidente non è descrivibile come corruzione.

Morrison contro Vindman

Tim Morrison, che è stato il capo di Vindman, riusciva a malapena a contenere il suo disprezzo per Vindman, mettendo in discussione il suo giudizio.

Tim Morrison

Da parte sua, Morrison ha testimoniato di non avere “preoccupazioni” per la conversazione di Trump con Zelensky. Ha detto che non c’era “niente di improprio” sebbene temesse che i democratici avrebbero politicizzato la chiamata. “Le mie paure sono state realizzate”, ha osservato.

Morrison ha sottolineato che l’Ucraina non sapeva nemmeno che gli aiuti finanziari erano stati temporaneamente sospesi fino a poche settimane dopo la telefonata, screditando l’idea di un “quid pro quo”. Ha confermato che la riluttanza del presidente Trump a consegnare quasi 400 milioni di dollari in assistenza era basata su la sua preoccupazione principale che i soldi sarebbero stati sprecati da funzionari governativi corrotti a Kiev.

Kurt Volker, ex inviato speciale degli Stati Uniti in Ucraina, ha ribadito che l’Ucraina non era a conoscenza della sospensione degli aiuti. Ha detto al comitato che “non è mai stato coinvolto in qualcosa che io abbia considerato corruzione o quid pro quo”.

Quando gli è stato chiesto se il presidente Trump avesse mai detto che non avrebbe permesso che gli aiuti andassero in Ucraina a meno che non ci fossero indagini sugli Bidens o che si intromettessero nelle elezioni del 2016, Volker ha risposto: “No, non l’ha fatto.” L’aiuto è stato consegnato, e non c’è stata un’indagine.

Entra in scena il testimone principale, Gordon Sondland

Gordon Sondland, ambasciatore presso l’Unione Europea, è stato pubblicizzato dai democratici come il “testimone principale” che avrebbe implicato Trump in tutti i tipi di offese incommensurabili. È successo il contrario.

Gordon Sondland

Sondland ha testimoniato che il presidente ha continuato a ripetergli “più e più volte” che non c’era “quid pro quo”. Citando Trump, l’ambasciatore ha testimoniato che il presidente ha detto: “Non voglio niente, non voglio niente. Non voglio nessun quid pro quo.”

Sondland chiarì abbondantemente che non aveva mai sentito dal presidente che il sostegno finanziario americano era condizionato da un annuncio di indagini.

Più di una dozzina di volte ha dichiarato di aver semplicemente “presunto”. Lo ha definito una “ipotesi”. Lo scambio più incisivo è avvenuto durante un esame incrociato del rappresentante repubblicano Mike Turner, R-Ohio:

Turner: Quindi non hai davvero alcuna testimonianza oggi che leghi il presidente Trump a uno schema per trattenere gli aiuti dell’Ucraina in cambio di queste indagini?

Sondland: nient’altro che la mia presunzione.

Turner: che è niente!

L’avvocato Steve Castor della minoranza repubblicana ha fatto notare in merito al testimone Sondland che:

– non ha preso note

– non ha registrazioni

– non ha avuto accesso a eventuali documenti che provassero quanto lui ha presunto.

Sinonimo di inaffidabilità della testimonianza.

Proseguono le dichiarazioni per la procedura di impeachment contro Trump (21 novembre 2019)

David Holmes, un funzionario presso l’ambasciata degli Stati Uniti in Ucraina, ha affermato di aver sentito per caso parti di una conversazione telefonica tra il presidente Trump e Sondland il 26 luglio, proprio un giorno dopo la chiamata di Trump-Zelensky. Interrogato, ha affermato di aver avuto l’impressione che la sospensione sull’assistenza militare all’Ucraina fosse “probabilmente destinata” a spingere l’Ucraina a indagare sulla famiglia Biden.

David Holmes

Questa telefonata è stata ascoltata senza il vivavoce in un ristorante con persone intorno durante il pasto (che udito!) in cui Trump chiedeva delle indagini. Ha detto che ha ascoltato chiaramente (solo quella parte della telefonata, altre parti no).

Tra l’altro Holmes era seduto di fronte, neanche di fianco e nessun altro seduto lì vicino ha sentito niente.

Al termine della telefonata Sondland ha detto a Holmes che a Trump non gliene frega niente dell’Ucraina se non dei suoi grandi benefici come l’indagine sui Biden, ma ricordiamo che dalla testimonianza pubblica del giorno prima Sondland ha testimoniato che la sua convinzione che ci fosse un quid pro quo si basava unicamente su una sua presunzione senza nessuna prova.

Quindi Holmes ha sentito una telefonata senza vivavoce tra Sondland e Trump e poi Sondland sulla base delle sue presunzioni ha riferito che c’era un quid pro quo a Holmes.

Oltre alla sua supposizione, Holmes non aveva altre conoscenze a sostegno della sua opinione. Ha ammesso di non avere alcuna reale idea del motivo per cui l’aiuto è stato trattenuto o se i funzionari ucraini sapessero addirittura che era stato temporaneamente sospeso.

