Trump ancora una volta si dimostra un gran negoziatore!

di Maurizio Rocco

Di seguito vi elenco cinque motivi per cui l’accordo con la Cina in realtà è molto più vicino di quanto si pensi:

1. Strategia: il Tweet di Trump, come sempre lui è solito fare, funge da semplice monito alla Cina: non vi è nessuna volontà da ambo le parti in realtà di far saltare le trattative;

2. Motivazione: non è un caso che il tweet di Trump sia arrivato proprio il giorno dopo che la Corea del Nord abbia ripreso a effettuare test missilistici che non faceva dal 2017. Trump non vuole interferenze negli accordi con la Cina e la stessa cosa la vuole Xi Jinping, per questo motivo il POTUS lancia messaggi minatori in maniera quasi terroristica, per rimettere al centro del mondo l’importanza e il potere centrale che è ANCORA degli USA, alla luce anche dei recenti dati sulle economie dei due continenti, che vedono gli Stati Uniti sempre più forti;

3. Politica Interna: Trump ha necessità di chiudere un accordo per poterlo vendere al suo popolo, come accordo che Obama e i Dem non avevano mai fatto favorendo la Cina a discapito degli USA e che lui è l’unico abile negoziatore che può portare avanti le istanze americane in qualsiasi contesto, dai trattati, alla politica estera, alla NATO, al Congresso ecc….

4. Crescita Cinese: anche la Cina dal suo canto ha necessità di chiudere un accordo, come si evince da alcuni grafici (che posso fornire su richiesta) la Cina è stata fortemente svantaggiata dai forti danni commerciali subiti a causa dell’amministrazione Trump, con la sua economia entrata in recessione e crescita del PIL più bassa da 20 anni. Prima infatti se Xi Jinping, forte degli stimoli fiscali della sua Banca Centrale era deciso a non mollare nemmeno un centimetro, ora sembra costretto ad arrendersi alle richieste di Trump per evitare altro spaccio di droga monetaria al suo paese;

5. Gli altri accordi commerciali: Trump, dopo aver attaccato il Canada, è riuscito a farci un nuovo trattato commerciale, ora attaccando la Cina sta per portare a casa un altro trattato sempre dalla sua parte, dopo crediamo toccherà a Giappone, India e, infine, a quell’Europa che sarà ormai accerchiata, e indebolita anche dalle elezioni europee che vedranno una crescita esponenziale dei sovranismi: sarà quindi l’occasione d’oro per dare l’attacco finale e definitivo alla Germania.

Insomma, direi che non ci sono più dubbi, Trump sembra sempre più forte e le sue ricette, liberali però tese sempre al sociale, sembrano essere quelle che funzionano.

Lungi da me dal voler evocare Marx, però si sta avverando a pieno la sua profezia: “la talpa del populismo scaverà sotto la terra dove si edifica la Cattedrale della Globalizzazione, e la storia tornerà col carico degli interessi”.

Abbiamo pazienza e fiducia, Trump is #MakingTheWorldGreatAgain

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