Cari europei, gli americani non sono dei “parrucconi”. Sulla stretta di mano di Trump alla Regina Elisabetta.

Ha destato scalpore ed orrore, almeno da parte media italiani, la stretta di mano energica del Presidente Trump alla Regina Elisabetta II.

Tralasciando la “sagra” (ridicola) degli interventi di sedicenti esperti del “linguaggio del corpo”, che, ormai immancabili, sbucano fuori da chissà dove quando The Donald fa qualche “strappo” al cerimoniale… i nostri “giornaloni” lo hanno subito bullizzato dandogli del “cafone”.

A parte il loro “sano” pregiudizio, i nostri pennivendoli si dimenticano e/o non conoscono (o forse fanno finta di non sapere) alcune cose di carattere storico e di attualità…

L’americano ed il cerimoniale… un brutto sposalizio!

Gli Americani, in politica, hanno ben poco a che fare con le formalità, i rituali ed i pesanti cerimoniali europei, anzi non ne hanno mai avute…

Già George Washington e Thomas Jefferson non erano avvezzi al Cerimoniale di Corte, non essendo di nobili origini ed anzi, dopo aver fatto degli umili lavoretti in gioventù, sono stati dei grandi proprietari terrieri – che sovente si sporcano mani e vestiti all’interno delle loro tenute. Benjamin Franklin ha svolto tutti i lavori possibili ed immaginabili e si sporcava le mani, oltre che d’inchiostro, anche di sudor di fronte! Tanto per citare alcuni dei “Padri Fondatori”.

L’ottimismo, la dinamicità, l’individualismo ed anti-formalismo, oltre alla possibilità di risorgere dopo i fallimenti, sono stati dei “marchi di fabbrica” dei coloni e dei futuri Stati Uniti d’America. Esplorare terre quasi vergini, con il pericolo di incontrare tribù ostili o belve feroci era un qualcosa che richiedeva un certo coraggio.

Un viaggiatore inglese nella prima metà dell’800 si stupì e scrisse nel suo diario del modo di fare così informale degli americani – tanto da non riuscire a distinguere la padrona di casa dalla domestica!

E “Sir” Barack Obama?

Passando a tempi a noi più vicini, ricordate l’ex-Presidente Barak Obama quando giocava a basket con gli uomini della sicurezza, oppure quando si fermava con il presidente Putin in una tavola calda ad ordinare Hamburger e Coca-cola? Allora andava bene, ma non è diverso da oggi.

E di George W. Bush? Che in visita ufficiale al Quirinale ed in Vaticano, a un certo punto, si era “liberato” della sua giacca?

Ma ve lo immaginereste un “Di Maio”, sempre vestito da prima comunione anche a tavola con i suoi genitori, arrivare davanti ai microfoni tutto sudato come fosse appena tornato dal campetto di calcetto? O Mattarella-imbalsamato-“eminenza grigia” mettersi in fila per ordinare in un fast-food?

La più grande democrazia del mondo non ha e mai ne ha avuto bisogno di parrucconi o liturgie formali di questo tipo perché sono… americani! Nella patria degli “uomini liberi e coraggiosi” non hanno avuto tempo per pensare a queste formalità.

O non sarà forse perché vi rode che ci sia uno come Trump che sta concludendo con successo il suo primo mandato?

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