Donald Trump e Kim Jong Un, storica stretta di mano!

Donald Trump spiazza tutti e scrive la storia mettendo piede in Corea del Nord in compagnia di Kim Jon-Un. I due leader hanno attraversato il confine tra le due Coree! 

Durante la crisi tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz degli ultimi mesi si parlava di una politica estera inconcludente da parte di Trump da parte di alcuni analisti, soprattutto quando prendevano come esempio “gli incontri con il dittatore nord coreano Kim-Jong-un che non hanno portato a nulla!”.

Ed ecco che, durante la visita programmata dopo il G20 di Osaka con il presidente sudcoreano Moon Jae-in nella Zona Demilitarizzata (DMZ), avviene l’incontro, organizzato senza l’uso di canali diplomatici, con il dittatore nordcoreano ed il conseguente ingresso nella Corea del Nord. Il tutto accompagnato da strette di mano, sorrisi e con i reporter che facevano a gara per immortalare da varie angolazioni quello che è a tutti gli effetti un evento storico, ovvero il primo Presidente americano a fare il suo ingresso in Corea del Nord!

Il Presidente Trump, ancora una volta, ha sorpreso tutti quanti, ammiratori e detrattori, dimostrandosi concreto (oltre che a specializzarsi in incontri bilaterali, anche informali). Una risposta efficace a chi, da noi, parlava di “incontri inutili“. Ora dovranno almeno correggere il tiro e, come ci vuole tempo per trovare un accordo tra due mondi all’opposto – il mondo libero americano e quello stalinista ancora rimasto in Nord Corea – così anche noi avremo pazienza con chi cercherà di snobbare l’evento o addirittura trovare le solite e inutili similitudini tra i due leader.

Salvo imprevisti, dovrà esserci un ulteriore incontro alla Casa Bianca in modo da portare avanti il lavoro verso un accordo, ormai nuovamente possibile.

Dopo aver mostrato i muscoli al dittatore coreano con l’invio di bombardieri nella penisola, nelle basi dell’Oceano Pacifico e le forze aeronavali nel Mar del Giappone, l’amministrazione americana ha sempre tenuto il canale diplomatico aperto e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, con l’incontro storico nella mattinata italiana.

La stessa cosa sta cercando di fare con l’Iran che, molto probabilmente sarà un tema della prossima campagna elettorale del 2020. Per trattare con paesi definiti “canaglia” dall’ex Presidente Bush Jr. ci vuole tempo e pazienza, per evitare uno scontro armato.

Si può criticarlo quanto si vuole o può non piacere il suo metodo ma nessuno può mettere in dubbio la buona volontà del Presidente Trump di trovare una via diplomatica e di perseguirla.

E anche il Papa, non certo un “trumpiano” e che parlava di “pericolo di guerra nucleare” fuori tempo massimo, ha lodato il gesto durante l’Angelus di mezzogiorno.

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