Anche il New York Times ammette che il confine è ad un “punto di rottura” – Un mese dopo che il suo “fact-checking” non aveva rilevato esserci alcuna emergenza

Un mese dopo aver affermato che “non c’è alcuna emergenza alla frontiera”, il New York Times, giornale vicino agli ambienti politici dell’estrema sinistra dem, ora ammette che il confine è ad un “punto di rottura”.

Il presidente Trump ha pronunciato il suo discorso sullo Stato dell’Unione il mese scorso; il Times aveva bollato il Presidente come “bugiardo” per la sua affermazione che esiste una “crisi nazionale urgente” ai confini. “Questo è falso!“, disse il Times ai suoi lettori, commentando sarcasticamente le affermazioni di Trump sulle persone che tentavano di attraversare il confine, pur ammettendo – alla fine del fact-checking – che un “numero record di famiglie ha provato ad attraversare il confine negli ultimi mesi”.

All’epoca, questo fact-checking fasullo, era stato ampiamente ridicolizzato per il suo assurdo tentativo di nascondere il fatto che un “numero record di famiglie” stesse comunque stressando le risorse del confine meridionale ma non costituisse motivo per dichiarare legittimamente l’esistenza di una crisi, ed ora, quasi esattamente ad un mese di distanza, lo stesso Times sta segnalando che il confine è ad un “punto di rottura”.

“Il numero di famiglie di migranti che attraversano il confine sud-occidentale ha ancora una volta superato ogni record, con entrate non autorizzate che quasi raddoppiano quelle che erano avvenute un anno fa…”

Ma il Times fa finta di fare penitenza, infatti, aggiunge subito dopo: “… suggerendo che le politiche aggressive dell’amministrazione Trump non hanno scoraggiato la nuova ondata migratoria verso gli Stati Uniti”, riferisce il Times. “Più di 76.000 migranti hanno attraversato il confine senza autorizzazione a febbraio, un picco negli ultimi 11 anni ed un forte segnale che procedimenti accelerati, nuovi controlli in materia di asilo e politiche di detenzione più severe non hanno invertito ciò che rimane un potente richiamo per migliaia di famiglie in fuga dalla violenza e dalla povertà”.

Capito? “NOn siamo noi a non capire quello che succede, è Trump non non è capace di capire come affrontarel’emergenza (che noi aveveamo negato esistere, n.b.).

Ciò che il media sinistroide sta facendo qui è abbastanza ovvio… Quando Trump informa accuratamente il popolo americano di una crisi lungo il confine meridionale, i media lo etichettano come un “bugiardo”, il che dà ai democratici la copertura che desiderano per non dare a Trump le risorse di cui ha bisogno per contenere la crisi. Poi, con il peggiorare della crisi, il Times riporta allegramente quanto sia fuori controllo e tutto ciò che Trump non è stato in grado di fare per fermare il flusso dell’immigrazione clandestina.

Però questo da noi è considerato giornalismo imparziale, e il NYT è considerata una fonte attendibile. Giudicate voi!

Fondamentalmente, i media usano la loro propaganda per impedire a Trump di ottenere le risorse di cui ha bisogno, in modo che possano poi incolparlo qualora si manifesti il problema.

E questo è tutto quello che c’è da dire per le elezioni del 2020.

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