Viaggio a… Dixieland (Prima parte)

di Stefano Magni

Viaggio a… Dixieland (Prima parte) di Stefano Magni. Se questa estate volete concedervi un viaggio in una meta che unisce storia, natura e città, più lontana dal turismo italiano di quanto si pensi, prendete in considerazione il Sud degli Stati Uniti.

Se questa estate volete concedervi un viaggio in una meta che unisce storia, natura e città, più lontana dal turismo italiano di quanto si pensi, prendete in considerazione il Sud degli Stati Uniti, in particolar modo le terre più ricche di storia del Sud: Virginia, Nord e Sud Carolina e Georgia.

In “rosso chiaro” gli Stati che compongono il Sud degli USA
In “rosso” l’Old South, il “Vecchio Sud”, quello delle 13 colonie originarie;
da nord: Virginia, North Carolina, South Carolina e Georgia

Terra strana, il Sud. Vi troverete subito spiazzati in città i cui edifici più alti sono i campanili a guglia invece che i soliti grattacieli. Città perfettamente europee, con centri storici del XVII e XVIII Secolo, verdi, poco trafficate, però immerse in una vegetazione tropicale da America latina. Quando andrete a letto, le prime notti, non vi renderete più conto di dove siete, se in Europa o in America, nel Nord o nel Sud del mondo. 

Uno scorcio di Wilmington, North Carolina

La storia del Sud non è racchiusa solo nel marchio infamante dello schiavismo, che lo squalifica moralmente agli occhi di ogni persona civile. Si parla di alcune delle prime terre colonizzate dagli inglesi, nucleo originario degli Stati Uniti e protagoniste della rivoluzione contro re Giorgio III.

La storia rivoluzionaria è molto presente. “Washington ha dormito in questa casa” si legge spesso. Di case washingtoniane ne troviamo una a Wilmington e una a Charleston, magioni settecentesche perfettamente conservate.

Uno scorcio di Wilmington, North Carolina

A Charleston si ricorda il disastroso assedio del 1780, ultima grande sconfitta dei continentali ad opera degli inglesi. Nel tratto finale di King Street, verso il mare, si trovano ancora la sede della Società Francese, nata dopo la rivoluzione (a cui i francesi diedero un apporto fondamentale) e una villa palladiana che fu casa di Charles Brewton, leader rivoluzionario e membro del Secondo Congresso Continentale.

La targa in memoria della Società Francese a Charleston, South Carolina
La Francia era una nazione alleata degli Stati Uniti nella guerra di Indipendenza americana

A Savannah quasi ogni piazza del centro storico ricorda la Rivoluzione. Presso il mercato cittadino, un monumento recente celebra la storia tuttora semi-sconosciuta dei volontari di Haiti (Francia, allora), che combatterono al fianco dei rivoluzionari americani.

A Savannah un obelisco è dedicato al generale polacco Kazimierz Pulaski, che morì combattendo contro gli inglesi in questa verde e ridente città della Georgia, nel 1779.

Savannah, Georgia, obelisco dedicato al generale polacco Kazimierz Pulaski

Sempre a Savannah, troviamo la tomba di Joseph Warren, il medico e leader rivoluzionario morto a Bunker Hill, presso Boston, in una delle primissime battaglie nel 1775 (prima della Dichiarazione di Indipendenza). E due piazze più in là, il monumento a Nathanael Greene, il generale dell’esercito continentale, amico di Washington, che più di ogni altro fu responsabile della vittoria sugli inglesi nel Sud.

Savannah, Gerogia, monumento dedicato a Nathanael Greene,
generale dell’esercito continentale

Tuttavia, non c’è Dichiarazione di Indipendenza senza l’apporto di Thomas Jefferson, la cui storia è radicata nel Sud. In Virginia si può andare a visitare la sua casa in collina, circondata da vigneti in un paesaggio che ricorda la Toscana. E’ a Monticello, non lontano da Charlottesville. E’ una magione sobria, ricca di scienza e di letteratura, piena dei suoi libri e progetti, poiché era anche architetto, archeologo e scienziato, oltre che filosofo, da bravo illuminista amante della scienza.

continua…

Leggi la Seconda parte…

La casa di Thomas Jefferson a Monticello, Virginia

Stefano Magni è giornalista e saggista. Si è laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Pavia. E’ Redattore de “La Nuova Bussola Quotidiana” e già redattore esteri de L’Opinione. Collabora come associato al corso di Economic Geography presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano.

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