20 Maggio 1768: Nasceva Dolley Madison, la quarta “first lady”.

Esattamente 251 anni fa, nasceva Dolley Madison quarta first lady degli Stati Uniti d’America.

Dolley Payne, questo il cognome da nubile, nasce a Guilford  County nella Carolina del Nord il 20 Maggio 1768.

Il 7 Gennaio 1790, a soli 21 anni, sposa a Philadelphia il giovane avvocato John Todd, del quale prende il cognome e che gli darà due figli, John e William Isaac. Tuttavia, il loro è un matrimonio breve. Tre anni dopo, in seguito allo scoppio di una terribile epidemia, John muore di febbre gialla.

E’ proprio grazie ad Aaron Burr, esponente di spicco del Partito Democratico-Repubblicano e futuro vicepresidente degli Stati Uniti, che Dolley conosce nel maggio del 1794 James Madison, di 17 anni più grande di lei. I due convolano a nozze il 15 Settembre dello stesso anno.

Proprio in seguito al matrimonio con il futuro quarto presidente degli Stati Uniti, che Dolley viene allontanata dalla comunità quacchera di cui faceva parte, per aver sposato un uomo di fede presbiteriana.

Nonostante tutto, ella già dai primi di matrimonio si rivela un punto fermo per James. L’uomo infatti è molto timido e pacato, mentre la donna è molto tenace e sicura sé, lo dimostra spronando il marito nella sua ascesa fino ai vertici della politica americana.

E’ proprio durante la campagna per la corsa alla Casa bianca del marito, nel 1809, che la popolarità di Dolley esplode in tutta la sua dirompenza. Nonostante le voci messe in giro da alcuni vicini al  Partito Federalista ne 1808. Tali voci volevano che ella avesse una relazione clandestina con il presidente uscente Thomas Jefferson. La popolarità della futura first lady esploderà nuovamente in seguito alla campagna delle elezioni del 1812.

E’ proprio in quanto first lady che lady Madison, come viene chiamata dai giornali americani, rivela tutta la sua esuberanza fissando il canone della tipica “moglie del presidente”.

Se  James Madison è presidente degli Stati Uniti, Dolley Madison è la signora indiscussa della Casa bianca. Ne fa ridipingere le stanze pubbliche, insistendo su motivi più barocchi e sfarzosi, in modo da impressionare i diplomatici stranieri che lei stessa accoglie vestita in modo regale, per quanto semplice. Il suo stile e il suo abbigliamento ne fanno una vera e propria icona pubblica di stile, una sorta di Jackie Kennedy ante litteram.

I diplomatici stranieri parlano di lei come una donna esuberante e piena di interessi, un’abile conversatrice capace di mettere loro e le loro famiglie a proprio agio, un’autentica donna di casa in grado di costruire un proprio bacino di alleanze che nulla ha da invidiare al marito.

Ma la signora Madison è anche una filantropa di tutto rispetto.  Di tasca sua finanzia la costruzione di una casa di accoglienza per orfani a Washington DC e finanzia lautamente una delle scuole cattoliche locali, dopo aver stretto amicizia con le suore che la dirigono. Inoltre, mentre il Campidoglio è in fase di completamento, organizza una gara di lancio di uova per bambini sul prato dove sta sorgendo il palazzo.

Nota è anche la grande influenza che ella esercita sul quarto presidente degli Stati Uniti. Quando Madison pensa di riportare la capitale a Philadelphia, Dolley lo spinge a recedere dai suoi propositi. Non solo perché la first lady ama molto la città di Washington, ma anche perché sa cosa Washington DC rappresenti, un distretto neutro che non rientra in nessuno degli stati.

Il suo patriottismo ha fatto sorgere numerosi aneddoti leggendari intorno alla sua figura. Qua ne riportiamo due.

Il  primo è legato proprio al suo amore per Washington. Durante la guerra del 1812, l’esercito britannico, come rappresaglia in seguito all’attacco statunitense contro alcuni possedimenti della corona in Canada, appicca il fuoco proprio alla capitale degli Stati Uniti. L’incendio colpisce anche la Casa bianca. Secondo quanto riportato, Dolley si sarebbe rifiutata di lasciare l’edificio insieme al marito, prima di essersi assicurata che il grande ritratto di George Washington, che ancora campeggia nella sede del presidente, fosse rimosso e messo al sicuro.

Il secondo aneddoto, nato sempre in seguito alla guerra del 1812, vuole che fosse stata proprio Dolley a suggerire al marito di mandare il giovane avvocato, scrittore e poeta Francis Scott Key di recarsi sulla nave britannica HMS Tonnant per trattare il rilascio di alcuni prigionieri.  Proprio in questa occasione, Francis Scott Key assiste alla battaglia di Baltimora e all’assedio britannico di Fort McHenry, dal 12 al 15 Settembre 1814. L’eroica resistenza dei soldati statunitensi ispirerà poi al giovane una poesia dal titolo The Defence of Fort McHenry (La Difesa di Fort McHenry), le cui parole diverranno il testo di The Star Spangled Banner, l’inno nazionale.

Dolley Madison, dopo la fine della presidenza del marito, prosegue nel suo attivismo filantropico fino alla morte, avvenuta nell’amata Washington il 12 Luglio 1849.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...