L’Alabama Human Life Protection Act: la contro-legge che bilancia quella radicale abortista fatta dallo Stato di New York

Conosciuta anche come HB 314, si tratta della legge più severa contro l’aborto che bilancia, in qualche modo, quella radicale abortista fatta dallo Stato di New York

Lo Stato dell’Alabama sta facendo parlare di sé in questi giorni per la proposta di legge sull’aborto, ora diventata legge a tutti gli effetti con la firma del Governatore. Anzi, legge contro l’aborto, ed è la più severa in materia. Prevede fino a 99 anni di carcere per la sua violazione – anche nei casi di incesto o stupro. L’unica eccezione è in caso di grave rischio di salute per la madre.

La Gov. Kay Ivey (R), dopo aver messo la firma sul documento (per l’approvazione della mancava solo la sua firma) ha dichiarato:

Oggi ho firmato l’Alabama Human Life Protection Act. Per molti sostenitori del disegno di legge, questa legislazione rappresenta un potente testamento. Per la profonda convinzione degli abitanti dell’Alabama significa che ogni vita è preziosa, è un dono di Dio.

Viene ridimensionata la sentenza della Corte Suprema, la famosa Roe vs Wade del 1973, di cui la stessa Governatrice chiede di rivedere quella decisione, visto che si tratta di un argomento complesso e per il fatto che lei, come molti americani, è in disaccordo. Molti Stati dell’Unione governati dai Repubblicani hanno adottato misure di legge Pro-Life e già all’epoca della sentenza della Corte Suprema, nei turbolenti anni 70, i repubblicani e i movimenti cristiano-evangelici, come la Moral Majority, erano contrari.

Un “Abraham Lincoln” ad una manifestazione Pro-Life

Questa legge sembra essere la risposta alla Reproductive Health Act, che “protegge la vita e la salute del paziente”, ad opera del Governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo (D-NY) dello scorso gennaio.

In alcuni Stati Democratici invece le proposte Pro-Life vengono bloccate dal veto dei propri governatori. E’ successo ad esempio in Montana, dove il Gov. Steve Bullock (D) – tralaltro, candidato alle primarie dem del 2020 – mette il veto su una proposta di legge che protegge i neonati sopravvissuti a un aborto. Con questa proposta i medici avrebbero curato il neonato se ci fossero state evidenze di vita – battito cardiaco, movimenti o anche semplici pulsazioni. Chi non l’avrebbe rispettata si sarebbe preso una multa da 50.000 dollari e 20 anni di carcere.

In Michigan, il nuovo Gov. Gretchen Whitmer (D) ha promesso il veto su una proposta per vietare gli aborti di “smembramento” (dismemberment abortion), cioè sopprimere il feto, anche se sano, senza anestetizzarlo, senza cioè la “dolce morte”. I movimenti Pro-Life hanno promesso che lanceranno una petizione per approvazione anche senza la firma del governatore.

Polemiche e isteria da parte democratica – o liberal se preferite- a proposito dell’Alabama e degli Stati anti-aborto, con Hillary Clinton che parla di attacco alla vita delle donne e alle libertà fondamentali, appellandosi anche ai diritti umani, concetto ormai abusato da più parti. Non paga, su twitter lancia una campagna per finanziare fondazioni abortiste e per eleggere candidati pro-choice.

I divieti di aborto in Alabama, Georgia, Kentucky e Mississippi stanno applaudendo gli attacchi sulla vita delle donne e sulle libertà fondamentali. I diritti delle donne sono diritti umani. Non torneremo indietro.

E dire che ai tempi del marito alla Casa Bianca era una sostenitrice evangelica contro l’aborto.

Il vecchio Bernie Sanders twitta sul diritto costituzionale dell’aborto e contro quelli che chiama Stati “estremisti”, accusandoli di prendere finanziamenti federali.

Ma la peggiore di tutte è Alyssa Milano, attrice e liberal, con il sua campagna Sex Strike che trova inaspettatamente l’applauso e l’ironia di chi segue i precetti cristiani di astinenza dal sesso (lei lo chiama sciopero, che fa tanto progressista) o chi comunque conosce la dottrina cristiana, facendo un clamoroso auto-gol.

I media-liberal hanno trovato, come capro espiatorio, i 25uomini bianchi repubblicani che hanno deciso di votare per la HB 314″ e i social si sono scatenati con l’hastag “Alabama Odia le Donne -#AlabamaHatesWomen. Senza contare che esistono le attiviste Pro-Life, del tutto ignorate dai mainstream media.

Secondo la giornalista conservatrice Katie Yoder, per il 58% degli abitanti adulti dell’Alabama l’aborto deve essere illegale, di questi il 49% sono uomini e ben il 51% donne. Senza contare che il Governatore Kay Ivey è donna! Dare la colpa ai 25 esponenti repubblicani, evidenziando sesso e razza, non fa altro che alimentare false battaglie ideologiche, facendo passare le donne come vittime e tutte dalla parte dei movimenti femministi come il MeToo.

“L’Alabama affronta la Roe vs. Wade”

L’argomento è molto vivace negli Stati Uniti e per certi versi interessante, con i Dem appoggiati dalle star hollywoodiane con la loro propaganda che in qualche caso, come per l’attrice Alyssa Milano, emulano le gaffes e l’ignoranza degne di AOC, e dall’altra parte quella che viene definita maggioranza silenziosa che da tempo ha smesso di tacere, grazie anche a questa amministrazione, decisamente schierata con i movimenti Pro-Life.

Che i tempi sono cambiati lo si nota anche con alcuni film usciti di recente, che mettono sotto accusa le pratiche abortiste fatte da produttori coraggiosi e da coraggiose attrici come Ashley Bratcher protagonista di Unplanned, per nulla preoccupate di un possibile rischio per la loro carriera.

Manifestazione Pro-Life americana

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