Impeachment. Inquietante, l’informatore sarebbe una vecchia conoscenza, già implicato nel Russiagate.

Il sito di inchieste RealClearInvestigations ha rivelato il presunto nome del whistleblower, il funzionario della CIA Eric Ciaramella.

Eric Ciaramella

Oltre alle informazioni scoperte in questi 2 mesi (lavora alla CIA, ha lavorato alla Casa Bianca, ha lavorato per un candidato democratico alle presidenziali del 2020, cioè Joe Biden e che è un democratico registrato) si è scoperto in modo inquietante che:

  • è stato cacciato dalla Casa Bianca nel giugno 2017 in quanto aveva rivelato informazioni riservate ai media;
  • durante l’Amministrazione Obama era, nonostante il livello basso impiegatizio, molto considerato dall’Amministrazione tanto da invitarlo a un pranzo di Stato (in onore di Matteo Renzi, primo ministro italiano), segno che politicamente era molto inserito tra i democratici;
  • ha avuto contatti con un impiegato del Democratic National Committe, il quale aveva cercato di gettare fango sulla Campagna di Trump fin dal 2016, cercando di collegarla con i russi;
  • è stato distaccato da John Brennan, ex direttore della CIA, acerrimo nemico di Trump, al Security National Council della Casa Bianca nel 2015;
  • Ciaramella era specializzato per la Russia e soprattutto sull’Ucraina, proprio nel periodo in cui il punto di riferimento di Obama per quella nazione era Joe Biden;
  • lo staff del NSC ha subito notato come il comportamento di Ciaramella e le sue opinioni fossero contro le politiche estere del Presidente Trump;
  • ha contribuito con le sue false fughe di notizia nel 2017 ad avviare l’indagine del Russiagate da parte di Robert Mueller. Ha creato infatti la narrativa in cui è Putin che aveva licenziato James Comey, direttore dell’FBI che stava indagando sulla presunta collusione con la Russia. Infatti ha inviato un’e-mail nel maggio 2017 (prima di essere cacciato) in cui avvertiva un’altra Agenzia che Trump aveva tenuto un incontro con diplomatici russi nell’Ufficio Ovale il giorno dopo aver licenziato Comey, affermando che Trump si era vantato di aver licenziato quel pazzo di Comey. L’e-mail indicava inoltre che il presidente russo Vladimir Putin aveva telefonato al presidente una settimana prima, e Ciaramella suggeriva che presumibilmente Putin aveva consigliato a Trump di licenziare Comey. Caso strano la mail è finita ai media e questa notizia è circolata poi al Congresso nei giorni successivi ed è stata utilizzata come manleva per far partire un’indagine del Procuratore Speciale contro Trump. L’email di Ciaramella è stata citata in una nota a piè di pagina nel rapporto di Mueller.

In tutta questa vicenda inoltre, la protezione nei confronti dell’informatore è sia da parte dei democratici, che vogliono evitare che si scopra chi è che gli vengano fatte domande che dei media che al posto di fare il loro lavoro e cercare di scoprire la verità, non cercano in alcun modo di rivelare chi è l’informatore.

Insomma il quadro che ne esce è che un un democratico che lavora alla CIA, nel 2017 ha cercato la prima volta di colpire Trump mettendo in moto, tramite la diffusione di false notizie, l’indagine da parte del Procuratore Speciale Robert Muller che alla conclusione delle indagini, utilizzando enormi risorse, non riscontrò nessuna collusione tra Trump e i russi.

Adesso per la seconda volta, la stessa persona sta attaccando nuovamente Trump, sempre tramite la diffusione di notizie e di seconda mano pergiunta (non è testimone diretto in quanto non è più alla Casa Bianca) che hanno messo in moto il procedimento di impeachment.

