#Osservatorerisponde: Questa settimana parliamo di “Neocon”, “Bipartitismo”, “Whig” e delle “Rivelazioni di Cohen”

Innanzitutto vogliamo ringraziarvi per le domande e per le belle parole che avete speso per questo progetto. Senza il vostro sostegno non sarebbe stato possibile arrivare dove siamo arrivati. Grazie davvero! Entriamo quindi a gamba tesa sulle questioni che ci avete posto.

Ho letto un articolo che parlava dei “Neocon”. Il termine odierno “Neocon” riguarda i Repubblicani o anche i Democratici, ad esempio la Clinton?

R: I “Neocon” sono degli ex-democratici che tra gli anni 60’ e 70’ (durante la Guerra del Vietnam), pretendendo una politica estera più aggressiva e militarista, si sono spostati dal partito democratico a quello repubblicano. Principalmente, sono emersi durante le amministrazioni Bush (a causa degli attentati dell’11 settembre 2001). Attualmente, il loro maggiore esponente è Daniel Pipes, anche se ha moderato molto le sue posizioni: lo dimostra sopratutto negli articoli in cui parla di Siria, in cui in realtà è molto critico su un eventuale regime-chance. In sintesi, quindi, il termine “Neocon” si riferisce quasi esclusivamente a membri o figure comunque vicine al partito repubblicano, anche se molti additano alcune correnti democratiche, come quella di Hillary Clinton, appunto, di avere la stesse politiche promosse dalla corrente “Neocon”, oggi nettamente minoritaria rispetto al recente passato.

Come mai negli states il bipartitismo è così forte?

R: Il sistema politico americano è molto complesso e pieno di sfaccettature che, secondo un punto di vista strettamente europeo potrebbero sembrare quasi irrilevanti, ma che nel Paese a stelle e strisce ricoprono una rilevanza fondamentale. Gli Stati Uniti nascono già subito “bipolari”. Storicamente, infatti, si identificano 3 sistemi bipartitici, il primo comprendeva lo scontro tra i “Repubblicani” (diversi dagli odierni, antifederalisti), nati in contrapposizione al partito dei Federalisti, che voleva invece un ruolo minore di Washington nella vita dei singoli Stati. Il secondo sistema bipartitico vedeva confrontarsi il Partito Whig e il Partito Democratico, dando poi seguito al terzo sistema bipartitico (quello attuale) dove si ha una contrapposizione tra Partito Repubblicano, in cui confluirono i Whig, ed il Partito Democratico.

Ciò detto, le divisioni politiche americane non si basano unicamente sul ruolo di Washington nella vita dei cittadini, e dunque sulla necessità, o meno, di “Stato centrale” o di “Stati federati”, dunque tra le politiche di assistenzialismo o di neo liberismo in senso stretto – cui possiamo assistere in seno al dualismo Democrats e GOP, ma abbiamo anche un tema di intersezionalità: ovvero, di numerosi temi che trasversalmente vengono affrontati da entrambi i partiti, dai temi etici a quelli sociali. Per cui non è difficile trovare correnti progressiste all’interno del GOP o correnti più conservatrici nei Democratici.

Altro elemento fondamentale nella politica americana è – citando Tocqueville – il ruolo della società civile e dell’attivismo. Infatti, i due partiti nazionali hanno una rete di relazioni locali, con vari partiti locali (che a volte esprimono candidati al Congresso in seno rispettivamente al GOP o ai dem), o con associazioni di vario respiro, o movimenti politici di vario tipo, come i Tea Party, le leghe progressiste, eccetera. La conseguenza di questo è che la libertà di espressione nei due partiti è ampia a tal punto che non si ravvisa la necessità di fondare partiti esterni, in quanto l’attuale organizzazione offre abbastanza libertà di espressione, tale addirittura da potersi candidare a, e ricoprire poi, ruoli di rilievo nonostante la marginalità della propria corrente. Un esempio può essere l’appartenenza alla corrente libertaria di Rand e Ron Paul all’interno del GOP, che rendono quasi superfluo e marginale il ruolo di un Partito Libertario (che pure esiste, ma è molt marginale e raccoglie infatti assai magri consensi rispetto al GOP).

In ultima analisi, è fondamentale ricordare che il bipartitismo è incentivato anche dalle leggi elettorali a livello locale e nazionale, tra Collegio Elettorale e Congresso il sistema è infatti maggioritario a turno unico (winner take all), e tale tipo di sistema elettorale, in generale, favorisce l’aggregazione partitica.

DOMANDA

Chi sono i Whig?

R: I Whig nacquero negli nel 1833 come un gruppo eterogeneo di oppositori alla presidenza di Andrew Jackson, membro fondatore del Partito Democratico e giudicato troppo autoritario, ed alle politiche economiche di Albert Gallatin. Il nome era mutuato dallo storico partito anti realista britannico, proprio per sootolineare la natura della polemica con la presidenza di A. Jackson, accusato di assumere caratteri monarchici. Tra i suoi fondatori spicca l’ex presidente John Quincy Adams. La sua formazione diede vita al cosiddetto Secondo Sistema bipartitico (Partito Democratico contro Partito Whig).

I Whig, considerato un parito di centro-sinistra, si distinguevano dai Democratici in quanto erano fautori di politiche più centraliste in economia (opposizione al libero scambio, rafforzamento delle barriere protezionistiche) in quanto erano espressione degli interessi manufatturieri del Nord del Paese.

