L’Islam radicale di Ilhan Omar e la censura “politicamente corretta” a Jeanine Pirro

Ilhan Omar (D-MN) continua a far parlare di se e a mettere in imbarazzo il Partito Democratico.

Dopo le esternazioni antisemite, condannate duramente dal Vicepresidente Mike Pence e dal Segretario di Stato Mike Pompeo durante la conferenza all’AIPAC, Ilhan Omar (D-MN) ha partecipato, con tanto di discorsi, a due eventi organizzati da gruppi islamici attivi sul territorio americano.

Il primo è una cena con raccolta fondi organizzata dall’Islamic Relif Worldwide, un’organizzazione a scopi caritatevoli ma che molti ritengono vicina alla fratellanza musulmana. Quest’ultima è considerata una organizzazione terroristica in Israele (Hamas ne fa parte, ad esempio), Arabia Saudita, Egitto (paese di origine), Russia, Emirati Arabi, mentre godono dell’appoggio aperto di Turchia e Qatar. Il suo metodo subdolo di saper entrare nelle democrazie occidentali, sbandierando la bandiera di “islamici moderati” e “tolleranti”, ne aumenta la pericolosità, in quanto il loro obbiettivo è la conquista dei governi occidentali per sottometterli all’Islam.

Se non bastasse questo, la Omar ha parlato in California al CAIR (Council on American-Islamic Ralations) a porte chiuse! Da più parti è stato dimostrato come il CAIR finanzi il terrorismo islamico e il fatto che la Omar, già sotto la lente di ingrandimento, abbia fatto un discorso in un ambiente riservato non fa che aggravare questi sospetti.

La censura “politicamente corretta” a Jeanine Pirro

Inoltre il CAIR si è reso protagonista della sospensione della nota giornalista conservatice – e scrittrice di Best Sellers – Jeanine Pirro dal canale televisivo FOX News.

L’accusa è quella di “islamofobia”, con tanto di lettera di protesta mandata alla redazione, chiedendone addirittura il licenziamento. “Judge” Pirro ha criticato l’atteggiamento della Omar in quanto:

Potrebbe sostenere la Costituzione, mentre sembra più propensa per la Sharia.

per il fatto che indossare l’hijab (il velo che mostra solo il viso) sia un atto di sottomissione della donna, e non, invece, una sua scelta libera, come ha poi spiegato riportando una sura del Corano.

“Una donna non può mostrare nulla, oltre al volto e alle mani, fuori dalla propria casa”.

Judge Jeanine ha quindi riflettuto sulla incompatibilità tra la Costituzione americana e la legge islamica (la Sharia). Non una libera scelta di culto, come recita il I Emendamento, ma una sottomissione ad una religione che ha un forte stampo politico: nell’islam infatti, politica e religione non sono perfettamente separati l’uno dall’altra.

In soccorso della nota giornalista è intervenuto il Presidente Trump che, intervistato dal noto giornalista Sean Hannity, sempre su FOX NEws, si è augurato un suo immediato ritorno, che avverrà per questo fine settimana.

Una “macchia”, comunque, per il canale conservatore FOX, che ha adottato una linea politica aziendale per affrontare queste “indignate richieste” che ci si potrebbe aspettare dai suoi concorrenti, CNN, ABC e CBS in testa.

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