OBAMACARE: ANALISI DI UN DISASTRO

Abbiamo sentito spesso i Mainstream Media esaltare la riforma sanitaria di Obama, dipingendo chiunque volesse abolirla come un mostro, che odiava i suoi cittadini a tal punto da voler impedire loro la possibilità di curarsi. Nessun giornalista italiano si è occupato di spiegare cosa prevedesse. Lo vogliamo fare noi de L’Osservatore Repubblicano.

“The Affordable Healthcare Act” (ACA), meglio noto come “Obamacare”, approvato dal congresso nel 2010 ed entrato definitivamente in vigore nel 2014, distrugge tutte le promesse fatte durante la campagna elettorale del 2008 da Obama, come ad esempio:

Chiunque si trovi bene con il suo piano assicurativo se lo potrà tenere…

oppure…

non ci sarà nessuna nuova tassa per finanziare la riforma…

Analizzando i primi 4 anni di Obamacare possiamo notare come vi sia stata una netta riduzione della concorrenza e una conseguente riduzione per i consumatori nel poter scegliere l’assicurazione più adatta a loro. I premi assicurativi han continuato ad aumentare, così come la riduzione dell’accessibilità ai medici di base.

Davanti a questi evidenti fallimenti la Sinistra ha iniziato a praticare il suo sport preferito: incolpare Trump e i repubblicani. The Donald, appena insediatosi alla Casa Bianca, ha avviato uno smantellamento parziale dell’Obamacare, ma, le riforme da lui attuate, come ad esempio la possibilità di creare i gruppi di acquisto e le “cheap insurances”, hanno avuto un effetto limitato, nonostante si inizino a vedere alcuni timidi segnali di riduzione dei prezzi ed una diversificazione dell’offerta.

Dal 2014 al 2018 il ceto medio americano ha assistito a:

1) Aumento dei costi assicurativi: mentre veniva approvata la riforma e Obama propagandava falsità, il Congressional Budget Office (CBO) stimava (già nel 2009) che i premi assicurativi sarebbero aumentati del 10-13%. I “cost drivers” sono diversi, troviamo: le restrizioni riguardo l’età dell’assicurato, che hanno aumentato i costi per circa il 30% dei giovani nel mercato individuale, la copertura obbligatoria di diversi esami, trattamenti, analisi e operazioni che ha causato un aumento dei premi del 3% e in alcuni stati anche del 17%.

La legge prevede anche il cosiddetto “permissibile actuarial value of Health insurance plans” ovvero la percentuale dei costi sanitari che vengono coperti da un piano assicurativo, in questo caso il 60%. La percentuale viene però calcolata sulla media dei costi sanitari della popolazione, non copre quindi il 60% dei costi di ciascun piano assicurativo. Questa contorta decisione ha causato un aumento tra il 5 e l’8,5% dei premi delle assicurazioni sanitarie.

Un’altra causa dell’innalzamento dei costi è la creazione di un “single state market risk pool” nel quale i più giovani vengono inclusi con gli anziani, chi necessita di maggiori cure, in un market pool individuale. Questo ha comportato ad un aumento di costi, non quantificabile in quanto è strettamente legato al tessuto sociale di ogni stato.

Con l’entrata in vigore definitiva della legge nel 2014, i premi assicurativi nel mercato individuale e nel mercato dei piccoli gruppi sono esplosi. Ci sono diversi esempi, in 11 stati i premi sono raddoppiati per i ventisettenni mentre per i cinquantenni sono aumentati del 50% in 13 stati. Negli anni successivi l’incremento è stato costante e si è stabilizzato, ma dal 2013 al 2017 si registra un aumento del 105% (fonte U.S Department of Health). Per il 2019 il Congressional Budget Office prevede un’ulteriore crescita del 15%.

2) Diminuzione della copertura: avete capito bene, il tanto osannato Obama con la sua riforma ha causato una massiccia perdita della copertura sanitaria. Secondo l’Urban Institute 2,6 milioni di americani hanno perso la loro assicurazione, mentre secondo l’Associated Press sono 4,7 milioni. Anche il mercato assicurativo sanitario per i piccoli medi imprenditori ed i loro lavoratori (small business group Health insurance market) ha subito un impatto negativo. Sebbene vi fosse una riduzione della copertura dal 2008 su questo mercato, l’Obamacare l’ha ulteriormente accelerato, vano è stato il tentativo dell’amministrazione democratica ad offrire un credito d’imposta per questa categoria di imprenditori, causando tra il 2012 e il 2016 un calo della copertura del 24%.

