Caso Epstein: il miliardario pagò 350.000 dollari per mettere a tacere due possibili testimoni

Jeffrey Epstein, 66 anni, è stato rinviato a giudizio per sfruttamento sessuale di minorenni

Caso Epstein: il miliardario pagò 350.000 dollari per mettere a tacere due possibili testimoni. Si dimette Acosta, segretario al Lavoro, sotto pressione dei democratici

Leggi anche: Il Caso Epstein che mette nei guai Bill Clinton! Ma non per i media…

Jeffrey Epstein, il miliardario statunitense accusato di sfruttamento sessuale di minorenni, cercò di mettere a tacere due potenziali testimoni contro di lui, pagandoli con dei bonifici per una somma totale di 350.000 dollari; lo riporta la stampa statunitense, che cita le rivelazioni dei procuratori federali.

I pagamenti sono avvenuti fra novembre e dicembre 2018, scrive il New York Times, ovvero poco dopo le notizie di stampa sull’accordo segreto di 11 anni fa fra Epstein e le autorità della Florida per evitare un processo federale – e una pesante condanna – per accuse simili. All’epoca, scontò una condanna di 13 mesi con l’ammissione di colpevolezza per “induzione alla prostituzione”.

La procura di Manhattan ha rivelato il dettaglio dei pagamenti per chiedere che non sia concessa la libertà su cauzione a Epstein, arrestato il 6 luglio in un aeroporto nel New Jersey, al ritorno da un volo da Parigi con il suo jet privato. Secondo i procuratori, esisterebbe “un elevato rischio di fuga” in aereo, visto che è proprietario di due velivoli e che vive prevalentemente all’estero. Epstein, ex-manager di hedge fund, 66 anni, è accusato di aver abusato di “decine di vittime minorenni“, in alcuni casi persino di “quattordicenni”, “bambine a cui sono stati chiesti atti sessuali in cambio di soldi”.

Caso Epstein: si dimette Acosta, segretario al Lavoro

Alexander Acosta

Dietro la vicenda giudiziaria, c’è quella politica. Venerdì 12 luglio, il segretario al Lavoro statunitense, Alexander Acosta, si è dimesso, viste le pressioni dei democratici. Acosta era procuratore federale all’epoca del patteggiamento di Epstein con la giustizia.

Le dimissioni sono il frutto delle polemiche sul rinvio a giudizio per sfruttamento sessuale di minorenni del miliardario Jeffrey Epstein, che un decennio fa aveva ottenuto un patteggiamento molto favorevole per le stesse accuse grazie ad Acosta, allora procuratore federale.

Ad annunciare le dimissioni è stato il presidente Donald Trump, secondo cui Acosta “è un brav’uomo e ci mancherà”.

Nei giorni scorsi, i repubblicani avevano difeso Acosta, definito dal presidente “un segretario eccellente, ha fatto un lavoro fantastico”.

Acosta ha poi spiegato:

Non credo che sia giusto per il dipartimento del Lavoro di questa amministrazione avere Epstein come centro dell’attenzione invece della nostra incredibile economia.

Il suo posto sarà preso ad interim dal suo vice, Patrick Pizzella.

Nei giorni precedenti, Acosta aveva commentato su Twitter la questione:

I crimini commessi da Epstein sono orribili e sono contento che i procuratori di New York stiano andando avanti con il caso grazie a nuove prove.

A febbraio, un giudice aveva sentenziato che i procuratori che raggiunsero l’accordo con Epstein violarono la legge.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...