Incredibilmente, Holmes ha fatto affidamento su vari resoconti e resoconti di altri testimoni, piuttosto che sulla sua stessa conoscenza che era visibilmente scarsa. È stato testimone oculare di quasi nulla, ma testimone solo di una parte di una conversazione telefonica.

Come Yovanovich prima di lei, Fiona Hill, un ex funzionario del Consiglio di sicurezza nazionale, ha lasciato la sua posizione prima che la conversazione Trump-Zelensky avesse mai avuto luogo. Non era a conoscenza direttamente del perché l’assistenza militare degli Stati Uniti in Ucraina fosse stata temporaneamente sospesa. In effetti, non era a conoscenza della chiamata fino a quando non è diventata pubblica.

Fiona Hill

Fiona Hill ha criticato apertamente i repubblicani con una dichiarazione falsa nella quale li accusava di non credere che i russi avessero attentato alle elezioni (facendo presumere pregiudizio politico contro i repubblicani).

Il rappresentante Devin Nunes ha controbattuto che quando era Capo della Commissione Intelligence è stata fatta un’inchiesta il cui risultato è stato che i russi avessero attentato alle elezioni presidenziali e raccomandava il governo di prendere adeguate misure per proteggere le elezioni.

Il rapporto del GOP sulla procedura di impeachment

2 dicembre 2019: è stato presentato il rapporto della minoranza repubblicana sulla procedura di impeachment con l’esito che non vi è stata nessuna attività che potrebbe portare all’impeachment. Elementi principali e di sintesi del rapporto dei repubblicani del Comitato di Intelligence, di sorveglianza e degli affari esteri della Camera sulla procedura di impeachment:

1. Il presidente Trump ha uno scetticismo radicato, sincero e ragionevole nei confronti dell’Ucraina a causa della sua storia risaputa di estrema corruzione.

2. Il presidente Trump ha uno scetticismo di lunga data per l’assistenza straniera degli Stati Uniti e ritiene che l’Europa dovrebbe pagare la sua giusta quota per la difesa reciproca.

3. Le preoccupazioni del presidente Trump sul ruolo di Hunter Biden nel consiglio di amministrazione di Burisma sono valide. Il Dipartimento di Stato di Obama ha espresso preoccupazione per le relazioni di Hunter Biden con Burisma nel 2015 e nel 2016.

4. Vi sono prove indiscutibili che alti funzionari del governo ucraino si sono opposti al presidente Trump nel 2016 e lo hanno fatto pubblicamente. È stato riferito che un agente del DNC ha lavorato con funzionari ucraini, compresa l’ambasciata ucraina, per cercare informazioni per infangare la campagna elettorale dell’allora candidato Trump.

5. Le prove non dimostrano che il presidente Trump abbia fatto pressioni sull’Ucraina affinché indagasse su Burisma Holdings, sul vicepresidente Joe Biden, su Hunter Biden o sull’influenza ucraina nelle elezioni del 2016 allo scopo di trarne beneficio nelle elezioni del 2020.

6. Le prove non dimostrano che il presidente Trump abbia programmato un incontro con il presidente Zelensky allo scopo di fare pressioni sull’Ucraina per indagare su Burisma Holdings, il vicepresidente Joe Biden, Hunter Biden o l’influenza ucraina nelle elezioni del 2016.

7. Le prove non supportano il fatto che il presidente Trump abbia trattenuto l’assistenza militare degli Stati Uniti in Ucraina allo scopo di fare pressioni sull’Ucraina per indagare su Burisma Holdings, il vicepresidente Joe Biden, Hunter Biden o l’influenza ucraina nelle elezioni del 2016.

8. Le prove non supportano il fatto che il presidente Trump abbia organizzato un apparato ombra di politica estera allo scopo di spingere l’Ucraina a indagare su Burisma Holdings, il vicepresidente Joe Biden, Hunter Biden o l’influenza ucraina nelle elezioni del 2016.

9. Le prove non supportano il fatto che il presidente Trump abbia nascosto la sostanza della sua conversazione telefonica con il presidente Zelensky limitando l’accesso alla trascrizione della chiamata.

10. L’affermazione del presidente Trump della rivendicazione del privilegio esecutivo per vietare ai funzionari dell’amministrazione di testimoniare è una risposta legittima a un processo ingiusto, abusivo e di parte, e non costituisce un ostacolo a una legittima indagine di impeachment.

Le prove NON dimostrano le accuse dei democratici secondo cui il presidente Trump ha abusato della sua autorità per esercitare pressioni sull’Ucraina affinché indagasse sul suo potenziale rivale politico, il vicepresidente Joe Biden, per ottenere un beneficio nelle elezioni presidenziali del 2020.

