Trump contro Macron: dazi sui vini francesi in risposta alla Web Tax sui colossi approvata da Parigi

Il Presidente Donald Trump è pronto a colpire con i dazi i vini francesi importati negli Stati Uniti, in risposta alla Web Tax approvata l’11 luglio scorso dal Senato francese. 

È nuovamente tensione tra Francia e Stati Uniti. La Francia approva la Web Tax? E gli Stati Uniti rispondono con i dazi sul vino.

Donald Trump si è detto contrario all’imposta pari al 3% per sui colossi del Web dopo che si è diffusa la notizia dell’approvazione, da parte del Senato francese, di un’imposta del 3% per le aziende digitali – con un fatturato globale di oltre 750 milioni di euro e uno di 25 milioni prodotto in Francia. La nuova tassa coinvolgerebbe circa 30 aziende, tra cui le americane Alphabet, Apple, Amazon, Microsoft e Facebook; ma anche gruppi cinesi, tedeschi, spagnoli e britannici, oltre a una società d’Oltralpe (la piattaforma pubblicitaria Criteo). 

La minaccia di Trump ha seguito di poche ore il commento dell’analista finanziario Larry Kudlow, che aveva definito l’imposta “un grosso errore”.

In un tweet Trump ha scritto il 26 luglio:

La Francia ha appena imposto una tassa digitale sulle nostre meravigliose aziende tecnologiche americane. A tassarle dovrebbe essere la loro nazione, gli Usa. Presto annunceremo un’azione reciproca sostanziale in risposta alla pazzia [del Presidente francese Emmanuel Macron].

Donald J. Trump @realDonaldTrump

e ha concluso…

Ho sempre detto che il vino americano è migliore del vino francese.

Il Presidente ha atteso alcune settimane prima di attaccare la Francia. Infatti, l’approvazione della Web Tax da parte del Senato francese risale allo scorso 11 luglio.

Convinta che una tale imposta “prenda ingiustamente di mira aziende americane”, l’amministrazione americana aveva minacciato sin da subito delle ritorsioni sotto forma di dazi o restrizioni commerciali a danno dei prodotti francesi, come il vino e le auto.

Subito dopo il Tweet, Trump ha aggiunto di avere sempre…

… preferito il vino americano a quello francese, anche se non ne bevo: mi basta guardarlo.

L’11 luglio, Robert Lighthizer, il Rappresentante per il Commercio statunitense, aveva dichiarato che:

Il Presidente ha ordinato un’inchiesta sugli effetti di questa legislazione, per determinare se è discriminante o irragionevole e se pesi o limiti il commercio americano.

L’amministrazione Trump avvierà dunque l’inchiesta ai sensi della sezione 301 del Trade Act del 1974, una norma di diritto commerciale che impone di garantire uguali trattamenti fiscali per i servizi dello stesso genere senza alcun limite legato allo spazio.

L’inchiesta è simile a quell condotta nel 2017 sulle politiche cinesi in materia di tecnologie, proprietà intellettuale e innovazione che ha poi portato alla guerra commerciale (ancora irrisolta). Washington allora aveva imposto dazi del 25% su 250 miliardi di dollari di importazioni cinesi.

Lighthizer ha spiegato che gli Usa continueranno a sostenere gli sforzi dell’OCSE volti a raggiungere un accordo multilaterale sulla tassazione dell’economia digitale.

Il ministro francese delle Finanze, Bruno Le Maire, aveva risposto all’amministrazione americana, dicendo che le Nazioni alleate possono risolvere i problemi in modo diverso rispetto alle minacce:

La Francia è un Paese sovrano e la Francia decide le sue regole fiscali e continuerà a farlo. 

Dalla Web Tax – che entra in vigore retroattivamente dall’inizio del 2019 – il governo francese conta di ricavare circa 400 milioni di euro l’anno.

La Francia è leader nell’esportazione di vino negli Usa

Qualora l’amministrazione americana giunga alla conclusione che l’imposta francese sia discriminatoria verso le imprese statunitensi, Trump potrebbe rispondere con delle pesanti tariffe contro i vini d’Oltralpe. Gli esperti del settore ritengono che Trump, molto probabilmente, potrebbe optare per una tariffa del 100% sui vini francesi.

I dazi potrebbero dunque riuscire a compensare in negativo gli introiti forniti dalla Web Tax, a fronte ovviamente di una attesa riduzione delle vendite di vino francese venduto negli Usa, di cui il Paese d’Oltralpe risulta il principale esportatore, con circa 1,8 miliardi di euro di valore complessivo (100 milioni in più dell’Italia).

Ma se la minaccia di Trump diventasse realtà, il Paese dello champagne e dei rossi bordolesi potrebbe perdere questo primato e esso parecchi soldi. A tutto vantaggio del nostro Paese?

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