3) Riduzione dell’accessibilità ai dottori: sebbene Obama avesse dichiarato che chiunque si trovasse bene con il proprio dottore se lo sarebbe potuto tenere, il risultato ottenuto è l’esatto contrario. Nell’analisi del Congressional Budget Office (CBO) ha fatto notare che il network di medici di base e specialisti nel mercato assicurativo individuale era ridotto rispetto a quanto stimato. Come risultato finale nel 2018 il 73% dei piani assicurativi di Obamacare era composto da un numero inferiore di provider, questo ha comportato l’esclusione di alcuni medici e strutture specializzate e di conseguenza ad un peggioramento del servizio.

4) Erosione della concorrenza e dell’offerta: dal 2013 al 2018 il numero di assicuratori nel mercato individuale è passato da 395 a 181. Questa riduzione ha colpito sopratutto le contee, in quanto nel 52% di esse è presente solamente una compagnia assicurativa. Secondo Jessica Van Parys, professoressa di economia alla City University of New York c’è una forte correlazione tra l’assenza di concorrenza e l’aumento dei premi in questi mercati, l’aumento infatti è del 50% per le contee con una sola compagnia assicurativa rispetto a quelle con due o più player nel mercato. Per tentare di rimediare al danno di aver creato un mega cartello nel mercato sanitario, il congresso aggiunse nell’ Affordable Care Act altre due programmi : il “consumer oriented e coperated” detto anche Co Op Plan e il “multi state plans”. Inizialmente sono state create 23 Co Op Plans, 19 sono fallite e al momento solo 4 sono operative: il “multi state plans” invece è fallito in tutti gli Stati, tranne l’Arkansas.

5) Registrazioni in declino: nel 2010 il CBO aveva previsto un aumento di 11 milioni di iscritti ai programmi Obamacare, dai 13 milioni del 2014 ai 24 milioni nel 2018. Anche questa previsione è stata smentita, perché passata l’euforia iniziale nel 2018 solamente 11,8 milioni di americani hanno fatto richiesta di partecipazione ai programmi ACA. Il tasso di abbandono nel mercato individuale è certamente da tenere in considerazione. Nel 2017 10,3 milioni di persone si sono registrate ad un programma Obamacare ma solo 8,9 milioni sono riusciti a tenerselo fino a fine anno. Secondo Christopher Conover, specialista in politiche sanitarie alla Duke University, i tassi di abbandono mensili sono più alti del 60% rispetto al mercato individuale pre riforma.

6) Tasse più alte per il ceto medio: ovviamente Obama è un amante delle tasse, come tutti i Democratici del resto. L’Affordable Care Act prevede un gettito fiscale di 1 Trilione di dollari in 10 anni, il tutto a discapito della classe lavoratrice. Gli aumenti sono soprattutto le tasse indirette su medicinali e dispositivi medici, i legislatori hanno sempre cercato di spostare nel tempo questi balzelli e, qualora nel 2019 si dovesse decidere di approvarli, arriverebbe una stangata di 500 dollari l’anno alla famiglia media americana. Un’ altra tassa che sta colpendo la il ceto medio è chiamata “Cadilac Tax” ovvero un’imposta sull’alto valore dei programmi, che ha colpito i premi assicurativi superiori a 10.200 $ per i singoli individui e ai 27.500 $ per le famiglie. Secondo la Heritage Foundation i lavoratori delle grandi multinazionali (i famosi blue e white collars che poi hanno votato Trump nel 2016) sarebbero quelli principalmente colpiti. Troviamo anche la Medicare Tax, un’imposta del 3,8% che colpisce le singole persone con un reddito superiore ai 200.000 $ annui e le famiglie con un reddito superiore ai 250.000 $ annui. In questo caso non si considera però che le fasce di reddito non sono indicizzate all’inflazione e per questo il 79% dei lavoratori americani pagherebbe questa tassa.

Questa complicata analisi di una legge pasticciata, è forse la motivazione principale per la quale Trump è riuscito a vincere stati come l’ Ohio, il Michigan, la Pennsylvania ed il Wisconsin. Il tessuto sociale ed economico di queste aree è stato fortemente colpito dall’Affordable Care Act, in quanto è caratterizzato principalmente da grandi stabilimenti produttivi di mezzi di trasporto, acciaierie e, più in generale, di tutta l’industria pesante americana.

Rimaniamo fortemente convinti che la sanità americana vada riformata, Obama ci ha semplicemente indicato la via da NON seguire.

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