New York: Torna la malavita organizzata

L’ennesima vittoria di Bill De Blasio, dopo 30 anni nuove morti e nuovi assassini colpiscono la malavita organizzata newyorkese.

L’ultimo in ordine di tempo, solo tre giorni fa, è quello di Frank Calì, 53 anni, meglio conosciuto come “Frankie Boy”, l’uomo più in vista del clan Gambino (una delle 5 famiglie dell’ “aristocrazia newyorkese” di Cosa Nostra americana, in isieme alle famiglie Genovese, Bonanno, Colombo e Lucchese).

L’uomo, imparentato con il clan siciliano degli Inzerillo, era considerato un mediatore tra la mafia italo-americana e quella siciliana. Secondo le ricostruzioni operate dagli inquirenti, Calì sarebbe stato raggiunto da sei colpi di pistola, davanti alla sua residenza di Staten Island, esplosi da un uomo sceso da un’automobile blu che, prima di andarsene, gli sarebbe passato sopra con il veicolo. Subito dopo l’agguato, alcuni testimoni oculari, hanno detto di aver visto i suoi familiari uscire per strada e piangere sul suo corpo. Frank Calì è morto in ospedale per le ferite riportate.

Attualmente, seppure non sia stato ancora individuato un colpevole, due sono le ipotesi al vaglio della polizia. Potrebbe trattarsi di una “guerra di successione” in seno alla famiglia Gambino o di un nuovo conflitto interno alle cinque famiglie.

Diversi sono gli indizi che portano su questa seconda pista.

Pochi mesi fa Sylvester Zottola, affiliato al clan Bonanno, è stato assassinato nel Bronx (a bordo del suo Suv) in attesa di ritirare un panino davanti ad un fast food. Pochi mesi prima il figlio, Salvatore Zottola, era scampato ad un agguato dopo essere stato ferito dai colpi di pistola sparati da un sicario.

Inoltre, recentemente è deceduto in carcere, per cause naturali, Carmine Persico, riconosciuto come padrino del clan Colombo.

Sempre, in carcere, è stato ucciso lo scorso ottobre James Joseph Bulger Jr, detto Withey, leader della Winter Hill Gang, una banda criminale legata alla mafia irlandese, l’esecuzione sembra essere stata commissionata da Cosa Nostra americana.

Lo scorso gennaio è stato freddato a Hilton, in Canada, Cece Luppino, esponente del clan Luppino una delle tre famiglie che controllano la zona di Hamilton (insieme alla famiglia Pappalia e alla famiglia Musitano) e che vanta ottimi rapporti con la ‘Ndrangheta calabrese e con le famiglie di New York.

Insomma un clima da Godfellas è tornato a infestare, dopo trent’anni, la Grande mela.

Sembrava che oramai, su questo aspetto, i newyorkesi potessero dormire sonni tranquilli. Questo grazie alla lotta senza quartiere condotta dal “procuratore di ferro” Rudolph Giuliani, a metà degli anni ’80, avvalendosi anche della collaborazione con i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (che negli stessi anni stavano preparando il maxi processo a Cosa Nostra). Una lotta senza quartiere che lo portò a smantellare sistematicamente tutti i principali interessi della famiglia Gambino, che allora era la più potente delle cinque.

Un incubo che sembra essere tornato a bussare alla porta. Come già detto, l’ennesima vittoria dell’amministrazione De Blasio.

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