Trump propone i tagli agli aiuti internazionali. I democratici ed i repubblicani “neocon” sono contrari, i libertari a favore.

Nel pieno delle trattative per il budget del 2020 con i Dem, il Presidente Trump dice di voler tagliare circa 4,3 miliardi di dollari di aiuti umanitari. La decisione andrà ad impattare sui programmi di aiuti delle Nazioni Unite

Nel pieno delle trattative per il budget del 2020 Trump annuncia il taglio dei programmi sugli aiuti internazionali. L’esito di questa decisione andrà ad impattare sui programmi di aiuti delle Nazioni Unite.

Il Presidente Trump e tutto l’esecutivo a seguito hanno dichiarato l’intenzione di tagliare 2,3 miliardi di dollari dal programma USAID ed ulteriori 2 miliardi dal Dipartimento di Stato. L’esito di questa decisione andrebbe ad impattare maggiormente sui programmi di aiuti umanitari delle Nazioni Unite, in particolar modo verrebbero eliminati $ 787 milioni di dollari per le attività di “peacekeeping”, $ 522 milioni in finanziamenti diretti all’ONU e $ 364 milioni destinati agli aiuti umanitari.

Una decisione inaspettata, soprattutto dopo che l’esecutivo aveva raggiunto un accordo con i democratici – ed una parte di repubblicani – per aumentare di $ 1,7 trilioni in 10 anni la spesa (e quindi il debito).

Questa proposta da parte dell’amministrazione sarà sottoposta al Congresso la settimana prossima e dovrà essere votata entro 45 giorni, dando via alla classica battaglia tra repubblicani e democratici per il bilancio annuale.

La Speaker della Camera, Nancy Pelosi, ha già informato il Donald Trump che i democratici voteranno compatti contro questo taglio.

Ma, come se non bastasse, l’ala Neocon del GOP voterà assieme ai liberals. Il senatore della Carolina del Sud, Lindsey Grahm (R) e il deputato del Kentucky, Hal Rogers (R) hanno già chiesto alla Casa Bianca di riconsiderare la propria posizione.

Tutt’altra opinione invece è stata espressa dall’ala libertarian del partito repubblicano, da sempre scettica sugli aiuti umanitari. La principale critica viene, come sempre, da Rand Paul, che difende la scelta del Presidente, sottolineando il fatto che questo tipo di spesa federale toglie le risorse al ceto povero di una Nazione ricca, per darle al ceto ricco di una Nazione povera.

Insomma, nel pieno del caldo estivo sono iniziate le trattative per il budget del 2020, Repubblicani e Democratici si sfideranno a colpi di proposte, controproposte, alleanze e altri colpi di scena, ma che ci ricordano che la politica è, innanzitutto, compromesso.

Sono iniziate le trattative per il budgetdel 2020, Repubblicani e Democratici si sfideranno a colpi di proposte, controproposte, alleanze e altri colpi di scena, ma che ci ricordano che la politica è, innanzitutto, compromesso.

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