Il vice Attorney General Rod Rosenstein ha presentato le dimissioni.

Il sostituto procuratore generale Rod Rosenstein, spesso si è trovato polticamente sotto i riflettori causa del suo ruolo nell’indagine del consigliere speciale Robert Mueller. Rosenstein sovraintendeva all’indagine sulla collusione con la Russia, in quanto l’ex Attorney General Jeff Sessions aveva ricusato se stesso nell’ambito della stessa e quindi la supervisione è toccata al 2° in comando al Dipartimento di Giustizia (DOJ).

Lunedì 29 aprile, ha presentato le sue dimissioni al presidente Trump , con decorrenza dall’11 maggio.

L’Attorney General William Barr in una dichiarazione ha detto che Rosenstein ha servito il Dipartimento di Giustizia “con dedizione e distinzione“.

La sua devozione al Dipartimento e la sua professionalità non ha eguali“, si legge nella dichiarazione. “Nel corso della sua illustre carriera nel governo, ha affrontato molte situazioni difficili con forza, grazia e buon umore.

Nella sua lettera di dimissioni, Rosenstein ha ringraziato Trump “per l’opportunità di servire, per la cortesia e l’umorismo che spesso esponi nelle nostre conversazioni personali e per gli obiettivi che hai fissato nel tuo discorso inaugurale: patriottismo, unità, sicurezza, educazione e prosperità, perché “esiste una nazione per servire i suoi cittadini“.

Fox News ha riferito che Barr avrebbe scelto, come sostituto di Rosenstein, Jeffrey Rosen che attualmente ricopre il ruolo di vice segretario del Dipartimento dei trasporti degli Stati Uniti.

Rosenstein e Barr hanno visionato il rapporto finale di Muelller e hanno concluso che non ci fossero prove sufficienti per il reato di ostruzione alla giustizia da parte del Presidente Trump.

Rosenstein era balzato agli onori della cronaca oltre a essere il bersaglio dell’ira di Trump, quando qualche mese fa l’ex vicedirettore dell’FBI Andrew McCabe aveva, in discussioni private, parlato della possibilità di effettuare registrazioni segrete e quindi illegali del Presidente per raccogliere prove per cercare di eliminarlo e tutto questo sarebbe avvenuto nei giorni successivi al licenziamento del direttore dell’FBI James Comey.

Trump li ha accusati di perseguire un complotto sovversivo contro di lui. Rosenstein, tuttavia, ha negato di aver pensato di effettuare una registrazione del presidente e di aver anche solo immaginato di invocare il 25 ° emendamento per rimuovere Trump dall’incarico.

Da sinistra: Rod Rosenstein, Jeff Sessions, Andrew McCabe

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