L’utilizzo di un “asset” democratico all’interno della Casa Bianca e della CIA che ha scatenato sia il russiagate che l’impeachment e la gestione non trasparente e faziosa da parte dei democratici nelle indagini sull’inpeachment per cercare di rimuovere un Presidente democraticamente eletto con il voto di 63 milioni di americani, si può definire come già affermato da molti repubblicani, un vergognoso tentativo di colpo di stato.

Trump e Ciaramella

di seguito l’articolo tradotto di RealClearInvestigations : The Beltway’s ‘Whistleblower’ Furor Obsesses Over One Name di Paul Sperry.

Per una città che perde informazioni come un setaccio, Washington ha svolto un lavoro sorprendentemente efficace tenendo lontano dal pubblico americano il nome dell’anonimo “informatore” che ha avviato una procedura di impeachment contro il presidente Trump, anche se la sua identità è un segreto aperto all’interno della Beltway (Washington).

Più di due mesi dopo che il funzionario ha presentato la sua denuncia, praticamente tutto ciò che si sa pubblicamente su di lui è che è un analista della CIA che a un certo punto è stato distaccato alla Casa Bianca e che ora è tornato a lavorare alla CIA.

Ma il nome di un funzionario governativo che si adatta a tale descrizione, Eric Ciaramella è stato nominato privatamente nelle deposizioni di impeachment, secondo funzionari con conoscenza diretta del procedimento, nonché in almeno un’audizione aperta indetta da un comitato della Camera non coinvolto nell’indagine sull’impeachment. Temendo che il loro testimone anonimo potesse essere scoperto, questa settimana i democratici hanno impedito ai repubblicani di porre domande su di lui e di voler eliminare il suo nome da tutte le trascrizioni delle deposizioni.

RealClearInvestigations sta divulgando il nome a causa dell’interesse del pubblico a conoscere i dettagli di uno sforzo per rimuovere un Presidente in carica dall’Ufficio. Inoltre, lo status del funzionario come “informatore” è complicato dal suo essere un testimone indiretto che accusa il presidente, uno che ha “alcuni indizi di un discutibile pregiudizio politico … a favore di un candidato politico rivale”, come l’ispettore generale della comunità dell’intelligence ha espresso con circospezione al momento della valutazione della denuncia.

Documenti federali hanno rivelato che Eric Ciaramella è:

  • Un democratico registrato
  • Ha prestato servizio presso la Casa Bianca di Obama
  • Ha lavorato precedentemente con Joe Biden e l’ex direttore della CIA, John Brennan

John Brennan ha sempre criticato aspramente il Presidente Trump e ha aiutato ad avviare l’indagine sulla collusione con Russia da parte della campagna di Trump, finita in un nulla di fatto dopo l’indagine del Procuratore Speciale Mueller.

Ciaramella inoltre ha lasciato il suo incarico presso il Consiglio di Sicurezza Nazionale (National Security Council) nell’ala ovest della Casa Bianca a metà 2017 tra le preoccupazioni per le fughe di notizia ai media. Da allora è tornato al quartier generale della CIA a Langley, in Virginia.

E’ stato accusato di aver lavorato contro Trump e di essere responsabile di aver fatto trapelare notizie riservate ai media per danneggiare il Presidente

ha riferito un ex funzionario del National security Council.

Inoltre, Ciaramella si è consultato al fine di avere assistenza con lo staff del Capo del Comitato di Intelligence della Camera, il democratico Adam Schiff, e con altri ex colleghi dell’epoca di Obama che l’ufficio di Schiff aveva recentemente reclutato dal National Security Council.

Ciaramella ha lavorato con un agente del Comitato nazionale democratico che ha cercato di gettare fango sulla campagna di Trump durante le elezioni del 2016, invitandola alla Casa Bianca per delle riunioni, come riferito da ex colleghi della Casa Bianca.

L’agente Alexandra Chalupa, un’ucraina-americana che ha sostenuto Hillary Clinton, ha condotto uno sforzo per collegare la campagna repubblicana al governo russo. “La conosce. L’aveva alla Casa Bianca ”, ha detto un ex collaboratore, che ha chiesto l’anonimato per discutere della questione delicata.