Il rapporto finale dei comitati di Intelligence, Sorveglianza e Affari esteri sulla procedura di impeachment

3 dicembre 2019: è stato presentato il rapporto finale dei comitati di Intelligence, Sorveglianza e Affari esteri sulla procedura di impeachment con l’esito che vi sono prove che il Presidente ha svolto attività che potrebbero portare all’impeachment con conseguente voto finale.

Sulla votazione sul rapporto finale nessun repubblicano ha votato a favore.

Il rapporto finale approvato dai democratici è stato inviato successivamente alla Commissione Giustizia presieduta dal democratico Jerry Nadler, la quale dovrà redigere gli articoli di impeachment per poi essere votati dalla Camera a maggioranza assoluta.

Il Capo della Commissione Giustizia della Camera, il democratico Jerry Nadler

La prima udienza pubblica della Commissione Giustizia è stata programmata per il 4 dicembre. È stato invitato anche l’avvocato della Casa Bianca, ma non sarà presente per non legittimare questa farsa.

4 dicembre 2019: saranno sentiti dalla commissione giustizia 4 professori di legge per verificare che le accuse del rapporto finale siano tali da configurare l’impeachment.

I professori di diritto sono:

  • Noah Feldman, professore di diritto di Harvard
  • Pamela Karlan, professore di legge a Stanford
  • Michael Gerhardt, professore di legge presso l’Università della Carolina del Nord
  • Jonathan Turley, professore di legge alla George Washington University

I primi 3 sono stati citati dai democratici e sono professori liberal, sostenitori dell’impeachment, l’ultimo è stato chiamato dai repubblicani.

I professori chiamati dai democratici sono faziosamente schierati con i democratici e l’impeachment.

Pamela Karlan:

  • ha donato $ 1.000 alla candidata democratica Elizabeth Warren
  • ha donato $ 2.000 al candidato Hillary Clinton
  • è favorevole all’impeachment di Trump da 2 anni
  • era stata scelta da Obama come giudice.
  • È pro-immigrazione e in un video ha calunniato gli uomini e le donne dell’ICE (Immigration and Custom Enforcement) come “cose cattive da temere”

Michael Gerhardt:

  • ha donato $ 1.250 a Obama
  • ha messo in guardia dal lasciare “andare via” Trump, non proseguendo con l’impeachment
  • ha sostenuto che Trump deve essere rimosso tramite impeachment

Noah Feldman:

  • si descrive come democratico
  • ha supportato Hillary Clinton
  • Ha diffuso le teorie del Russiagate rivelatesi false alla fine dell’indagine di Mueller
  • Trump deve essere messo sotto accusa per i suoi tweet, per avere criticato i media e per avere dichiarato la crisi al confine meridionale

Nell’udienza pubblica hanno sostenuto che vi erano tutte le prove (quali?) per rimuovere il Presidente.

Invece, il professore Jonathan Turley, che ha votato democratico ha dichiarato quanto segue durante l’udienza:

  • questo sarebbe il primo impeachment nella storia senza prove convincenti di un crimine e che la documentazione è inadeguata per accusare un presidente.
  • I democratici stanno effettuando un abuso di potere, non il Presidente
  • Dall’analisi della documentazione non vi è nessuna prova di corruzione, nessun quid pro quo, nessuna estorsione
  • l’impeachment deve basarsi su prove, non su presunzioni
  • “Credo che questo impeachment non solo non soddisfi lo standard degli impeachment passati, ma creerebbe un precedente pericoloso per gli impeachment futuri.”
  • “Anche se l’atto ufficiale fosse chiaro, qualsiasi caso di corruzione collasserebbe sull’attuale mancanza di prove di un intento di corruzione.”
  • “Piuttosto che fondare queste accuse su definizioni chiare e riconosciute, la Camera ha introdotto una nuova visione della corruzione affinché si adattasse ai fatti limitati”
  • “Sono preoccupato dell’abbassamento degli standard di impeachment per adattarsi a una scarsità di prove e ad un’abbondanza di rabbia…. “.

Il Rappresentante Ratcliffe ha chiesto a Turlet:

Ratcliffe: Quindi, se dovessi riassumere la tua testimonianza. Nessuna corruzione, nessuna estorsione, nessun ostacolo alla giustizia, nessun abuso di potere. È giusto?

Prof. Turley: Non ci sono crimini.

Durate l’udienza la professoressa liberal Pamela Karlan per risultare simpatica alla platea di democratici presenti ha coinvolto in mezzo il figlio di 13 anni di Trump, Barron, durante la risposta a una domanda di un democratico.

“La Costituzione non ammette titoli di nobiltà”, ha detto mercoledì 4 dicembre il professore di legge di Stanford quando gli è stato chiesto come Trump dovesse differire da un re. “Quindi, mentre il presidente può nominare suo figlio Barron, non può farlo diventare un barone.”

Immediata la reazione dello zio, Donald Trump Junior che ha twittato:

“Quanto vile come persona devi essere per attaccare un bambino di 13 anni alla TV nazionale per far ridere?

