“The Quantum Race”: la nuova guerra fredda tra USA e Cina

Poche settimane fa il presidente Donald Trump ha annunciato la creazione del 6° reparto dell’esercito americano, la “Space Force” che avrà il compito di vincere la guerra tecnologica per il controllo dello Spazio contro la Cina.

L’Emblema della Space Force

La domanda che molti si sono posti (tra cui il sottoscritto) è : “che bisogno ha l’esercito più potente al mondo di avere una divisione legata solamente all’aerospazio?”

Per i minus habentes di Sinistra, non ci sono dubbi: è tutto uno spreco di soldi. Bisogna però ricordare che questi ominidi quando dovevano scegliere tra Reagan e l’URSS, (loro) hanno orgogliosamente scelto la “cortina di ferro”.

In realtà tutto ruota intorno a due parole: Quantum Computing. L’informatica quantistica è esattamente come la “corsa allo spazio” degli anni 60-70: chi la vince mantiene (o guadagna) la posizione di prima potenza mondiale.

Ma cos’è l’informatica quantistica? Oggi tutti i computer che utilizziamo adottano un sistema binario, composto dai valori 0 e 1, che ci consente di effettuare i calcoli e di trasmettere informazioni.

La “rivoluzione del Quantum”, risiede nei Qubits, i quali hanno due caratteristiche:

1. Possono essere contemporaneamente sia 0 che 1

2. sono collegati l’uno con l’altro; ciò significa che se un Qubit è 0,1 o entrambi, esso è dipendente di un altro Qubit.

Tra i tanti vantaggi di questa nuova complicata tecnologia c’è il cosiddetto “Quantum Encrypton”, ovvero la possibilità di avere delle comunicazioni 100% sicure e non rintracciabili. Hakcherare un qualunque dispositivo, con questa nuova tecnologia, diventerebbe praticamente impossibile.

Ma quindi lo spazio che cosa c’entra?

Le telecomunicazioni via satellite, oltre ad essere largamente utilizzate per scopi civili (i GPS e le previsioni del meteo sono un esempio), svolgono funzioni vitali per l’esercito statunitense.

Il satelliti che saranno equipaggiati con tecnologia quantistica garantiranno quindi una supremazia totale nelle tattiche offensive come, ad esempio, lo spionaggio ed il riconoscimento facciale.

La “sputnik crisis” del 2016, nel silenzio generale dei media

La paura statunitense per il lancio dello Sputnik

Il 4 Ottobre 1957 dallo spazio porto di Baikonur, l’Unione Sovietica lanciò il primo satellite nello spazio, lo Sputnik, aprendo una crisi in tutto il mondo occidentale e specialmente negli Stati Uniti. Quel momento venne ricordato come la “crisi dello Sputnik” dal pubblico statunitense.

In egual modo, nel 2016, la Cina lancia nello spazio il primo satellite quantistico chiamato “Micius”, per sperimentare le prime comunicazioni protette dalla “Quantum Encrypton”, rendendole di fatto non rintracciabili.

Sull’altra sponda del Pacifico, ovviamente, non certo sono rimasti a guardare. Gli investimenti al momento sono trainati principalmente da privati: Google, IBM e Microsoft in primis. IBM, attualmente, è la società che possiede il maggior numero di brevetti; Google ha recentemente compiuto passi importanti, raggiungendo la cosiddetta “supremazia quantistica” risolvendo un calcolo in soli 200 secondi, quando un computer normale avrebbe impiegato invece all’incirca 10.000 anni.

Nel dicembre 2018 il Presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo che prevede l’investimento di 1,2 miliardi nel “National Quantum Initiative Act” (NQI). I beneficiari sono il National Institute of Standard and Technology, il National Science Foundation, il dipartimento dell’energia, il Multidisciplinary Center for Quantum Education e National Quantum Information Research Centre.

Sebbene queste siano delle buone azioni, è comunque troppo poco rispetto a quanto abbiano investito i cinesi.

Il presidente cinese Xi Jinping punta a far diventare la Cina leader in questo settore entro il 2030. Per raggiungere questo obiettivo ha investito circa 10 miliardi per realizzare il primo centro di ricerca interamente dedicato a questa tecnologia.

L’applicazione dell’informatica quantistica, nell’ambito della difesa è stata spiegata, anche se non in maniera dettagliata, dal Pentagono in una nota:

Nel 2018 la Cina ha continuato a rafforzare il proprio esercito attraverso l’importazione di nuove tecnologie e lo sviluppo di quelle interne. L’obiettivo è quello di rafforzare le proprie difese, utilizzando anche strumenti come lo spionaggio industriale.

A che punto è la Cina?

Qualora il Dragone d’oriente dovesse vincere questa corsa all’informatica quantistica, sarebbe in grado di neutralizzare ogni tipo di azione militare americana, sia essa offensiva o anche solo difensiva.

Attualmente la superpotenza asiatica dichiara di aver ottenuto diverse conquiste in questo ambito, le principali sono:

Il Satellite “quantistico”: come detto precedentemente, questo satellite ha permesso di avere una comunicazione non rintracciabile tra la base spaziale e quella sulla Terra.

Il “Quantum Radar“: la società Electronic Technology Group Corporation ha dichiarato di aver ottenuto il primo prototipo di radar quantistico, il quale sarebbe molto più efficiente del radar tradizionale, a tal punto da poter rintracciare anche la tipologia degli armamenti installati sui vari velivoli militari.

Lo “SQUID“: ovvero, il “Superconducting Quantum Interference Device”, un sistema di rilevamento dei sottomarini, anch’esso un prototipo, ma con la possibilità di rendere le acque cinesi praticamente impenetrabili.

Insomma, siamo nel bel mezzo di una nuova Guerra Fredda.

L’Europa, come sempre, seduta in disparte, con la speranza che gli Stati Uniti riescano a vincere anche questa corsa. Quanto fatto ora dalle grandi società delle Silicon Valley consente a Donald Trump di avere un vantaggio tecnologico, ma serve un aumento dei finanziamenti federali, specialmente alla DARPA (la “Defense Advanced Research Project Agency”). Quest’agenzia ha il compito di garantire all’esercito l’accesso alle nuove tecnologie; il suo budget è di 3,6 miliardi e molte innovazioni sono state sviluppate da questo ente. I fondi però negli ultimi anni sono diminuiti (vedi la foto sotto) ed il partito comunista cinese ha così potuto premere sull’acceleratore.

Il nuovo decennio non avrà un inizio soft, vedrà il picco della rivalità tra le due super-potenze mondiali e noi non possiamo far altro che metterci comodi e sperare in un successo statunitense, per la tutela e la difesa delle nostre libertà.

L’andamento dei finanziamenti alla DARPA

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