L’Inferno Sanitario Californiano: programmi inefficaci, troppe tasse e pochi medici per abitante!

Come tutti sappiamo, uno dei cavalli di battaglia dei democratici è statalizzare l’intero sistema sanitario americano, con il candidato marxista-leninista Bernie Sanders che ha parlato addirittura di eliminare la longa manus privata in questo settore.

Questa battaglia viene ovviamente portata avanti a livello locale, e possiamo quindi analizzare lo stato più liberal di tutti, la California, per vedere i successi che il partito democratico porterebbe portare poi a livello federale una volta al governo.

Lo Stato in questione ha un budget di circa 200 miliardi e più di 1/3 viene speso nella Sanità, mentre gli investimenti da parte di imprese e altri enti privati supera i 100 miliardi.

Sfortunatamente, si fa per dire, tutte queste spese non hanno reso il sistema sanitario californiano più accessibile: infatti uno studio sulla qualità sanitaria condotto dal Mercatus Center della George Mason University pone la California al 40° posto dei 50 Stati.

Accessibilità del sistema sanitario californiano

L’accessibilità non si calcola solamente sulla percentuale di cittadini che non hanno un’assicurazione, anche perché avercela può essere inutile se non si ha un adeguato numero di dottori o di strutture, e se non si possono garantire determinati tipi di cure.

Per esempio, molti dottori si sono rifiutati di visitare i cittadini più poveri a causa di rimborsi troppo bassi. Nel 2017 Medi-Cal (un programma sanitario statale aggiuntivo, oltre a Medicare) ha rimborsato gli operatori sanitari il 50% in meno rispetto a Medicare e dal 2015 ad oggi il numero di medici che partecipano a questo programma è diminuito del 63% (dati California Health Care Foundation).

Oltre al decennale mal governo democratico dello Stato, bisogna anche considerare la peggior legge sanitaria che la mente umana potesse mai concepire, l’Obamacare. Mischiando questi due fattori otteniamo come risultato che gli abusi dell’emergency department sono aumentati del 10%.

Nonostante la percentuale dei non assicurati in California sia di circa il 7,8%, molti di questi dati non vengono considerati.

La tassazione punitiva sui risparmi

Sempre secondo lo studio del Mercatus Center il “Golden State” performa peggio della media federale in diversi ambiti del sistema sanitario.

Un fattore determinante sono sicuramente le tasse, che colpiscono principalmente dottori e strumenti medici. Lo Stato della California, inoltre, colpisce fiscalmente anche chi mette da parte i risparmi nei cosiddetti Health Savings Accounts (HSA).

Gli HSA sono uno dei modi più efficienti per abbassare i costi sanitari, in quanto sono dei grandi fondi, sui quali non si applica nessuna tassa federale e – in molti casi, ad eccezion fatta proprio dalla California – nemmeno statale) che vengono utilizzati da chi fa parte degli “High Deductible Plans”, ovvero piani assicurativi con premi molto bassi ma con diverse prestazioni non coperte. Gli High Deductible Plans sono stati pensati per incentivare maggiormente una sanità di “mercato”.

La Guerra al Capitalismo

Non ci può ovviamente stupire se l’attuale guerra al capitalismo da parte dei dem, colpisca anche questo settore. Il Mercatus Center sottolinea infatti come politiche pro-businesses potrebbero ridurre i costi e migliorare la qualità del servizio.

La California colpisce duramente anche il “Direct Primary Care”, ovvero delle vere e proprie trattative commerciali tra paziente e dottore bypassando di conseguenza l’intero apparato assicurativo.

La mancanza di dottori e operatori sanitari

Un altro punto da prendere seriamente in considerazione (frutto del mix di queste politiche) è la mancanza di dottori e altri operatori sanitari. Secondo la University of California-San Francisco solo 2 aree dell’intero Stato hanno più di 60 dottori ogni 100.000 abitanti.

Il caso più critico è l’Inland Empire Region, zona sud-est di Los Angeles con solamente 39 dottori ogni 100.000 abitanti.

È evidente quindi che l’obiettivo democratico non è garantire cure di qualità ad un basso costo, bensì redistribuire equamente la malasanità.

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