Apparentemente, abbastanza vile da essere il presunto testimone principale per i democratici. Grottesco.

Melania Trump risponde a Pamela Karlan

La first lady Melania Trump è intervenuta su twitter criticando aspramente il testimone dei democratici che aveva attaccato suo figlio.

“Un bambino minore merita la privacy e dovrebbe essere tenuto fuori dalla politica. Pamela Karlan, dovresti vergognarti del tuo assecondare il tuo pubblico molto arrabbiato e ovviamente distorto, e di usare un bambino per farlo.”

Questa udienza è stata criticata anche dal rappresentante democratico Al Green (che ritiene che Trump debba essere rimosso con l’impeachment per evitare che alle elezioni venga rieletto) in quanto gli esperti legali che hanno testimoniato erano tutti bianchi e non vi era diversità.

5 dicembre 2019: La speaker della Camera, la democratica Nancy Pelosi ha dato il via libera alla redazione degli articoli di impeachment.

Il rappresentante democratico della sinistra radicale Al Green ha dichiarato che non importa se il Senato non rimuoverà Trump, lui e i democratici continueranno senza limiti a tentare di rimuoverlo.

8 dicembre 2019: il rappresentante democratico Al Green oltre ad affermare che Trump deve essere rimosso per evitare che venga rieletto ha dichiarato che l’impeachment di Trump serve per affrontare il peccato originale della schiavitù.

Tutto ciò che ha fatto Trump deriva dalla schiavitù e dal razzismo che ha utilizzato per sobillare le persone. È l’insidioso discendente del razzismo!

9 dicembre 2019: sono stati ascoltati in udienza pubblica gli avvocati sia della maggioranza democratica che della minoranza repubblicana davanti alla Commissione Giustizia e non è sostanzialmente cambiato niente.

Per l’avvocato dei democratici ci sono prove incontrovertibili che Trump è colpevole (dove sono queste prove non si sa), per i repubblicani le prove non ci sono.

L’impeachment contro Donald Trump prende forma: abuso di potere e ostruzione al Congresso

10 dicembre 2019: I democratici hanno rivelato quali sono gli articoli di impeachment:

  • abuso di potere
  • ostruzione al Congresso

Il senatore repubblicano Lindsey Graham, capo della Commissione Giustizia del Senato che dovrà gestire l’impeachment ha dichiarato dal suo profilo twitter in più tweet:

Il senatore Lindsey Graham, Capo della Commissione Giustizia al Senato

“Le persone colpevoli di “Abuso di potere” sono i democratici della Camera che stanno spingendo l’impeachment, non il presidente Donald Trump.

Il desiderio di mettere sotto accusa il presidente Trump è iniziato il giorno in cui ha prestato giuramento come presidente. Questo sarà il primo impeachment nella storia americana guidato da una politica faziosa e non da un’indagine esterna.

Temo che i democratici della Camera stiano trasformando l’impeachment in uno strumento da utilizzare quando non ti piacciono le politiche o lo stile di un presidente. Ciò che i democratici sembrano intenzionati a fare in questo impeachment fazioso è di minacciare l’ufficio della presidenza stessa.

Questo è un momento triste e pericoloso per il sistema politico americano.”

11 dicembre 2019: Il leader della maggioranza repubblicana al Senato, il repubblicano Mitch McConnel, sulla decisione dei democratici di redigere gli articoli di impeachment:

Il Leader di maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnel

“Ieri, i democratici di casa hanno confermato che si affretteranno a preparare per inviare al Senato gli articoli di impeachment basati sull’indagine di impeachment meno accurata e più ingiusta nella storia moderna.

In una intervista da parte di Levin, fondatore di TMZ è stato chiesto alla rappresentante democratica Karen Bass che cosa succederebbe se Trump venisse rieletto e lei ha risposto che continueranno a tentare di rimuoverlo.

11-12 dicembre 2019: dibattito conclusivo sugli articoli di impeachment alla Commissione Giustizia:

Dichiarazione di apertura di Jim Jordan

“Non si fermeranno mai.

Il deputato Green ha dichiarato ieri: “Se il Senato non condanna, non finirà”.

Non si tratta dell’Ucraina. I fatti sono dalla parte del Presidente. Zelensky ha detto che non era sotto pressione. Gli ucraini non sapevano nemmeno che al momento della chiamata fossero stati sospesi gli aiuti. E, soprattutto, non hanno fatto nulla per ottenere l’aiuto che venne poi rilasciato.

Si tratta di un fatto fondamentale: i democratici non hanno mai accettato la volontà del popolo americano. Tre settimane fa Nancy Pelosi ha definito il presidente degli Stati Uniti un “impostore”.

