Mitch McConnell, il Majority Leader dei Repubblicani al Senato

Cominciamo la nostra rassegna sui senatori repubblicani. Sarà un modo per conoscere la loro biografia e anche alcuni episodi della storia e della politica americana che li ha visti protagonisti.

Non potevamo non iniziare con “Sua Maestà” il senatore anziano del Kentucky e leader della maggioranza repubblicana al Senato: Mitch McConnell.

La sua storia è lunga ma è molto importante per comprendere molte delle dinamiche che hanno caratterizzato l’andamento della politica americana fino ad oggi. È stato infatti il regista dell’opposizione parlamentare a Obama, nonché regista dei maggiori successi ottenuti al senato dall’amministrazione Trump in questi primi due anni, specialmente in riferimento all’approvazione delle nomine dei giudici della Corte Suprema.

McConnell è nato il 20 febbraio 1942 a Sheffield, in Alabama e vanta un’ascendenza scozzese-irlandese. Nel 1956, la sua famiglia si trasferì a Louisville, nel Kentucky, dove ha frequentato la “duPont Manual High School”. Si è laureato all’Università di Louisville con un Bachelor in scienze politiche nel 1964: è stato presidente del corpo studentesco e membro della fratellanza “Phi Kappa Tau”. Dopo la laurea, all’età di 22 anni, McConnell iniziò l’internato per il senatore John Sherman Cooper (R-KY), e questa esperienza lo ispirerà a correre in seguito anch’egli per il Senato. Nel 1967, McConnell si è laureato in legge presso il College of Law dell’Università del Kentucky.

Nel marzo del 1967, dopo la laurea, McConnell si arruolò nella US Army Reserve, sempre a Louisville. Questa era una posizione ambita, perché le unità della Riserva erano per lo più tenute lontane dal combattimento durante la guerra del Vietnam. Poco dopo il suo arrivo, gli è stato diagnosticato una neurite ottica ed è stato giudicato non idoneo al servizio militare. Dopo appena cinque settimane a Fort Knox fu congedato con onore.

Dopo essere stato aiutante del senatore Marlow Cook (R-KY) a Washington D.C. e aver lavorato nel comitato elettorale di Tom Emberton per la corsa (infruttuosa) a Governatore del Kentucky e aver tentato invano di correre per un seggio alla State House, lavora in uno studio legale per alcuni anni. Nel 1974 ritorna a Washington D.C. come assistente presso il Procuratore generale degli Stati Uniti d’America durante la Presidenza Ford, dove lavora a stretto contatto con Antonin Scalia. Nel 1977 viene eletto executive chief (un ex alto ufficio politico) della Jefferson County, Kentucky.

McConnell è stato eletto per la prima volta al Senato degli Stati Uniti nel 1984, ed è poi stato rieletto per cinque volte da allora. Dal 1998 al 2000, è stato presidente del comitato nazionale dei senatori repubblicani. Viene eletto per la prima volta come Majority Whip nel 2003. Nel 2007, è diventato Minority Leader; ha ricoperto questo ruolo fino al 2015, quando i repubblicani, riconquistato il controllo del Senato nelle elezioni di midterm del 2014, venne riconfermato alla guida della maggioranza repubblicana al Senato ed eletto Majority Leader.

McConnell era noto come “pragmatico” o “repubblicano moderato” all’inizio della sua carriera politica, ma ha virato con il tempo sempre più su posizioni di destra.

È noto per aver guidato l’opposizione a regolamenti più severi per il finanziamento delle campagne elettorali (la riforma bipartisan “McCain-Feingold” o “Bipartisan Campaign Reform Act” (BCRA) del 2002 – definita da McConnell “né equa, né equilibrata, né costituzionale”) sostenendo che i regolamenti finanziari troppo rigidi riducono la partecipazione alle campagne elettorali e proteggono chi è stato già eletto dalla competizione:

“Il peggior giorno della mia vita politica è stato quando il presidente George W. Bush ha firmato il McCain-Feingold”.

La legge trattava del finanziamento delle campagne e della regolamentazione delle spese da parte di aziende ed organizzazioni, oltre al finanziamento da parte di queste degli spot pubblicitari a ridosso delle elezioni. L’opposizione di McConnel è culminata nelle sentenze della Corte suprema del 2003 e del 2009 (“Citizens United vs. Federal Election Commission”), l’ultima delle quali ha parzialmente annullato la BCRA. La sentenza ha riconosciuto che la clausola sulla libertà di espressione del Primo Emendamento alla Costituzione proibisce al governo di limitare le spese indipendenti per le comunicazioni da parte di organizzazioni senza fini di lucro, società a scopo di lucro, sindacati, e altre associazioni. McConnell è da sempre un sostenitore del “free speech”.

