Charlie Baker – Governatore del Massachusetts

Charlie Baker, Governatore Repubblicano nella ‘Roccaforte Democratica’ del Massachusetts

Nato il 13 novembre 1953, nello Stato di New York, ed è cresciuto nel Massachusetts, assieme ai suoi fratelli più piccoli. Gioca ad hockey, football e baseball e definisce la sua adolescenza molto “americana”. Durante la sua gioventù si dovette trasferire due volte, una a Rockport (MA) e una a Washington D.C. nel 1969, poiché al padre venne offerto un lavoro al Ministero dei Trasporti. Nel 1971 torna a Needham dove frequenta il liceo.

Si laurea ad Harvard nel 1979 e si specializza presso la Kellogg’s School of Management, ramo della Northwestern University (Illinois), ottenendo un MBA. Venne subito nominato vice-direttore del Pioneers Institute, un think-tank libertario di Boston. Nel 1992 viene nominato Segretario alla Salute e al Sociale e successivamente Segretario alle Finanze durante i mandati dei governatori repubblicani del Massachusetts Bill Weld e Paul Cellucci.

La Candidatura a Governatore

Nel 2010 si candida per la prima volta come governatore, basando la sua campagna elettorale su due pilastri: il conservatorismo fiscale e il liberalismo culturale. Non trovò sfidanti interni nel partito, ma perse contro Deval Patrick (D). Nel 2014 ci riprova e questa volta riesce a vincere contro la democratica Martha Coakley (D), nel 2018 viene rieletto con il 67% dei voti, la più alta percentuale nello stato dal 1994 ad oggi.

L’Amministrazione

Tra i suoi principali atti amministrativi ricordiamo: un finanziamento di 26 milioni nel 2015 alle aree più povere del Massachusetts per la costruzione di infrastrutture e il miglioramento dei servizi, erogato più volte durante il suo primo mandato, con cifre più ridotte rispetto a quella iniziale.

Quando iniziò la sua avventura da Governatore, lo Stato aveva un deficit di circa 765 milioni. Chiude il suo primo mandato con un surplus di 1 miliardo. Questo, però, anche grazie a degli aumenti di tasse, specie quelle indirette sul turismo. Il gettito fiscale è inoltre aumentato del 2,7%, anche grazie all’insediamento nello Stato di alcuni giganti, come ad esempio la General Motors.

Baker è anche riuscito a ridurre la “Personal Income Tax” dello 0,5% nel 2016: questa manovra è stata un passo fondamentale per rispettare l’esito di un referendum locale, che prevedeva la riduzione dell’equivalente (diciamo) della nostra Irpef regionale al 5%.

Posizioni politiche

Baker è un conservatore moderato, scelta strategica per mantenere l’elettorato di una zona prevalentemente democratica. Egli si è infatti opposto alle posizioni di Trump sul Climate Change e ha dichiarato che vuole continuare una politica di riduzione delle emissioni inquinanti. A fine 2018 ha infatti esteso il programma statale a sostegno delle auto elettriche, con l’obiettivo di avere tutto il trasporto privato elettrico entro il 2024.

Ad oggi Baker è considerato il governatore più popolare degli USA, con un tasso di approvazione del 69%.

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