E gli attacchi al presidente sono iniziati prima delle elezioni. Il 31 luglio 2016, l’FBI ha aperto l’indagine Trump-Russia e spiato quattro cittadini americani associati alla campagna del presidente Trump. Hanno portato il dossier alla Corte FISA e hanno mentito alla corte 17 volte. Non ha detto alla corte che il tizio che ha scritto il Dossier era alla disperata ricerca di fermare Trump. Non ha detto alla corte che l’uomo che ha scritto il Dossier stava lavorando per la campagna di Clinton. Non ha detto alla corte che il tizio che ha scritto il dossier è stato licenziato dall’FBI per aver fatto trapelare notizie alla stampa.

E l’FBI ha continuato le indagini dopo le elezioni. Il 3 gennaio 2017, il senatore Schumer ha detto questo: “Se si scherza con la comunità dell’intelligence, hanno 6 modi per tornare da te di domenica.”

Ci sono voluti tutti e 3 i giorni affinché quella affermazione diventasse realtà. Il 6 gennaio alla Trump Tower, Jim Comey ha informato il presidente eletto Trump sul dossier Steele. Il dossier che l’FBI già sapeva essere falso. Hanno fatto in modo che trapelasse alla stampa, e la stampa avrebbe scritto sul fatto che lo avevano informato! Al presidente è stato detto che non era sotto inchiesta, quando in realtà lo stavano indagando e cercando di intrappolarlo durante quell’incontro.

E ovviamente hanno continuato le loro indagini dopo l’inaugurazione. Quando abbiamo deposto Jim Comey nel comitato giudiziario, lo scorso Congresso, ha detto che dopo 10 mesi di indagini dell’FBI, non avevano niente. Comey viene licenziato il 9 maggio 2017. 8 giorni dopo Bob Mueller viene assunto. E abbiamo 2 anni di indagini Mueller. 19 avvocati, 40 agenti, 500 avvisi di garanzia, 2800 citazioni in giudizio, ma zero collusione.

Ma ai democratici non interessano i fatti. E non si fermeranno mai.

L’avvocato del “Whistleblower” ha dichiarato 10 giorni dopo che il presidente aveva prestato giuramento, “è iniziato il colpo di stato, è seguirà l’impeachment”. 16 Democratici nel comitato giudiziario hanno votato per andare avanti con l’impeachment prima che Bob Mueller si sedesse davanti al comitato e testimoniasse, e prima che il presidente Trump e il presidente Zelensky avessero mai ricevuto la loro chiamata.

Non si fermeranno mai con i loro attacchi perché non riescono a sopportare il fatto che il presidente Trump stia effettivamente prosciugando la Palude, facendo quello che ha detto che avrebbe fatto e, soprattutto, ottenendo risultati: riduzione delle tasse, riduzione dei regolamenti, crescita economica a un ritmo incredibile, la più bassa disoccupazione degli ultimi 50 anni, Gorsuch e Kavanaugh alla Corte Suprema, fuori dall’accordo con l’Iran, l’ambasciata a Gerusalemme, gli ostaggi a casa dalla Corea del Nord e, a proposito, un nuovo accordo NAFTA in arrivo da un giorno all’altro.

Non possono sopportarlo. E non si fermeranno mai. E non è solo perché a loro non piace il Presidente.

Non è solo perché a loro non piace il Presidente. Non gli piacciamo. A loro non piacciono i 63 milioni di persone che hanno votato per questo Presidente. Tutti noi nel paese del cavalcavia. Tutti noi gente comune in Ohio, Wisconsin, Tennessee e Texas. Non gli piacciamo.

Che ne dite di ciò che la signora Karlan ha detto la scorsa settimana, la professoressa democratica che è venuta al comitato giudiziario e ci ha detto cosa crede: “I liberali tendono a raggrupparsi. I conservatori si diffondono perché non vogliono nemmeno stare con se stessi “.

Che ne dici della deputata Maxine Waters nel giugno del 2018, quando ha detto questo: “E se vedi qualcuno di quel gabinetto in un ristorante, in un grande magazzino, in una stazione di benzina, esci e crei una folla. E tu rispondi su di loro. E dite loro: “Non sono più i benvenuti, ovunque.” “È spaventoso.

Che ne dici di Peter Strzok? Il tizio che ha condotto l’inchiesta di Clinton, che ha condotto l’inchiesta di Trump-Russia, il vicecapo del controspionaggio che è stato licenziato, quando ha detto questo: “È andato a un Wal-Mart nel sud della Virginia. Sento l’odore del supporto di Trump. “

Non gli piacciamo. Ecco di cosa si tratta.

A loro non piace il Presidente. A loro non piacciono i sostenitori del Presidente. E loro non ci amano così tanto che sono disposti ad armare il governo.

Qualche anno fa era l’IRS (Agenzia delle Entrate). Più recentemente è stato l’FBI. E ora è il potere di impeachment del Congresso, che sta andando contro 63 milioni di persone e il ragazzo che abbiamo messo alla Casa Bianca.