I documenti hanno confermato che l’operativa della DNC ha partecipato ad almeno una riunione della Casa Bianca con Ciaramella nel novembre 2015. Ha visitato la Casa Bianca con un certo numero di funzionari ucraini che hanno fatto pressioni sull’amministrazione Obama per ottenere aiuti per l’Ucraina.

Con il nome di Ciaramella a lungo nascosto, l’interesse per l’analista dell’intelligence è diventato così alto che un pugno di ex colleghi ha compilato un dossier di ricerca di circa 40 pagine su di lui. Una versione classificata del documento sta circolando a Capitol Hill, e sulla base di esso sono stati condotti briefing. Un repubblicano informato ha in programma di smascherare l’informatore in un discorso alla Camera.

Su Internet, nel frattempo, il nome di Ciaramella per settimane è stato diffuso sui feed di Twitter e sui blog di intelligence come la persona sospettata che ha fatto la soffiata anonima sul presidente. Anche i media principali sono consapevoli del suo nome.

Fred Fleitz, ex analista della CIA e consigliere per la sicurezza nazionale di Trump ha dichiarato:

Tutti sanno chi è. La CNN lo sa. Il Washington Post lo sa. Il New York Times lo sa. Il Congresso lo sa. La Casa Bianca lo sa. Persino il presidente sa chi è .

Eppure un raro silenzio ha attraversato il Potomac. La capitale della nazione di solito abituata a spettegolare rimane insolitamente e curiosamente senza aprire bocca, specialmente considerando l’importanza di questa storia, solo la quarta indagine sull’impeachment presidenziale nella storia degli Stati Uniti.

I sostenitori di Trump danno la colpa della cospirazione del silenzio ai media “corrotti” e “di parte” che cercano di proteggere il whistleblower da un attento esame sulle sue motivazioni politiche. Si lamentano inoltre che i democratici hanno erroneamente affermato che esporre la sua identità avrebbe violato la protezione degli informatori, anche se lo statuto prevede un anonimato limitato, non completo e che non copre le comunicazioni alla stampa. I suoi avvocati democratici, nel frattempo, hanno avvertito che la sua rivelazione avrebbe messo lui e la sua famiglia “in pericolo”, nonostante il personale di sicurezza del governo sia incaricato di proteggerlo.

Lo stanno nascondendo

ha affermato Fleitz.

Lo stanno nascondendo a causa del suo pregiudizio politico.

Ciaramella funzionario della CIA specializzato in Russia e Ucraina, Ciaramella è stato distaccato al Consiglio di sicurezza nazionale dall’Agenzia nell’estate del 2015, lavorando sotto Susan Rice, il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Obama. Ha anche lavorato a stretto contatto con l’ex vicepresidente.

I registri federali hanno rivelato che l’Ufficio di Biden ha invitato Ciaramella a un pranzo di stato dell’ottobre 2016 che il vice presidente aveva organizzato per il Primo Ministro italiano Matteo Renzi. Altri ospiti invitati includevano Brennan, nonché l’allora direttore dell’FBI James Comey e l’allora direttore dell’intelligence nazionale James Clapper.

Diversi funzionari statunitensi hanno dichiarato a RealClearInvestigations che l’invito esteso a Ciaramella, un dipendente federale GS-13 di livello relativamente basso, era insolito e ciò era segnale che era politicamente ammanicato all’interno della Casa Bianca di Obama.

Ex funzionari della Casa Bianca hanno affermato che Ciaramella ha lavorato su questioni politiche ucraine per Biden nel 2015 e nel 2016, quando il vicepresidente è stato il “punto di riferimento” del presidente Obama per l’Ucraina. Laureato a Yale, si dice che Ciaramella parli russo, ucraino e arabo. Era stato assegnato al NSC da Brennan.

