Fracking: “The American Miracle”

Nella storia energetica americana, il 29 settembre 2016 è stato un giorno chiave, l’Opec stava tentando all’incirca da 2 anni di mandare in bancarotta l’industria petrolifera statunitense, vendendo barili di petrolio sotto la soglia di profitto, finché il cartello (pilotato da Russi e Sauditi) decise di stoppare questa politica di prezzo perché avevano fatto i conti senza l’oste.

La speranza iniziale è che gli alti costi di estrazione mettessero fuori gioco il petrolio a stelle e strisce, in modo tale che l’OPEC continuasse ad avere enormi introiti, il risultato ottenuto però è stato l’esatto contrario di quanto sperato ed è un vero e proprio capolavoro di puro capitalismo americano. Le aziende della cosiddetta “Shale Industry” hanno risposto con investimenti che hanno portato ad una forte innovazione tecnologica che ha consentito di incrementare l’efficienza e tagliare i costi.

Sono stati adottati i cosiddetti “multi-pad wells” (ovvero 1 sito di estrazione centrale dal quale poi partivano molteplici corridoi di estrazione), hanno investito sul “data mining” per migliorare continuamente la performance e sulla conseguente innovazione tecnologica. Quando l’OPEC decise di rialzare i prezzi, si trovò di fronte a maggior produzione americana ad un costo minore.

Il risultato degli investimenti statunitensi, maggior produzione a minor costo
Il risultato degli investimenti statunitensi, maggior produzione a minor costo

In molti si sorprendono che le trivellazioni orizzontali e le “fratture idrauliche” (fracking) vengano effettuate solo ed esclusivamente in America, sebbene queste tipologie di rocce si trovino praticamente ovunque, ma la motivazione è semplice, non basta la geologia.

Il Fracking necessita di acqua ad alta pressione che apre la roccia e grazie alla sabbia con la quale viene mischiata si possono estrarre petrolio e gas naturale.

Questo successo è dovuto a piccoli imprenditori che si sono staccati dalle grandi compagnie petrolifere, i diritti minerari inoltre, sono un concetto esclusivamente americano. In molti danno per scontato che il petrolio o il gas che trovano sia di loro proprietà, in realtà in molti casi vi è l’intervento del governo che acquisisce immediatamente i pozzi.

I grandi proprietari terrieri contrattano continuamente con le imprese del settore per trovare un accordi che portino benefici economici ad entrambe le parti, questo ha consentito anche ad un’apertura da parte delle diverse comunità locali che si vedono riconosciuti i vantaggi economici e non, visto che il settore della produzione energetica offre tra l’altro molti posti di lavoro.

La strada verso l’indipendenza energetica sta indubbiamente migliorando la posizione geopolitica americana, si sta infatti iniziando ad esportare molto gas e le importazioni di petrolio vengono da paesi alleati come ad esempio il Canada.

Riduzione delle importazioni di petrolio negli USA

Riduzione globale delle importazioni di petrolio negli USA

Aumento delle importazioni di petrolio 🛢 da paesi non OPEC

Aumento delle importazioni di petrolio 🛢 da paesi non OPEC

La “Shale Revolution” rappresenta al meglio il cuore pulsante del capitalismo americano, che ha sconfitto il cartello OPEC .

I successi di questa rivoluzione : investimenti, imprenditorialità, tutela dei diritti minarari, alto tasso tenologico nel processo di estrazioneI successi di questa rivoluzione : investimenti, imprenditorialità, tutela dei diritti minerari e alto tasso tenologico nel processo di estrazione

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