Contrasto all’immigrazione illegale di massa. Vittoria di Trump alla Corte Suprema.

Nuove regole più restrittive in materia di diritto d’asilo.

L’Amministrazione Trump sta cercando di rendere più difficile per i migranti che viaggiano attraverso l’America centrale, richiedere e ottenere il diritto di asilo, quando attraversano il confine tra Messico e Stati Uniti d’America.

Il Dipartimento per la Sicurezza Interna (Homeland Security Department) e il Dipartimento di Giustizia hanno pubblicato lunedì 15/07/2019 un nuovo regolamento in base al quale i migranti che entrano negli Stati Uniti dal confine meridionale non possono richiedere l’asilo a meno che non abbiano già cercato protezione in uno dei paesi che hanno attraversato per raggiungere gli USA

Il Presidente Donald J. Trump

La misura è uno sforzo per arginare il flusso di migranti in arrivo dall’America centrale verso gli Stati Uniti, con entrata in vigore delle nuove norme da martedì 16 luglio.

Pertanto un migrante per poter richiedere la domanda di asilo negli USA deve aver prima cercato protezione in uno dei paesi che ha attraversato, come ad esempio Messico, El Salvador o Guatemala.

La misura è arrivata nel momento in cui l’Amministrazione Trump si trova a dover affrontare un’ondata enorme di migranti che sta attraversano il confine meridionale, in quella che il presidente Trump ha definito una crisi umanitaria e di sicurezza. I democratici hanno accusato il Presidente di attuare politiche che hanno portato al sovraffollamento e a condizioni non sicure nei centri di detenzione, mentre i repubblicani stanno chiedendo una revisione delle leggi sull’immigrazione e sull’asilo.

Migranti

Il presidente ha quindi cercato di implementare delle regole, progettate per dissuadere i migranti dall’affrontare il viaggio verso il confine tra Stati Uniti e Messico, ma la sua amministrazione ha dovuto purtroppo affrontare una serie di battute d’arresto a causa di ingiunzioni nazionali emesse dai Tribunali Federali.

Il procuratore generale William Barr ha dichiarato in una nota che l’amministrazione Trump agisce nell’ambito dell’autorità designata dal Congresso per limitare l’ammissibilità al diritto di asilo.

Gli Stati Uniti sono un Paese generoso ma sono completamente sopraffatti dagli oneri associati alla cattura e alla gestione di centinaia di migliaia di immigrati illegali lungo il confine meridionale. Queste regole ridurranno la possibilità da parte dei migranti economici e di coloro che cercano di sfruttare il nostro sistema di asilo per ottenere l’ingresso negli Stati Uniti, garantendo nel contempo che nessuno venga rimosso dagli Stati Uniti e che nessuno venga torturato o perseguitato a causa della permanenza in un luogo non protetto.

Kevin McAleenan, segretario ad interim della sicurezza nazionale ha dichiarato:

In definitiva, l’azione di oggi ridurrà l’enorme onere sul nostro sistema interno causato dai richiedenti asilo che non riescono a cercare una protezione urgente nel primo paese disponibile, dai migranti economici privi di un legittimo timore di persecuzione e dalle organizzazioni criminali transnazionali, i trafficanti di droga e i contrabbandieri che sfruttano il nostro sistema a scopo di lucro.

Le nuove regole dell’amministrazione Trump prevedono tre eccezioni:

  1. se il migrante ha presentato domanda di asilo in almeno uno dei paesi in cui ha attraversato prima di arrivare negli Stati Uniti, ma gli è stata negata la protezione; 
  2. se il migrante è stato vittima di una “forma grave” di tratta di esseri umani; 
  3. se nessuno dei paesi che il migrante ha attraversato ha firmato uno dei tre principali trattati internazionali a protezione dei rifugiati.

Le nuove regole hanno lo scopo di reprimere più severamente i richiedenti asilo che vengono negli Stati Uniti più per ragioni economiche che per sfuggire alle persecuzioni nei loro paesi d’origine e per garantire a chi veramente spetta in quanto vero rifugiato un esame più veloce della domanda di asilo.

La nuova normativa permetterebbe una riduzione dei richiedenti asilo, permettendo alle Agenzie federali coinvolte di svolgere al meglio le proprie mansioni, mentre al momento sono sopraffatte dal carico enorme di richieste (vedere articolo)

24 luglio 2019 – Ingiunzioni nazionali di 2 Tribunali federali. Una permette l’applicazione delle regole, la seconda dopo poco ore le blocca.

Ma come le altre misure adottate dall’Amministrazione Trump, per quanto riguarda la normativa in materia di asilo per i migranti, anche questa è stata contestata davanti a un giudice federale.

Infatti mercoledì 24 luglio, un giudice federale in California ha impedito all’Amministrazione Trump di imporre le nuove restrizioni in materia di diritto d’asilo ai migranti e questo poche ore dopo che un giudice di Washington aveva deciso di lasciare in vigore la nuova regolamentazione, nell’attesa che la causa attraversasse i vari gradi di giudizio.

Le nuove regole sono state citate in giudizio dai gruppi di difesa dei migranti e dalle associazioni dei diritti civili, che hanno richiesto un ordine restrittivo temporaneo per bloccare le nuove regole. Dopo un’audizione a Washington, il tribunale federale di Washington DC, nella persona del giudice distrettuale Timothy J. Kelly ha negato la mozione. Ma poche ore dopo, il giudice distrettuale americano Jon Tigar a San Francisco, (scelto dall’Amministrazione Obama), ha bloccato l’applicazione della nuova normativa con effetto immediato.