È rimasto in servizio nell’amministrazione Trump e ha diretto l’Ufficio che si occupava dell’Ucraina presso il NSC, passando alla fine nell’ala ovest, fino a giugno 2017.

È stato trasferito al front office” per occupare temporaneamente un posto vacante

ha detto un ex funzionario della Casa Bianca, dove

ha visto tutto, letto tutto.

Il funzionario ha aggiunto che presto è diventato chiaro tra lo staff della NSC che Ciaramella si opponeva alle politiche estere del nuovo presidente repubblicano.

Il mio ricordo di Eric è che era molto intelligente e molto appassionato, in particolare di Ucraina e Russia. Questa era la sua specialità: l’Ucraina

Non ha esattamente nascosto la sua passione rispetto a ciò che pensava fosse la cosa giusta da fare con l’Ucraina e la Russia, e le sue opinioni erano in contrasto con le politiche del presidente.

Quindi non sarei sorpreso se fosse l’informatore

Nel maggio 2017, Ciaramella è andato “fuori dalla catena di comando”, secondo un ex collaboratore del NSC, in quanto ha inviato un’e-mail in cui avvertiva un’altra agenzia che Trump aveva tenuto un incontro con diplomatici russi nell’Ufficio Ovale il giorno dopo aver licenziato Comey, che stava guidando l’indagine Trump-Russia. L’e-mail indicava inoltre che il presidente russo Vladimir Putin aveva telefonato al presidente una settimana prima.

I contenuti dell’email sembrano essere finiti ai media, secondo i quali Trump si vantava con i funzionari russi di aver licenziato Comey, che presumibilmente aveva chiamato “pazzo, un vero lavoro da svitati”.

In effetti, Ciaramella ha contribuito a generare la narrativa “Putin ha licenziato Comey”, secondo il dossier di ricerca che stava facendo il giro del Congresso, una copia della quale è stata ottenuta da RealClearInvestigations.

Ciaramella avrebbe sostenuto che

il presidente Putin avrebbe suggerito al presidente Trump di licenziare Comey

afferma il rapporto. Nei giorni successivi al licenziamento di Comey, questa azione presidenziale è stata utilizzata per ulteriori richieste politiche e mediatiche per chiedere che un consulente speciale indagasse sulla collusione della Russia.

Alla fine, il consigliere speciale Robert Mueller non trovò alcuna cospirazione tra Trump e Putin. L’email di Ciaramella è stata citata in una nota a piè di pagina nel suo rapporto, che menziona solo il nome, la data e i destinatari di Ciaramella “Kelly et al.” Gli ex colleghi hanno detto che il destinatario principale era l’allora direttore della sicurezza nazionale John Kelly.

Ciaramella lasciò la Casa Bianca di Trump poco dopo la nomina di Mueller.

Il whistleblower ha presentato il suo rapporto “urgente” contro Trump all’l’ispettore generale della Comunità d’Intelligence il 12 agosto, ma non è stato rilasciato pubblicamente fino al 26 settembre.

Prima di presentare la domanda, aveva incontrato lo staff democratico di Schiff come “guida”. Inizialmente, il legislatore californiano aveva negato i contatti, ma in seguito ha ammesso che il suo ufficio, in effetti, aveva incontrato l’informatore.

All’inizio di quest’anno, Schiff ha reclutato due dei più stretti alleati di Ciaramella al NSC – entrambi erano reduci dell’amministrazione Obama – per unirsi al personale del suo comitato. Ne ha assunto uno, Sean Misko, in agosto – lo stesso mese in cui è stata presentata la denuncia degli informatori.

Durante le deposizioni a porte chiuse nell’indagine sull’impeachment, i funzionari con conoscenza diretta del procedimento hanno riferito a RealClearInvestigations che Misko è stato osservato mentre consegnava note al consulente principale per l’indagine sull’impeachment, Daniel Goldman, mentre faceva domande ai testimoni dell’amministrazione Trump.

