Gli Stati Uniti si ritirano dal Trattato sulle armi nucleari a medio raggio INF

Lo storico trattato sul controllo degli armamenti firmato tre decenni fa l’8 dicembre del 1987 dal presidente Ronald Reagan e dal leader sovietico Mikhail Gorbachev è stato dismesso dopo che il Presidente Trump ha deciso di ritirarsi venerdì 2 agosto 2019.

Il Presidente Ronald Reagan e il leader URSS Mikhail Gorbachev

La mossa che ha portato ad eliminare il trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio (INF) è dovuta alla “violazione materiale del trattato” da parte della Russia e alla constatazione che nessuno sforzo è stato fatto da quest’ultima per rimediare alla violazione.

Alla Russia è stato concesso un periodo di sei mesi dal 2 febbraio 2019, in conformità con quanto stabilito dal trattato, come “ultima opportunità per rimediare“, ma il governo guidato dal presidente Vladimir Putin “non ha fatto alcuno sforzo per conformarsi alle disposizioni del trattato“.

La fine del trattato può scatenare una nuova corsa globale agli armamenti tra i due paesi, che possiedono i più grandi arsenali nucleari del mondo.

L’amministrazione Trump ha sottolineato che è stata colpa della Russia che il trattato sia terminato, sottolineando che Mosca ha sviluppato e messo in campo armi che violano il trattato e minacciano gli Stati Uniti e i suoi alleati, in particolare l’Europa.

Un alto funzionario dell’Amministrazione Trump ha dichiarato:

“La Russia è la sola responsabile di questa situazione. Abbiamo considerato tutte le opportunità per riportare la Russia in conformità alle disposizioni del trattato”.

È chiaro che hanno violato materialmente il Trattato INF, che ovviamente non è l’unica violazione sul controllo degli armamenti. La Russia è un trasgressore seriale degli accordi sul controllo degli armamenti. Questa violazione, tuttavia, rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza degli Stati Uniti e dei nostri alleati .

Gli Stati Uniti si sono a lungo lamentati del fatto che il trattato non era più equo e che nella realtà non ha fermato la corsa agli armamenti dal momento che la Russia lo stava apertamente violando, mentre la Cina, che non è firmataria, è libera di sviluppare armi che altrimenti sarebbero vietate.

L’amministrazione Trump ha affermato, ad esempio, che la Russia ha prodotto e schierato sul campo più battaglioni di missile da crociera 9M729 in tutta la Russia, il che costituisce una violazione del trattato. Alcuni missili hanno “la capacità di colpire obiettivi europei critici”.

Questa violazione, che è in atto da molti anni, è una minaccia fondamentale per la sicurezza americana e alleata. Ecco perché questa azione è diventata inevitabile.

Missile da crociera 9M729

Un altro funzionario della Casa Bianca ha sottolineato che la Russia ha ingannato circa i suoi sviluppi in campo militare, in particolare negando lo sviluppo di un missile da crociera lanciato da terra nel 2014 che ora è schierato e rappresenta un rischio per la sicurezza dell’Europa.

Durante tutto il processo, hanno mentito sull’esistenza dei missili.

Le potenze europee hanno criticato la Russia per non aver ottemperato al trattato INF.

Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha dichiarato:

“Ci rammarichiamo per il fatto che la Russia non abbia fatto il necessario per salvare il trattato INF […]. Ora chiediamo ancora di più alla Russia e agli Stati Uniti di preservare il trattato New START come pietra angolare del controllo delle armi in tutto il mondo. Le potenze nucleari come la Cina devono anche far fronte alle proprie responsabilità in materia di controllo degli armamenti, essi hanno più peso nel mondo adesso che al tempo della guerra fredda.

Sia gli Stati Uniti che la Russia dovranno decidere se estendere o sostituire il più grande trattato denominato New START in scadenza all’inizio del 2021, un trattato che ha imposto limiti a partire dal 2018 sul numero di testate e di lanciatori nucleari a lungo raggio statunitensi e russi.

Trump non si è impegnato ad estendere il trattato e lo ha definito come “solo un altro cattivo affare” inventato dal predecessore, il Presidente Obama.

Il Trattato INF del 1987 è stato responsabile dell’eliminazione di 2.692 missili balistici e da crociera nucleari e convenzionali lanciati da terra negli Stati Uniti e nell’Unione Sovietica (846 americani e 1.846 russi). Il trattato vietava anche i missili terrestri con un raggio tra 500 e 5.500 chilometri (da 310 a 3.410 miglia), e permise la fine della crisi degli Euromissili (missili SS20 sovietici contro i Pershing 2 americani) che avrebbe potuto portare a una guerra nucleare in Europa.

Fonte: FoxNews.com

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