Gli Stati Uniti riconoscono la sovranità israeliana sulle alture del Golan

Trump inverte decenni di diplomazia americana e firma il documento con cui riconosce la sovranità israeliana sulle Alture del Golan.

Il “Proclamation on Recognizing The Golan Heights as Part Of The State Of Israel” (la Dichiarazione sul Riconoscimento delle Alture del Golan come Parte di Israele) è il documento firmato da Stati Uniti e Israele con cui gli Stati Uniti riconoscono ufficialmente le alture del Golan come territorio israeliano, invertendo decenni di politica americana sul territorio conteso tra Israele e Siria e seguendo un annuncio fatto giovedì scorso su Twitter.

Già dal primo paragrafo mette in chiaro le cose:

  1. Che Israele ha sotto controllo l’altopiano del Golan dal 1967 per la sicurezza da minacce esterne;
  2. Che la presenza e l’attività aggressiva dell’Iran in Siria rappresenta una seria possibilità di minaccia per lo Stato Ebraico;
  3. Che tale minaccia può provenire anche dalla Siria stessa

Lo abbiamo diviso in tre punti per meglio evidenziare le motivazioni. Il testo prosegue così:

Sulla base di queste circostanze uniche, è quindi opportuno riconoscere la sovranità israeliana sulle alture del Golan.

prosegue:

ORA, QUINDI, IO DONALD J. TRUMP, Presidente degli Stati Uniti D’America, in virtù dell’autorità conferitami dalla Costituzione e dagli Stati Uniti, dichiaro che gli Stati Uniti riconoscono che le Alture del Golan fanno parte dello Stato d’Israele.

Non mancheranno certo le critiche da parte di Siria, Iran, Russia, Paesi Arabi e Unione Europea. E sarà curioso vedere le reazioni della parte “filo-islamica” del Partito Democratico americano.

Il presidente Trump ha detto che sarà sempre dalla parte di Israele, non vorrà più vedere un altro attacco come quello subito a nord di Tel Aviv. Inoltre ha confermato la lotta senza tregua contro l’anti-semitismo.

Per questo il Vicepresidente Mike Pence – presente anche lui assieme a Mike Pompeo, Jared Kushner, John Bolton e l’ambasciatore americano in Israele, David Friedman – ha parlato successivamente all’AIPAC (la lobby pro-israeliana americana) dichiarando che:

Non c’è posto per l’anti-semitismo al Congresso e chiunque metta in dubbio l’alleanza tra USA e Israele non dovrebbe avere un posto nella Commissione Affari Esteri.

Il riferimento a Ilhan Omar e Rachida Tlaib è puramente casuale.

Molto soddisfatto il premier israeliano Netanyahu che ha parlato di un giorno storico per Israele aggiungendo:

Il mio amico Donald Trump ha mostrato un incredibile supporto per Israele, per i nostri diritti di auto-difesa. Israele ha avuto l’onore di avere tanti amici nella Stanza Ovale, ma non poteva averne uno migliore di Trump. Lo ha dimostrato ancora una volta.

La visita è stata funestata dall’attacco terroristico, che ha provocato 7 feriti, tra cui 3 bambini, compiuto da Hamas con il lancio di un missile dalla Striscia di Gaza che ha colpito un’abitazione nella zona nord di Tel Aviv. La visita perciò si è conclusa subito e il premier ha lasciato Washington per tornare in Patria.

A questo punto potrebbe essere a rischio anche la visita di Bolsonaro a Gerusalemme che doveva avvenire la settimana prossima.

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