Make Your Country Great! Il discorso (snobbato dai media) di Trump alle Nazioni Unite

Se i media avessero fatto il loro mestiere, avrebbero dato la giusta importanza al discorso di Trump invece di andare dietro a false utopie ambientali.

Il Presidente americano Donald Trump, nel suo discorso alle Nazioni Unite, ha parlato di sovranismo e della difesa della patria contro il globalismo senza confini e senza radici, snobbando l’ecologismo e il catastrofismo che alcuni leader mondiali come Macron e Merkel vogliono imporre come una necessità primaria, sulla stessa linea del segretario generale dell’ONU Antonio Guterres.

Alcuni punti del suo discorso sono importanti per chi crede nelle fondamenta della propria nazione, qualunque essa sia:

Se volete la libertà siate orgogliosi del vostro paese, se volete la democrazia restate attaccati alla vostra sovranità e se volete la pace amate la vostra nazione

Il futuro non appartiene ai globalisti, il futuro appartiene ai patrioti, alle nazioni sovrane che proteggono i cittadini, che rispettano i vicini, onorano le differenze che rendono ogni paese speciale

Un discorso simile, sempre snobbato dai media, fu fatto il 6 luglio 2017 a Varsavia. In un luogo e in una nazione non casuali disse:

la Polonia è il cuore geografico dell’Europa e, più importante, nel popolo polacco vediamo l’anima dell’Europa.

Per questo dico amate il vostro paese e fatelo grande come noi lo vogliamo fare in America, Make your Country Great!

Il discorso metteva in evidenza i valori giudaico-cristiani dell’Europa e delle singole nazioni, ereditati con la costituzione degli Stati Uniti d’America, contro il globalismo mondiale e dell’Unione Europea. Si contrapponeva il “superstato” a trazione globalista europeo contro la piccola Polonia, stretta tra due potenze, sovranista e gelosa della sua cultura e tradizioni.

Ecco il filo conduttore tra quel discorso di due anni fa, quello sopra citato di quest’anno e il forum organizzato all’interno del Palazzo di Vetro insieme al Vice Mike Pence sulla libertà religiosa e le persecuzioni.

Mentre difendeva il sovranismo e il concetto di nazione, discorso sempre caro agli americani, attaccava il globalismo come ideologia imperante:

il globalismo ha esercitato una spinta religiosa sui leader del passato, inducendoli a ignorare i propri interessi nazionali. Ma per quanto riguarda l’America quei giorni sono finiti!

Una vera e propria accusa alla passata amministrazione, quella del liberal Barak Obama.

Il suo discorso include anche la difesa della proprietà e del Secondo Emendamento, tanto cara agli americani e incomprensibile agli europei, sui diritti pro-life anti-aborto e sulle politiche aggressive di Cina e Iran. Ma una stoccata va al modo dei social network, incontrati alcuni mesi fa e divenuti indispensabili ormai per la vita di tutti i giorni:

Una società libera non può consentire che i giganti dei social mettano a tacere le voci delle persone. Negli Stati Uniti la mia amministrazione ha detto direttamente a chi governa le compagnie dei social che sosterremo la libertà di parola

Il free speech come recita il Primo Emendamento. Un intervento ancora una volta sottovalutato dai media che copriva sia la politica interna americana che quella mondiale. Un discorso, questo sì, che riguarda la libertà presente e futura dei cittadini occidentali e i suoi diritti fondamentali.

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