Pensa a ciò che il presidente Schiff ha fatto la scorsa settimana. Ha pubblicato i registri telefonici dell’avvocato personale del Presidente. Ha pubblicato i registri telefonici di un membro della stampa. E ha pubblicato i registri telefonici di un membro repubblicano del Congresso.

Questa è roba spaventosa.

Sono cose spaventose che stanno facendo e, francamente, sono pericolose per il nostro Paese. Non è salutare per il nostro paese.

E dovremmo tutti ricordare cosa ci ha detto Emmett Flood, l’avvocato del Presidente, cosa ci ha detto la scorsa primavera, quando è uscito il rapporto Mueller: “Sarebbe bene ricordare che ciò che si può fare a un Presidente può essere fatto a qualsiasi di noi.”

Questa è roba spaventosa e roba seria. E spero che i democratici riconsiderino e che lo fermino finché possono”.

Il parere del Capo della Commissione Giustizia, Jerry Nadler

Nella dichiarazione di apertura del Capo della Commissione Giustizia Jerry Nadler ha dichiarato

“Non possiamo fare affidamento su un’elezione per risolvere i nostri problemi, quando il presidente minaccia la stessa integrità di quella elezione”.

(e questo senza aver presentato una sola prova che documentasse in modo certo e oggettivo le accuse)

  • il leader di maggioranza al Senato, il repubblicano Mitch McConnel secondo indiscrezioni si muoverà per assolvere Trump dalle accuse, non solo di respingerle.
  • il senatore repubblicano Lindsey Graham, capo della Commissione Giustizia del Senato ha dichiarato che non vorrà sentire nessun testimone e terminare il più rapidamente possibile questa farsa. Possibilmente in una settimana.

“Non sono interessato ad alcun testimone. È una farsa e non gli darò nessuna legittimazione”.

13 dicembre 2019: La Commissione Giustizia della Camera ha approvato venerdì 13 dicembre dopo 2 giorni di dibattito i 2 articoli di impeachment (abuso di potere e ostruzione alla giustizia) con 23 voti a favore contro 17. Non un solo repubblicano ha votato a favore.

La prossima settimana è prevista una votazione in seduta plenaria della Camera dove è prevista la maggioranza assoluta che corrisponde a 218 voti. I dem hanno 233 deputati contro i 197 repubblicani e 1 indipendente.

14 dicembre 2019: Il rappresentante democratico Jeff Van Drew, uno dei due democratici della Camera che non sostengono gli articoli di impeachment contro il presidente Trump, passerà al partito repubblicano. Van Drew ha parlato con Trump e gli ha comunicato che non voterà gli articoli di impeachment.

Trump accusa Nancy Pelosi per la procedura d’impeachment

17 dicembre 2019: lettera di accusa di Donald Trump nei confronti della Speaker della Camera Nancy Pelosi e dei democratici per come hanno gestito la procedura di impeachment.

Trump in una lettera di 6 pagine ha condannato l’impeachment dei democratici come una “guerra aperta alla democrazia americana“, accusando la Speaker della Camera Pelosi di aver violato il giuramento connesso alla sua carica e di aver svalutato l’importanza della parola, impeachment.

Il candidato da voi prescelto ha perso le elezioni nel 2016, venendo travolto dal voto del collegio elettorale (306-227), e tu e il tuo partito non vi siete mai ripresi da questa sconfitta. Quindi avete trascorso tre anni consecutivi nel tentativo di rovesciare la volontà del popolo americano e annullare i loro voti. Vedi la democrazia come il tuo nemico! “

Siete voi quelli che interferiscono nelle elezioni americane. Siete voi quelli che sovvertono la democrazia americana. Siete voi quelli che ostacolano la giustizia. Siete vii quelli che portano dolore e sofferenza nella nostra Repubblica per il vostro egoistico guadagno personale, politico e partigiano.”

la Commissione delle Regole della Camera dei Rappresentanti ha approvato 9 voti a favore contro 4, le regole procedimentali per il dibattito e il voto finale alla Camera di mercoledì 18 dicembre.

18 dicembre 2019: i democratici hanno iniziato intorno alle 9:00 con un dibattito sulle regole della procedura di impeachment approvate dalla Commissione delle Regole il giorno prima e intorno alle 10:20, la Camera ha votato per adottare tali regole. L’inizio del dibattito sugli articoli di impeachment è iniziato poco dopo.

La Camera dei rappresentanti approva la risoluzione 755

La Camera dei Rappresentanti ha votato la risoluzione H. Res 755 riguardante l’impeachment. Il voto è avvenuto per ognuno dei 2 articoli presentati relativi all’abuso di potere e all’ostruzione al congresso.

Il totale dei voti sull’articolo riguardante l’abuso di potere è stato di 230-197, con il rappresentante degli Stati Uniti Tulsi Gabbard, D-Hawaii che ha votato presente alle votazioni.

Il totale dei voti sull’ostruzione è stato di 229-198, con Gabbard che ha votato anche in questo caso presente.