I repubblicani che partecipano alle audizioni di inchiesta hanno chiesto ai testimoni di Ciaramella e hanno ripetutamente iniettato il suo nome nel registro della deposizione, facendo arrabbiare Schiff e i Democratici, le cui fonti dicono che stanno pianificando di cancellare i riferimenti a Ciaramella da qualsiasi trascrizione delle audizioni che potrebbero accettare di rilasciare.

La loro reazione ti dice qualcosa

ha detto un funzionario che ha familiarità con l’inchiesta.

Durante la deposizione di martedì 29 ottobre del funzionario del NSC Alexander Vindman, i democratici hanno terminato una linea di inchiesta da parte dei repubblicani perché hanno detto che rischiava di rivelare l’identità del whistleblower. I repubblicani volevano sapere con chi Vindman aveva parlato all’interno dell’amministrazione delle sue preoccupazioni riguardo alla chiamata di Trump in Ucraina. Ma Schiff ha incaricato il testimone di non rispondere alle domande, che secondo quanto riferito ha scatenato urla tra democratici e repubblicani.

Determinato a mantenere segreta l’identità del whistleblower, Schiff ha recentemente annunciato che potrebbe non essere necessario per lui testimoniare anche a sessione chiusa. I repubblicani sostengono che nascondendo la sua identità, il pubblico non può valutare le sue motivazioni per colpire il presidente. E si preoccupano che il suo pregiudizio politico possa sviare le testimonianze e le conclusioni dell’indagine a meno che non sia esposto.

Il rappresentante Jim Jordan, il massimo repubblicano del comitato di sorveglianza della Camera, ha affermato che il popolo americano ha il diritto di conoscere la persona che sta cercando di far cadere il presidente per il quale 63 milioni hanno votato.

È difficile determinare la credibilità di qualcuno se non riesci a metterli sotto giuramento e porre loro domande

Le persone vogliono sapere. Voglio arrivare alla verità .

In un’audizione della Commissione per le risorse naturali alla Camera aperta della scorsa settimana, la rappresentante Louie Gohmert (R-Texas) apparentemente fuori dal campo di sinistra ha chiesto a un testimone di “Eric Ciaramella del Consiglio di sicurezza nazionale di Obama”, in quello che il corpo di stampa di Washington ha preso come un’offerta per denunciare l’informatore. In seguito ha detto a una stazione radio di Dallas di conoscere il nome dell’informatore. 

Molti di noi a Washington sanno chi è

ha detto Gohmert, aggiungendo che

è un democratico molto fedele e che doveva essere una persona di punta in Ucraina, durante il periodo in cui l’Ucraina era molto corrotta, e non ha fatto però soffiate sulla loro corruzione.

Durante il fine settimana il Washington Post ha pubblicato una notizia  critica nei confronti dei repubblicani per aver presumibilmente cercato di “smascherare” l’informatore, per aver tentato di fare il lavoro che i giornalisti farebbero normalmente. La scorsa settimana, il giornale è stato pubblicizzato dagli avvocati degli informatori affermando che non era più pertinente all’inchiesta e implorando il pubblico di lasciare che i loro clienti tornassero nell’oscurità. 

Da parte sua, il New York Times ha pubblicato una storia il mese scorso in cui riportava dettagli sullo sfondo degli informatori, ma ha smesso di identificarlo completamente, suggerendo che non conosceva la sua politica o il suo nome. “Poco si sa di lui”, ha affermato il giornale.

Giovedì 31 ottobre i democratici hanno votato alla Camera sulle nuove regole di indagine sull’impeachment che darebbero per la prima volta ai repubblicani la possibilità di chiamare i propri testimoni. Solo, che le loro richieste devono prima essere approvate dai democratici. Quindi c’è una buona possibilità che l’informatore, forse il testimone più importante di tutti, rimarrà protetto dall’esame critico.

Articoli precedenti sull’impeachment:

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