La stella Ocasio-Cortez brilla sempre di meno: precipita nei sondaggi di gradimento

Interessante come i “centristi” tutto d’un tratto ignorino o minimizzino gli effetti di razzismo, sessismo e fake news, quando si discute del tasso di approvazione di AOC.

Questo il testo di un tweet di David Atkins del 18 Marzo 2019, ritwittato poco dopo da Alexandria Ocasio-Cortez in persona.

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Il problema evidenziato dal tweet di David Atkins esiste, ma non per lo stesso motivo per cui lui, AOC e gli altri nell’ala progressista del Partito Democratico ritengono sussista: bensì per uno molto, molto più semplice: per le idee di Ocasio-Cortez.

Così come è facile dare la colpa alla stupidità dei propri avversari, però, è anche facile dare la colpa alle idee di AOC e dei suoi seguaci. Perché mai, dunque, si dovrebbe attribuire la causa della bassissima popolarità di Ocasio-Cortez a lei stessa e non a fattori “esterni”?

Cominciamo col dare un’occhiata ad alcune delle sue azioni sino ad oggi.

Prima di diventare rappresentante al Congresso, Ocasio-Cortez prese parte al programma Firing Line, dove le fu chiesta la sua posizione sul conflitto israelo-palestinese. Come se ci fosse bisogno di dirlo, ha avuto difficoltà a rispondere.

La maggior parte dei voti avvenuti nel mese di Gennaio hanno riguardato il budget per l’anno fiscale 2019 e tentativi di superare lo shutdown governativo di inizio anno, il primo, e per ora unico, voto controverso di AOC è stato il 23 Gennaio, quando ha votato contro una legge per riaprire l’attività del governo e finanziare i servizi governativi, perché includeva finanziamenti per l’ICE (l’Immigration and Customs Enforcement). Questa la dichiarazione della Cortez a riguardo, affidata a una Instagram Story (!?) (si noti l’utilizzo del noi al posto dell’io):

Non abbiamo votato con il resto del Partito perché le spese includevano fondi aggiuntivi per l’ICE, e la nostra comunità è decisa nel non sovvenzionare l’organizzazione.

Successivamente, circa tre settimane dopo, la neo-rappresentante al Congresso per il 14° distretto elettorale di New York ha fatto saltare un accordo tra il governatore dello Stato, Andrew Cuomo, ed il gigante della distribuzione Amazon, accordo che avrebbe portato alla creazione di 25.000 posti di lavoro

 

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