Tutti i repubblicani hanno votato contro insieme a 2 democratici per il primo articolo di impeachment e a 3 per il secondo articolo di dimpeachment.

La Casa Bianca, in una dichiarazione, ha affermato che i democratici hanno negato a Trump “equità fondamentale e giusto processo ai sensi della legge“, e ha aggiunto che Trump è “fiducioso che il Senato ripristinerà l’ordine regolare, l’equità e il giusto processo, che sono stati ignorati durante il procedimento della Camera“.

Oggi segna il culmine nella Camera di uno degli episodi politici più vergognosi nella storia della nostra Nazione“, ha detto la Casa Bianca. “Senza ricevere un solo voto repubblicano e senza fornire alcuna prova di illeciti, i democratici hanno approvato illegalmente gli articoli di impeachment contro il presidente alla Camera dei rappresentanti. I democratici hanno scelto di procedere in modo fazioso nonostante il fatto che il presidente non abbia fatto assolutamente niente di sbagliato. In effetti, settimane di audizioni hanno dimostrato che non ha fatto nulla di male“.

I Rappresentanti democratici Jeff Van Drew del New Jersey e Collin Peterson del Minnesota si sono opposti votando no all’abuso di potere e si sono anche opposti all’accusa di ostruzione.

Il candidato presidenziale democratico Tulsi Gabbard ha votato presente su ogni articolo di impeachment, affermando che il processo era una farsa partigiana.

il leader della minoranza della Camera Kevin McCarthy, R-Calif., Ha sostenuto che i democratici “e molti dei media” hanno cercato a lungo di sbarazzarsi di Trump per motivi di partigianeria politica”

Dopo tre anni di indignazione senza fiato e senza fondamento, questo è il loro ultimo tentativo di fermare la presidenza di Trump“, ha detto McCarthy. “Il portavoce Pelosi ha anche ammesso di recente che i democratici hanno lavorato a questo impeachment per ‘due anni e mezzo’. Quelle erano le sue parole, non le mie“.

19 dicembre 2019: Il rappresentante democratico Jeff Van Drew, che ha votato no all’impeachment, è passato al partito repubblicano e la decisione è stata comunicata durante un meeting con il Presidente Trump.

Dal 18 dicembre al 22 dicembre 2019: Dopo l’approvazione dell”impeachment alla Camera, gli articoli devono essere inviati alla camera superiore (Senato) per il processo di impeachment.

A quando la sfida decisiva in Senato?

Tuttavia, la Speaker della Camera Pelosi non lo farà fino a quando avrà rassicurazioni su come sarà svolto il processo al Senato.

“Prenderemo una decisione … mentre procediamo”, ha detto Pelosi ai giornalisti mercoledì 18 dicembre, aggiungendo che “vedremo quale sarà il processo al Senato“.

Si precisa che le regole del Senato su come procedere le decide solo il Senato stesso, non certo la Camera dei rappresentanti e questa non può pretendere alcunché.

Il leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell ha criticato aspramente la Pelosi per il lavoro scadente, fazioso e senza prove della procedura di impeachment e per la paura dei democratici a trasmettere gli articoli di impeachment al Senato.

Il senatore Lindsey Graham, Capo della Commissione Giustizia del Senato che dovrà gestire la procedura di impeachment ha dichiarato:

“Se i democratici della Camera rifiutano di inviare al Senato gli articoli di Impeachment per processo, sarebbe una violazione straordinaria della Costituzione, un atto di codardia politica e fondamentalmente ingiusto per il presidente Donald Trump.

Non consentire al Senato di agire in base agli Articoli di Impeachment approvati diventa un’estorsione costituzionale e crea caos per la presidenza.

Inoltre mette in moto un’enorme minaccia per il nostro sistema costituzionale di controlli e bilanciamenti.

Cosa li sta guidando in questa folle idea?

I democratici si sono finalmente resi conto di avere un caso DEBOLE che MAI sarebbe dovuto essere portato avanti.

La minaccia di Nancy Pelosi di rifiutare di trasmettere gli Articoli di Impeachment al Senato è un’idea incredibilmente stupida e pericolosa.

C’è una ragione per cui una persona non può essere presidente della Camera e leader della maggioranza al Senato allo stesso tempo!”

Donald Trump ha criticato la Pelosi accusandola di volere un Quid Pro Quo (esattamente quello di cui il Presidente è accusato dai dem) dal Senato, affinchè invii gli articoli alla camera alta.

In un editoriale pubblicato su Bloomberg, il professore di diritto, il liberal Noah Feldman che ha testimoniato il 4 dicembre in udienza pubblica davanti alla Commissione Giustizia della Camera, ha dichiarato che finchè gli articoli di impeachment non vengono inviati al Senato, Trump non può essere definito un presidente sotto accusa.

Secondo la Costituzione, l’impeachment è un processo, non un voto.