16 agosto 2019 – Sentenza della IX Corte d’Appello che circoscrive l’applicazione dell’ingiunzione nazionale ai soli Stati che rientrano nella giurisdizione del nono circuito delle corti d’appello federali.

L’Amministrazione Trump ha fatto ricorso in appello alla decisione del giudice distrettuale di San Francisco e la Nona corte d’appello ha dichiarato venerdì 16 agosto che l’ingiunzione nazionale emessa che bloccava le nuove regole sul diritto d’asilo, può essere applicata solo all’interno del nono circuito, quindi vale solo per la California e l’Arizona, mentre per gli altri Stati di confine come New Mexico e Texas, le nuove regole restrittive si possono applicare.

Tale sentenza ha avuto come conseguenza di bloccare la maggior parte dei richiedenti asilo, in quanto la maggior parte dei centroamericani che attraversano legalmente o illegalmente il confine, lo fanno in New Mexico e Texas.

L’80% delle centinaia di migliaia di migranti e il 76% delle decine di migliaia di minori non accompagnati catturati per aver attraversato illegalmente il confine sudoccidentale quest’anno sono stati arrestati in Texas, secondo i dati del DHS.

9 settembre 2019 – Nuova ingiunzione nazionale del Tribunale federale distrettuale di San Francisco con la quale ribadisce che l’applicazione dell’ingiunzione è nazionale e non solo limitata agli Stati di competenza del 9° circuito delle corti d’appello federali.

Lunedì 9 settembre, il giudice distrettuale americano Jon Tigar che aveva già bloccato le nuove regole più restrittive a livello nazionale nel mese di luglio, ha emesso una nuova ingiunzione che estende a tutta la nazione i suoi effetti andando ad annullare la sentenza della IX Corte d’Appello del mese di agosto che aveva ristretto il campo di applicazione dell’ingiunzione solo all’interno del circuito giudiziario, che comprende gli stati di confine di California e Arizona, permettendo quindi alle nuove regole di entrare in vigore almeno vigore in Texas e New Mexico.

In ogni caso il 9° Circuito aveva affermato che il tribunale distrettuale federale manterrà la sua giurisdizione per poter “sviluppare ulteriore documentazione a sostegno di un’ingiunzione preliminare che si possa estendere oltre il Nono Circuito“.

Tigar, nominato dal presidente Barack Obama, ha osservato nella sua sentenza che le organizzazioni umanitarie e dei diritti civili che contestano le nuove regole restrittive sul diritto d’asilo, aiutano i loro clienti (migranti) sia all’interno che all’esterno del 9° Circuito” e hanno “presentato prove sufficienti che subiranno danni organizzativi e finanziari a meno che l’ingiunzione non valga anche fuori dal 9° circuito.

L’avvocato dell’ACLU Lee Gelernt ha affermato che nel ripristinare l’ingiunzione nazionale “la corte ha riconosciuto che esiste un grave pericolo per i richiedenti asilo lungo l’intero tratto del confine meridionale“.

Ma il Press Secretary della Casa Bianca Stephanie Grisham ha contestato la sentenza di Tigar, definendola:

un dono per i trafficanti di droga e esseri umani e che mina lo stato di diritto.

L’immigrazione e la politica di sicurezza delle frontiere della nazione non possono essere decise da nessun giudice del tribunale distrettuale che decida di emettere un’ingiunzione nazionale.

L’amministrazione Trump ha sostenuto che le nuove regole sono necessarie per affrontare la crisi umanitaria e di sicurezza nazionale al confine tra Stati Uniti e Messico, e il Dipartimento di Giustizia ad agosto ha chiesto alla Corte Suprema di consentire all’amministrazione di applicare pienamente le regole mentre il contenzioso continua.

Il solicitor generale Noel Francisco del DoJ ha dichiarato che le nuove misure restrittive

alleggeriranno il tremendo carico sopportato dal sistema di asilo americano dando la priorità ai richiedenti asilo che hanno maggiormente bisogno di protezione negli Stati Uniti

e ha dichiarato che l’ingiunzione nazionale di Tigar

frustra il forte interesse del governo in un sistema di asilo ben funzionante.

11 settembre 2019 – La Corte Suprema annulla l’ingiunzione nazionale e permette l’implementazione delle nuove misure restrittive sul diritto d’asilo.

La Corte Suprema consentirà all’amministrazione Trump di applicare pienamente le nuove regole sul diritto d’asilo, consegnando una grande vittoria al presidente Trump nei suoi sforzi per reprimere l’immigrazione clandestina.

La Corte Suprema

La decisione della Corte Suprema è arrivata mercoledì 11 settembre di sera, con il dissenso dei giudici Ruth Bader Ginsburg e Sonia Sotomayor. L’alto tribunale ha revocato un’ingiunzione nazionale del tribunale inferiore che aveva impedito all’amministrazione Trump di applicare la nuova normativa per i richiedenti asilo.

La sentenza consente all’amministrazione Trump di non permettere ai migranti di presentare domanda di asilo se prima non l’avevano presentata nei paesi che hanno attraversato per giungere negli Stati Uniti, con le poche eccezioni sopra citate, mentre il contenzioso continua.

Le politiche in materia di sicurezza e di immigrazione del Governo democraticamente eletto sono state contrastate da singoli giudici non eletti “pro-immigrazione” utilizzando lo strumento dell’ingiunzione nazionale (vedere articolo).

Fonti: 12345

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