Il “Libero Commercio” dell’Unione Europea? Macché! Trump vuole un accordo, l’Unione invece preferisce i Dazi

Jacquelyn Martin/AP Photo

L’Unione Europea non appoggerà un accordo commerciale che includa l’agricoltura con gli Stati Uniti

dichiara Cecilia Malmstrom, Commissario europeo per il Commercio, alla Georgetown Law School il 7 marzo 2019. L’obiettivo è quello di trovare un accordo che includa solamente i beni industriali (ovvero tutti, tranne quelli agricoli) andando quindi a rafforzare e a ricucire i rapporti commerciali tra le due principali economie del mondo.

Stati Uniti ed Unione Europea hanno trascorso circa tre anni provando a negoziare un trattato commerciale che includesse tutti i settori, ma lo snodo cruciale, che ha causato la fine dei negoziati, è stato proprio il punto riguardante l’importazione dei prodotti agricoli statunitensi. Malmstrom ha inoltre dichiarato che un accordo simile al TTIP è praticamente impossibile da ratificare, in quanto non sarebbe supportato dagli Stati membri.

Con il 45esimo Presidente degli Stati Uniti d’America gli “screzi” commerciali tra UE ed USA sono sotto gli occhi di tutti.

Inizialmente, Trump ha aumentato i dazi su alluminio e acciaio. Bruxelles ha risposto tassando alcuni prodotti americani come le motociclette Harley Davidson e il Whiskey Bourbon.

Trump ora sta considerando di imporre ulteriori dazi sulle automobili e le relative singole componenti, con lo scopo di tutelare la “sicurezza nazionale”. Questa mossa è vista dagli esperti come una “leva negoziale” per costringere l’Unione Europea e il Giappone ad abbassare i loro dazi e a ridurre le c.d. “barriere non commerciali”.

Trump ha inoltre promesso a Jean Claude Junker che non imporrà dazi qualora ci dovessero essere progressi nelle negoziazioni. Il problema, per Bruxelles, risiede però nella natura di questi negoziati. Sebbene Malmstrom abbia dichiarato che cerchi l’accordo sui beni industriali, sia i negoziatori statunitensi, sia i membri del Congresso, vogliono che vengano inclusi pure i prodotti agricoli.

Il Presidente della commissione finanze del Senato, Chuck Grassley, Senatore ed imprenditore agricolo dell’Iowa, ha dichiarato che un accordo senza l’agricoltura verrà “rispedito al mittente” dal Congresso.

Nel Vecchio Continente, però, c’è la spaccatura tra Francia e Germania: i transalpini non ne vogliono far sapere di far entrare prodotti agricoli “a stelle e strisce”, mentre i tedeschi sarebbero disposti a cedere pur di salvare la loro industria automobilistica (Fonte Reuters).

Da questa situazione si può capire come la strategia commerciale statunitense sia chiara: minacciare l’imposizione di dazi per ottenere accordi commerciali con le diverse controparti. Trump sta spingendo molto su quello che viene definito “Free and Fair Trade”, questo significa non solo un’apertura dei mercati, ma anche un rispetto delle regole che vengono sancite negli accordi. L’Unione Europea ha una tassazione media dei prodotti extra-UE del 5,2%, mentre gli Stati Uniti del 3,5% (fonte IFO database).

Ovviamente pure gli USA non sono esenti da “colpe”, ad esempio, le barriere commerciali applicate ai camion sono molto più elevate rispetto a quelle del Vecchio Continente, ma bisogna riconoscere loro un’imposizione di dazi generalmente più bassa rispetto a quella europea.

Quello che ci auguriamo ovviamente è un trattato che includa l’agricoltura e che riduca a zero i dazi tra Stati Uniti ed Unione Europea, una mossa che consentirebbe alle nostre imprese di esportare maggiormente, oltre che ad essere un grande stimolo per la nostra economia. Per far sì che ciò accada è necessario che i burocrati di Bruxelles la smettano di vedere l’America come una “minaccia” (solo perché preferivano il presidente precedente) ed accettino di commerciare con tutti i paesi appartenenti al Blocco Occidentale, creando un fronte unico contro Cina e Russia, i veri nemici della nostra libertà.

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