La Costituzione non dice quanto velocemente gli articoli debbano andare al Senato. Alcuni ritardi modesti non sono incompatibili con la Costituzione o con il funzionamento di entrambe le camere.

Una spiegazione giuridica dell’impeachment

Ma un ritardo indefinito costituirebbe un grave problema. L’impeachment previsto dalla Costituzione non consiste semplicemente nel voto della Camera, ma nel processo di invio degli articoli al Senato per il processo. Entrambe le parti sono necessarie per effettuare un’impeachment ai sensi della Costituzione: la Camera deve effettivamente inviare gli articoli e inviare i dirigenti al Senato per perseguire l’impeachment. E il Senato deve effettivamente sostenere un processo.

Se la Camera non comunica l’impeachment al Senato, in realtà non ha “impeached” il presidente. Se gli articoli non venissero trasmessi, Trump può legittimamente affermare di non essere stato affatto messo in stato di accusa.

Questo perché l’”impeachment” ai sensi della Costituzione significa che la Camera invia i suoi articoli approvati al Senato, con i dirigenti della Camera dicendo che il presidente è sotto accusa.

Finora, la Camera ha votato per l’impeachment (futuro) di Trump. Non viene messo sotto accusa fino a quando gli articoli non vanno al Senato e i membri della Camera consegnano il messaggio.

Se la Camera dopo aver votato l’impeachment e non procede a inviare gli articoli di impeachment al Senato per il processo, si discosterebbe anche dal protocollo costituzionale. Significherebbe che il presidente non è stato veramente “impeached” come stabilito dalla Costituzione; e negherebbe anche al presidente la possibilità di difendersi al Senato che la Costituzione prevede.

Le disposizioni costituzionali pertinenti sono brevi. L’articolo I conferisce alla Camera “l’unico potere di impeachment”. E conferisce al Senato “l’unico potere di provare tutti gli articoli di impeachment”. L’articolo II afferma che il presidente “sarà rimosso dall’incarico per impeachment e condanna per tradimento, corruzione, o altri alti crimini e delitti. “

Mettere insieme queste tre diverse disposizioni porta alla conclusione che l’unico modo per rimuovere il presidente mentre è in carica è che la Camera lo “impeach” e che il Senato lo condanni.

A rigor di termini, “l’impeachment” si è verificato – e si verifica – quando gli articoli di impeachment sono presentati al Senato per il processo. E a quel punto, il Senato è obbligato dalla Costituzione a tenere un processo.

Ciò che renderebbe giusto questo processo (come richiesto dalla Pelosi) è una domanda separata, che merita una sua discussione. Ma possiamo dire con una certa sicurezza che solo il Senato ha il potere di giudicare l’equità del proprio processo – questo è ciò che significa “l’unico potere di provare tutte le accuse di impeachment“.

Se la Camera vota per “impeach”, ma non invia gli articoli al Senato o invia i responsabili dell’impeachment per portare il suo messaggio, non ha violato direttamente il testo della Costituzione. Ma la Camera avrebbe agito contro la logica implicita della descrizione dell’impeachment della Costituzione.

Un riassunto e una conclusione

  • Pelosi non invia gli articoli di impeachment al Senato perché vuole rassicurazioni che si svolga un giusto processo (cioè che vengano chiamati testimoni e che non si trasformi in un’assoluzione veloce per Trump);
  • Il Senato però decide lui le proprie regole per il processo di Impeachment e quindi quanto fatto da Pelosi è un’indebita ingerenza da parte della Camera dei Rappresentanti nei confronti del Senato, anzi sembrerebbe un ricatto. O mi rassicuri che il processo vada in un certo modo a livello procedurale, oppure non invio gli articoli.
  • La Pelosi parla di giusto processo, accusando i repubblicani, ma quanto avvenuto alla Camera durante la procedura di impeachment è vergognoso in quanto al Presidente non è stato garantito il diritto alla difesa (nessun avvocato del presidente poteva presenziare alle udienze pubbliche di novembre quando i testimoni sono stati interrogati) e il diritto per la minoranza repubblicana di citare testimoni in quanto soggetti all’autorizzazione dei democratici. Nell’impeachment del 1998 contro il Presidente Clinton, tali diritti erano stati concessi esattamente come ai tempi di Nixon.

Sicuramente fino a fine anno gli articoli di impeachment non saranno trasmessi al Senato e si dovrà aspettare l’anno nuovo.

Quando arriveranno alla camera alta dove i repubblicani hanno la maggioranza, in ogni caso serviranno, alla fine del processo, 67 voti su 100 per rimuovere il Presidente.

Il partito repubblicano attualmente è più unito che mai intorno al Presidente e l’approvazione da parte della base repubblicana supera il 90%.

Inoltre dopo le udienze pubbliche di novembre il sostegno all’impeachment è sceso, secondo i sondaggi sotto il 50%.

In conclusione il Presidente Trump sarà assolto o le sue accuse respinte.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...