Durante la presidenza Obama, l’ostruzionismo della minoranza parlamentare ha raggiunto i massimi storici al Senato, poiché McConnell insisteva sul fatto che qualsiasi progetto di legge che attraversasse il Senato necessitasse di una maggioranza maggiore (60 voti anziché 50), invocando una vecchia regola esistente sin dalle origini dell’assemblea.

I politologi descrivono McConnell come la figura principale (assieme a Newt Gingrich) della trasformazione del Partito Repubblicano in “un partito orientato sempre più a non governare ma a rendere impossibile governare”

“Ha negato anche il minimo sostegno repubblicano alle principali iniziative presidenziali”. Va ricordato che allora (2008) i repubblicani erano minoranza sia alla Camera sia al Senato.

McConnell si è impegnato per contenere al minimo il sostegno dei repubblicani alle principali iniziative presidenziali: facendo uso frequente dell’ostruzionismo (filibustering) e bloccando un numero senza precedenti di nomine presidenziali, anche e sopratutto quelle per gli incarichi giudiziari. Gli scienziati politici hanno fatto riferimento all’utilizzo dell’ostruzionismo da parte di McConnell come “braccio di ferro costituzionale“, riferendosi all’uso improprio di strumenti procedurali in un modo che mina la democrazia. Ma questa sua intransigenza ha portato i democratici a fare dei grossi passi falsi: nel 2013, quando l’allora leader della maggioranza dem al Senato modificò il regolamento ed eliminò l’ostruzionismo per tutte le nomine presidenziali, eccetto che per la Corte Suprema, quasi la metà di tutte le invocazioni alla “clotture” (chiudere un ostruzionismo) nella storia del Senato si sono verificate durante la presidenza Obama. Ricordiamo che la strategia di tagliare le procedure legislative o scavalcare l’ostruzione attraverso le modifiche ai regolamenti parlamentari di una qualunque assemblea legislativa per facilitare l’approvazione di provvedimenti graditi alla maggioranza al governo è guardato con molta preoccupazione da parte degli studiosi di diritto costituzionale.

McConnell ha ritardato e ostacolato con successo la riforma dell’assistenza sanitaria “Obamacare” e la riforma bancaria, che sono stati i due atti principali della legislazione che i democratici hanno cercato di approvare all’inizio dalla presidenza Obama: rallentando le procedure di approvazione McConnell guadagnava tempo, costringendo i leader democratici a difficili compromessi riguardo a quali misure valeva la pena di proseguire. Dato che i democratici avevano solo due anni per attuare il maggior numero possibile di programmi, il rallentamento della capacità del Senato di elaborare anche misure di routine, limitava l’enorme volume di provvedimenti “liberal” che potevano essere adottati. La ferrea strategia seguita da McConnell ha favorito negli anni la riconquista repubblicana della Camera prima (nel 2012) e del Senato poi (nel 2014): infatti qualsiasi compromesso avrebbe vanificato gli sforzi del Partito Repubblicano di ottenere grandi risultati dopo la “batosta” del 2008. Infatti, McConnell ha compreso che l’ostruzionismo e l’unità del Partito erano il modo ottimale per assicurarsi guadagni nelle successive elezioni, dopo aver osservato come la cooperazione democratica con l’amministrazione Bush su alcuni provvedimenti avesse favorito la reiezione dello stesso Bush nel 2004.

McConnell si è guadagnato la reputazione di esperto politico sia strategico che tattico.

Tra le vittime cadute sotto le sue tattiche ostruzionistiche spicca la bocciatura della nomina alla Corte Suprema del giudice Merrick Garland, nel 2016. Il presidente Obama aveva nominato Garland come giudice della Corte suprema per colmare il posto vacante creatosi alla morte del gigante Antonin Scalia. I senatori repubblicani si sono però rifiutati di votare su questa nomina fatta durante l’ultimo anno della presidenza, senza quindi una piena legittimazione elettorale, ed insistendo sul fatto che il successore di Scalia dovesse essere scelto dal prossimo presidente eletto. McConnell ha poi descritto la sua decisione di bloccare la nomina di Garland come:

“la decisione più importante che ho preso nella mia intera carriera politica”.

Ha sostenuto inizialmente Rand Paul nelle primarie repubblicane del 2016, prima di dare il proprio endorsement alla nomination di Donald Trump.

Durante la presidenza Trump, ha guidato con successo i repubblicani al Senato nella difficile battaglia per l’approvazione delle nomine di due giudici alla Corte Suprema: Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh, tutti confermati.

VIDEO 2017: A Year of Conservative Accomplishments

Curiosità:

Dal 1993 è sposato con la Segretaria ai Trasporti Elaine Chao.

Nel 2015 McConnell è stato inserito nella lista annuale del Time tra le cento persone più influenti del mondo.

Dal giugno del 2018 McConnell è il leader dei repubblicani al Senato più longevo nella storia degli Stati Uniti.

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