#OsservatoreRisponde: Questa settimana parliamo di “Teocon” e “Pocket Veto”.

Eccoci per una nuova edizione de L’Osservatore Risponde.

Chi sono i Teocon?

R. I teocon (abbreviazione di Theoconservatives) sono un’anima molto importante del movimento conservatore. Sono cristiani, principalmente protestanti evangelici, anche se la componente dei cattolici americani è molto forte, che legano la loro visione conservatrice ai principi di carattere religioso. Sono quindi contrari all’aborto, all’eutanasia, ai matrimoni e alle unioni civili per le coppie di fatto, all’omogenitorialità e alla ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali. Esponente noto di questa corrente è il Governatore del Texas Greg Abbott.

Il movimento ha riscosso molto successo anche qui in Italia. Si dichiarano teoconservatori personaggi come il filosofo, ed ex-presidente del Senato, Marcello Pera. Tempo fa era considerato vicino a tale movimento anche l’ex-direttore de Il Foglio, Giuliano Ferrara e la giornalista e scrittrice Oriana Fallaci anche se costoro hanno sempre preferito definirsi come “atei-devoti”.

Ho sentito che il POTUS non ha solo il potere di Veto, ma anche un’altro tipo di Veto, che si chiama “Pocket Veto”: in che cosa consiste? 

R. Il Pocket Veto non è un “atto” formale del Presidente, ma descrive una situazione di inerzia, solitamente volontaria, che il presidente può mettere in atto durante il procedimento legislativo statunitense per non promulgare una legge senza ricorrere direttamente al potere di veto.

Un potere molto penetrante che la Costituzione americana affida al Presidente è appunto quello di poter porre il veto. Il veto è uno strumento importante che la Costituzione concede al Presidente nell’ottica dei ben noti “Check and Balances”. In forza della Presentment Clause, si richiede che qualunque disegno di legge (bill) approvato dal Congresso debba essere presentato al Presidente prima che esso possa acquisire “forza di legge”. Il Presidente entro 10 giorni (senza contare le domeniche) può agire in tre modi:

  1. Firmare la legge. Con la promulgazione, la norma acquista valore di legge, efficace nei confronti di tutti i cittadini.
  2. Opporre il veto e restituire il disegno di legge (bill) al ramo del Congresso che ha presentato la norma, esprimendo le sue motivazioni per cui non ha promulgato la legge. Il disegno di legge non assume quindi valore normativo e ritorna al Congresso che, se vuole approvare comunque la norma (override the veto), deve votare lo stesso disegno di legge con una, questa volta, maggioranza qualificata di 2/3 dei suoi componenti.
  3. Non compiere nessun atto, ovvero non firmare ma nemmeno opporre il veto. L’inerzia del Presidente comporta due conseguenze alternative:
    • Se il Congresso è convocato, e quindi è in sessione di lavori, il disegno di legge diventa norma a tutti gli effetti.
    • Se i lavori del Congresso sono “rinviati” (adjourned), quindi il Congresso non è in sessione di lavori, e rendendo tale scenario impossibile la restituzione del disegno di legge, quest’ultimo non diventa legge: quest’ultima situazione è definita, appunto, Pocket Veto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...