Il GOP compie gli anni: da 165 anni un movimento politico ‘dal popolo e per il popolo’

Il 20 marzo 1854 nasceva in una piccola scuola di Ripon, nel Wisconsin, il Grand Old Party (il grande vecchio partito).

Il nuovo organismo sorgeva così ostentando di richiamarsi apertamente alla tradizione politica di Thomas Jefferson: ed era evidente l’intenzione polemica di porsi come il suo vero erede storico, ché il Partito Democratico veniva invece accusato di averne tradito gli ideali. La tesi secondo cui “tutti gli uomini erano stati creati uguali” venne subito innalzata come bandiera.

La neonata formazione venne fondata dao transfughi del Partito Whig, del Partito del Suolo Libero (un movimento antischiavista) e da altri movimenti abolizionisti, tutti uniti, e la sua base elettorale iniziale era composta dai piccoli agricoltori dell’Ovest che temevano l’espansionismo del modello latifondistico del Sud, per poi espandersi al ceto medio della East-Coast (i cosiddetti “sweet feets”, ovvero “piedi dolci” come venivano chiamati dagli abitanti dell’Ovest) e dei vari movimenti laici o protestanti contrari allo schiavismo.

L’orientamento antischiavista alla base della coalizione era dovuta all’opposizione del Kansas-Nebraska act (1854), la legge che apriva gli Stati occidentali all’espansione della schiavitù, e si rifaceva alle idee di A. Hamilton e alle tesi del partito federalista.

La neonata formazione diede il via ad una grande opera di modernizzazione degli Stati Uniti. Essi sostennevano vigorosamente il lavoro del libero mercato, da intendersi come il vero fondamento della virtù civica e del repubblicanesimo, un’ideologia corrispondente al “Free Soil, Free Labor, Free Men” (“Suolo libero, lavoro libero, uomini liberi”).

Il Partito Repubblicano, da sempre composto tra una fazione conservatrice, una liberale e una progressista, vide la sua prima vittoria elettorale con Abraham Lincoln, esponente di quella liberale, alle presidenziali del 1860 che, rieletto per un secondo mandato nel 1864, si trovò ad affrontare la guerra civile americana, che alla fine venne vinta e che portò all’approvazione del XIII emendamento che abolì la schiavitù.

Un’altro importante presidente repubblicano è stato un successore di Lincoln, Ulysses S. Grant. Uomo autoritario e dispotico che ispirò quello che è divenuto il simbolo del GOP: l’elefante.

L’elefantino

Il simbolo dei repubblicani fu, come per l’asinello democratico, un’altra intuitiva creazione di Thomas Nast, risalente al 1874. Il fumettista realizzò una vignetta a partire da una notizia che l’aveva molto colpito: la fuga di alcuni animali dallo zoo di New York. La news era una bufala, ma gli servì per rappresentare la paura degli americani per il dispotismo del presidente repubblicano Ulysses Grant. Nella vignetta l’elettorato repubblicano era un elefante in fuga accanto ad altri animali intenti a darsela a gambe. Dopo la prima apparizione, Nast usò ancora il pachiderma per raccontare le successive elezioni di mid-term, che videro i repubblicani affondare. Il Gop era un grande elefante in gabbia. Molti vignettisti copioni colsero la palla al balzo e utilizzarono l’elefante come metafora del partito repubblicano e ben presto i repubblicani stessi lo adottarono come simbolo, esaltandone l’intelligenza e la dignità.

Il GOP nella Storia americana.

Altro importante presidente repubblicano è stato William McKinley, eletto nel 1893, uomo dell’establishment del partito, di area protestante, protezionista in economia e difensore della parità aurea. Di altra pasta fu però il suo successore, Theodore Roosevelt, che spostò il partito su istanze nettamente più radicali, progressiste e liberiste, smantellando i grandi monopoli e introducendo un vasto piano di riforme sociali.

Tradizionalmente la sua base elettorale era legata al mondo della provincia statunitense, delle piccole città e delle aree suburbane e rurali, ma ottenne al tempo stesso il costante appoggio di molti grandi gruppi del capitalismo americano, oltre che di parte del mondo delle piccole imprese.

La svolta conservatrice del Partito Repubblicano iniziò negli anni ’30 del XX sec., con l’opposizione alle politiche keynesiana del New Deal, portata avanti dal presidente Franklin Delano Roosevelt, che ampliarno l’intervento statale nell’economia.
Tali posizioni si enfatizzarono sotto la presidenza di Dwight D. Eisenhower che mise da parte l’isolazionismo tipico del GOP, in favore di un deciso interventismo e intensificò l’anticomunismo viscerale che già animava il partito.

Richard Nixon, invece, seppur un presidente “imperiale”, è stato il primo esponente repubblicano a riuscire nell’ardua impresa di strappare il Sud ai Democratici.

Negli anni successivi, il GOP si attestò sempre di più su posizioni fieramente conservatrici sui temi sociali, liberiste in economia ed antiflazioniste in ambito fiscale, grazie alla presidenza di Ronald Reagan ed alla sua “rivouzione conservatrice”, portata avanti da intellettuali conservatori di cui si era circondato, guidati da Barry Goldwater.

Grazie alla presidenza George W. Bush viene enfatizzata l’importanza del conservatorismo sociale e della difesa dei valori religiosi, oltre a portare al governo la corrente neo-conservatrice, con la politica della guerra al terrorismo internazionale.

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