Gli USA all’Italia: servono riforme strutturali e una gestione fiscale più prudente

Il Dipartimento del Tesoro americano inserisce l’Italia nella lista dei partner commerciali sotto osservazione, della quale fanno parte anche Cina, Giappone, Germania, Corea del Sud, Irlanda, Vietnam, Singapore e Malesia.

Anche l’Italia è entrata a fare parte di un gruppo ora composto da un totale di 9 partner commerciali degli Stati Uniti le cui politiche economiche e valutarie sono monitorate attentamente dall’amministrazione Trump per individuare pratiche “ingiuste” o squilibri eccessivi.

E’ quanto emerso dal rapporto semestrale diffuso dal Dipartimento del Tesoro americano sulle politiche valutarie dei partner commerciali degli USA, e nel quale la Cina non è stata tacciata di essere un “manipolatore di valuta” (forse per evitare un’ulteriore escalation delle tensioni commerciali). Le pratiche valutarie di Pechino tuttavia rimangono fonte di preoccupazioni. Nessuno degli Stati citati nel rapporto è infatti accusato da Washington di manipolare la moneta. Alla Cina, però, viene chiesto di contrastare le spinte distorsive del mercato, compresi i sussidi e le imprese controllate dallo Stato, come ha scritto in una nota il ministro del Tesoro americano, Steven Mnuchin.

Il quadro dell’Italia…

La fotografia che il Dipartimento del Tesoro ha scattato del nostro Paese cita quella fatta dal FMI. L’Italia dovrebbe adottare riforme strutturali fondamentali per migliorare la crescita , ridurre la disoccupazione ed il debito pubblico – che sono ancora troppo alti – e salvaguardare la sostenibilità fiscale ed esterna. L’Italia è alle prese con debolezze strutturali di lunga data che hanno contribuito a una crescita bassa.

Il Dipartimento del Tesoro americano non manca di sottolineare come l’alto debito pubblico si una fonte cruciale di vulnerabilità e che i piani sulla legge di bilancio proposti hanno aumentato le preoccupazioni sulla sostenibilità di lungo termine delle finanze pubbliche. Il reddito di cittadinanza e le riforme pensionistiche (ossia la famigerata “Quota 100” – volutamente non esplicitamente citata) sono alla base di quelle che negli USA sono viste come voci di spesa destinate probabilmente a salire portando ulteriore incertezza nell’outlook fiscale e finanziario del Paese.

L’America di Trump non le manda certo a dire all’Italia di Giuseppe Conte che per evitare una crescita bassa con un debito alto è cruciale adottare riforme strutturali al fine di sciogliere rigidità con radici profonde e per aumentare la competitività e la crescita potenziale. Nei prossimi anni l’Italia dovrebbe optare per una gestione fiscale prudente, muovendosi verso una politica fiscale più a favore della crescita e con spese meglio mirate per potere ridurre le sue vulnerabilità e migliorare la fiducia degli investitori. Washington chiede anche riforme del mercato del lavoro per affrontare l’ampliamento delle differenze tra Italia e il resto dell’Area-euro in termini di costo del lavoro unitario. 

Stando al rapporto, gli USA sono per l’Italia la terza maggiore destinazione delle sue esportazioni, con un avanzo commerciale in beni verso l’America salito a 32 miliardi di dollari nel 2018. Il nostro surplus commerciale nei servizi è stato di 4 miliardi. 

A dimostrazione della linea dura sposata da Washington, il Dipartimento del Tesoro, guidato da Steven Mnuchin ha adottato alcune modifiche nella stesura del rapporto in base alle quali ora analizza tutti i partner commerciali i cui scambi in beni con l’America superano annualmente i 40 miliardi di dollari. L’obiettivo è identificare in modo migliore pratiche valutarie ingiuste o squilibri eccessivi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...