Trump sta per vincere la battaglia sul suo primo #Veto

Trump il 15 febbraio ha dichiarato l’emergenza nazionale per reperire i fondi necessari a costruire il “Muro” (parzialmente), successivamente il Congresso ha votato una risoluzione contro l’emergenza nazionale e il Presidente – per la prima volta nel corso della sua presidenza – il 16 marzo, ha posto il veto per neutralizzare la risoluzione del Congresso.

A questo punto il Congresso si dovrà di nuovo esprimere con una votazione, ma stavolta – per superare il veto – servirà la maggioranza (qualificata) di 2/3.

Susan Ferrechio del Washington Examiner ha esaminato la situazione politica che si presenterà questa settimana, come ben evidenziato nell’articolo che segue:

Il Presidente Trump questa settimana vincerà al Congresso la sua battaglia per l’Emergenza Nazionale al confine meridionale, quando i democratici non riusciranno a superare il veto della presidenza.

Trump ha posto il veto ad una risoluzione del Congresso che mirava ad impedirgli di utilizzare $ 3,6 miliardi di finanziamenti militari per costruire un muro al confine meridionale. Per bloccare quel veto, la Camera e il Senato devono trovare una maggioranza di due terzi.

Ma i voti necessari non ci sono in Aula. Il mese scorso, solo 12 repubblicani hanno votato con i democratici per bloccare la dichiarazione di emergenza di Trump, ma i democratici avrebbero bisogno di altri 8 repubblicani che votino contro il Presidente.

E le cose non andranno meglio alla Camera, nonostante i democratici dispongano qui della maggioranza:

I democratici della Camera non riusciranno in alcun modo ad avvicinarsi alla soglia necessaria di cui hanno bisogno per scavalcare il veto del Presidente Trump

ha detto Lauren Fine, portavoce dell’House Minority Whip Steve Scalise (R-LA).

I repubblicani della Camera si sono schierati fermamente con il presidente Trump per rendere sicuro il confine della nostra Nazione ed hanno sostenuto in modo schiacciante la sua dichiarazione di emergenza con ampio margine quando abbiamo votato qualche settimana fa. Questo non cambierà. 

I democratici si rendono conto che la misura non passerà, ma hanno detto che il voto sosterrà le cause nei tribunali, mostrando come il Congresso ritenga che Trump abbia violato la Costituzione.

Ha detto la Speaker Nancy Pelosi (D-CA), in una conferenza stampa questa settimana:

Se noi possiamo o meno raggiungere il numero di voti necessario non importa. Stiamo dimostrando quali siano le intenzioni del Congresso. Noi siamo l’articolo I della Costituzione, il primo ramo del governo, il ramo legislativo. Il Presidente ha deciso di sfidare la Costituzione, di rovinarla con le sue azioni.

I democratici sperano che più di una mezza dozzina di cause giudiziarie alla dichiarazione di emergenza del 15 febbraio di Trump, impediranno a Trump di spostare i fondi necessari, che verrebbero dal budget per le costruzioni militari del Pentagono.

La California, la contea di El Paso (Texas) e il Sierra Club, tra gli altri, hanno già fatto causa per fermare la dichiarazione di emergenza di Trump.

Questa settimana, il Dipartimento della Difesa ha identificato un elenco di finanziamenti “in eccesso” per le costruzioni militari, che potrebbero essere trasferiti al progetto del muro al confine.

I repubblicani, come i democratici, sono in gran parte contrari al fatto che il Presidente trasferisca i fondi stanziati dal Congresso. Ma molti nel GOP credono che le azioni di Trump siano legali ai sensi del National Emergencies Act del 1976, che conferisce al Presidente poteri speciali qualora dichiari un’emergenza.

I repubblicani del Senato stanno ora esaminando la legislazione per poter frenare e quindi depotenziare tale atto, per prevenire future requisizioni di denaro da parte del ramo esecutivo:

Penso che molti dei miei colleghi credano che questo non sia un problema costituzionale, ma piuttosto riguarda la concessione di tale autorità a qualsiasi Presidente – e non solo a questo Presidente.

Ha detto il leader della maggioranza repubblicana, Mitch McConnell (R-KY)

Forse era troppo ampio negli anni ’70 quando venne approvato?

si chiede.

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