La fine dell’esperienza del partito Whig si ebbe con l’aggravarsi della questione della schiavitù nel dibattito politico. Il partito Whig era diviso e l’approvazione della legge su Kansas e Nebraska nel 1854 (che prevedeva la creazione dei due nuovi Stati e di decidere successivamente con il voto popolare se consentire o vietare lo schiavismo in questi) fu la “goccia che fece traboccare il vaso” e ne provocò la spaccatura, poichè i parlamentari del Nord votarono contro e quelli del Sud a favore. In quell’occasione emerse negli Stati del Nord una nuova formazione, il Partito Repubblicano (quello attuale), la cui principale proposta fu quella di escludere la schiavitù da tutti i territori. La maggioranza dei membri del partito Whig confluì in questa nuova formazione e, sei anni più tardi, il Partito Repubblicano vinse per la prima volta la presidenza con Abraham Lincoln.

Il partito Whig vinse due elezioni presidenziali (1840 e 1848) e quattro suoi esponenti hanno ricoperto la carica di Presidente: William H. Harrison (eletto nel 1840 e deceduto durante il mandato), John Tyler (subentrato essendo il vice presidente), Zachary Taylor (eletto nel 1848 e deceduto durante il mandato) e Millard Fillmore (subentrato essendo il vice presidente).

DOMANDA

Che posizione avete in merito alle dichiarazioni di Michael Cohen, l’ex-avvocato di Trump che ha testimoniato nei giorni scorsi?

R: Affidandosi ai nostri media ed ai giornali è facile farsi l’idea che le dichiarazioni fatte da Michael Cohen per il caso “Russiagate” siano una bomba ad orologeria in grado di far saltare la poltrona del Tycoon da un momento all’altro. Oltreoceano la questione è percepita un po’ diversamente: le parole di Cohen sono state recepite con una buona dose di indifferenza. Cohen ha ribadito il fatto che Trump fosse a consocenza del fatto che il suo ex-consigliere, Roger Stone, avesse ricevuto da WikiLeaks informazioni ottenute a propria volta dal Cremlino volte a danneggiare Hillary Clinton. Ha detto anche che Trump avrebbe trattato per la costruzione di un grattacielo a Mosca, anche durante la campagna per la presidenza e poi lo avrebbe accusato di un altro paio di cosucce presentando “prove” al limite del ridicolo.

Michael Cohen gode di una credibilità pari a zero, dal momento che è stato condannato a 3 anni per aver mentito al Congresso sui suoi rapporti con la Russia e per alcuni reati finanziari commessi per finanziare le sua campagna. Non per niente, se i Repubblicani hanno accolto la sua testimonianza – rilasciata al Congresso lo scorso 27 febbraio – con una richiesta di rinvio a giudizio per spergiuro, i Democratici si sono limitati a concedere un tiepido beneficio del dubbio e i media loro vicini hanno commentato tale deposizione come un maldestro tentativo di ottenere uno sconto di pena.

A scagionare Trump dalle presunte interferenze con il Cremlino vi è un’inchiesta di quasi due anni condotta dalla commissione di Intelligence del Senato, attraverso più di duecento audizioni e con migliaia e migliaia di documenti. Mentre Cohen, oltre ad una deposizione colma di risentimento, non ha prodotto alcuna prova rilevante.

Soffermiamoci sulle “prove” presentate da Cohen. Copie di lettere che Michael Cohen stesso avrebbe scritto di suo pugno per minacciare gli istituti scolastici frequentati da Donald Trump affinché “gonfiassero” i suoi voti. Se tale compito fosse stato effettivamente commissionato dall’attuale Presidente, stando a quanto presentato da questi documenti, non è dato assolutamente saperlo. Una copia di un assegno che Trump avrebbe firmato per rimborsarlo delle spese sostenute per pagare il silenzio sulla sua relazione con l’attrice porno Stormy Daniels. Insomma, una prova che non è per nulla schiacciante e che non dimostra assolutamente il coinvolgimento del Tycoon nell’insabbiamento di tale relazione e, comunque sia, la “carta” degli scandali sessuali oramai – complicel’estremismo del Movimento Me Too – non fanno più presa sull’opinione pubblica americana. Inoltre, la pornoattrice Stormy Daniels è già stata condannata a pagare 292 dollari di rimborsi spese dopo che la sua accusa di diffamazione contro Trump (che l’aveva accusata di aver architettato “una truffa assoluta”) è stata respinta. Copie di rendiconti finanziari rilasciati, tra il 2011 e il 2013, a Deutsch Bank che proverebbero che egli avrebbe concesso un prestito alla banca tedesca per acquistare Buffalo Bills e Forbes. Il perché da Berlino i documenti poi non siano mai arrivati rimane un arcano mistero. La copia di un articolo, dove apparirebbe la grafia dello stesso Trump, secondo il quale avrebbe truccato l’acquisto di un suo ritratto durante un’asta: ma senza una perizia un simile documento è solo carta straccia. Niente di nuovo sotto il Sole, tranne che per i nostri giornali.

Con la speranza di aver risposto in maniera sinstetica ed esauriente alle vostre domande, appuntamento alla prossima settimana! Mandateci altre domante e non dimenticate… #osservatorerisponde

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