JFK? Membro a vita dell’NRA e sostenitore del Secondo Emendamento

Il Presidente Kennedy, nonostante sia stato eletto nel corso della sua carriera politica come un democratico, non amava definirsi un liberale. Anzi, soprattutto nel periodo trascorso in Senato, dichiarò: “Non sono per niente un liberale. Non sono a mio agio con quelle persone”. Le riteneva semplicemente troppo radicali.

JFK era un democratico con tendenze conservatrici, in particolar modo sul piano fiscale, ma anche in numerosi altri aspetti, come quello sociale. E’ stato inoltre l’unico presidente democratico (9 in tutto) a diventare membro a vita della National Rifle Association (NRA).

Kennedy era un tiratore amatoriale e, soprattutto a Camp David, amava dilettarsi a sparare insieme agli amici. Possedeva inoltre una cospicua collezione di fucili e armi da fuoco. Non deve dunque del tutto sorprendere sapere che fu uno dei più grandi sostenitori del Secondo Emendamento (e dell’associazione fondata per la sua tutela) che si siano mai seduti dietro la scrivania presidenziale nello Studio Ovale.

Nell’aprile del 1960, ossia in piena campagna elettorale, rilasciò una dichiarazione a favore del libero possesso di armi, poi apparsa sulla rivista Guns, alla pagina 4, sezione “Know your lawmakers”. Affermò che i padri fondatori, definendo il diritto del cittadino di “possedere e portare armi” hanno “riconosciuto la natura essenzialmente civile della nostra economia.” Dichiarò che nonostante all’epoca fosse “estremamente improbabile” una tirannia del governo – ossia la stessa che ha portato alla stesura dell’emendamento – esso “rimane un’importante dichiarazione delle nostre basilari relazioni civili e militari, nelle quali ogni cittadino deve essere pronto a partecipare alla difesa della nostra nazione. Per questa ragione io credo”, concluse, “che il Secondo Emendamento sarà sempre importante”.

Il 20 marzo 1961, per onorare la sua nuova presidenza, Kennedy divenne ufficialmente membro a vita della NRA, ben comprendendo il ruolo di prim’ordine che questa associazione, fin dal 1871, ricopre per la preservazione della libertà americana. Scrisse all’allora presidente Franklin L. Orth che “l’Associazione ricopre un importante ruolo nei nostri sforzi di difesa nazionale, e incoraggia, in modo attivo e significativo, lo spirito dei Minutemen.” Nella stessa lettera si definì “lieto” di fare parte dell’organizzazione, esprimendo loro “ogni miglior augurio per un successo continuativo”.

vidal-tennessee-jfk-skeet-01 1958 Palm Beach (1)

JFK era inoltre particolarmente affascinato dal periodo storico della Guerra Civile,  citandola spesso nei suoi discorsi e proclami politici. Per questo motivo, durante la sua presidenza, venne onorato di una Spencer Carbine dell’epoca, numero di serie 44066, oggi esposta alla John F. Kennedy Presidential Library di Boston.

Fu un così importante promotore del Secondo Emendamento, che la NRA, nel corso degli anni ’70, espose orgogliosamente nel suo museo uno dei fucili più prestigiosi della sua collezione: l’M1 Garand Rifle.

Il Presidente Kennedy comprendeva l’importanza di uno sviluppato sistema difensivo per la sicurezza del proprio paese, ed è inoltre poco risaputo il ruolo di rilievo che ha avuto nell’aver stabilito due delle forze militari più prestigiose americane, ossia i Navy Seals e i Green Beret, forze speciali dell’Army.

Kennedy è sempre stato per tutta la sua carriera un politico indipendente. Non solo nelle idee politiche, ma nella loro espressione. Non si sentiva rigorosamente legato a un partito, bensì agli ideali che credeva rappresentassero l’anima, la cultura e la storia americana, fra i quali, appunto, il Secondo Emendamento.

Una delle sue citazioni più famose recita: “Il costo della libertà è sempre alto, ma gli americani l’hanno sempre pagato”. Quella stessa libertà americana che viene garantita dal 2A, dalla libertà di possedere e mantenere armi, di usarle per la propria difesa e, non meno importante, per la difesa dei propri diritti. John F. Kennedy comprendeva perfettamente che la lotta alla libertà è un processo che deve rigorosamente partire dal singolo, e che è il singolo cittadino a dover essere sempre in prima linea affinché i suoi diritti vengano garantiti.

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