Nel sistema sanitario americano l’accesso alle cure è nettamente migliore rispetto al altri 11 paesi ad alto reddito.

I “liberals” sono oramai anni che propongono un’estensione del programma federale di assistenza sanitaria per garantire a tutti i cittadini americani di poter avere un maggiore accesso alle cure. Nonostante questa proposta piaccia molto ad un ampio elettorato, in pochissimi sono consci del fatto che una misura simile porti alla creazione di un sistema assai simile a quello sanitario britannico (l’NHS) che si posiziona 35° nell’indice di efficienza dei sistemi sanitari (Bloomberg’s Health Care Efficiency Index). Un grande risultato, soprattuto se si considera che Algeria, Messico, Costa Rica e Cina adottano sistemi migliori. Nonostante l’attuale sistema sanitario americano sia molto costoso e ci sia ancora poca competizione, l’accesso alle cure è nettamente migliore negli USA.

L’American Medical Association ha confrontato il sistema americano con quello di altri 11 paesi ad alto reddito. Per quanto riguarda l’accesso alle cure specialistiche, solo il 6% degli americani aspetta più di 2 mesi per una visita specialistica. Nel sistema sanitario canadese questa cifra corrisponde al 39%, mentre in quello britannico al 19%. L’Instituito Fraser, un think-tank canadese, ha stimato che nel 2018 il tempo di attesa medio per una visita specialistica su appuntamento di un medico di base è addirittura di 19,8 settimane.

Un secondo aspetto che bisogna considerare è la disponibilità di un determinato bene affinché quest’ultimo sia facilmente accessibile: gli Stati Uniti sono i primi al mondo per unità di tomografia computerizzata (ad esempio la TAC) e secondi per il numero di macchinari per risonanze magnetiche, circa 38 ogni milione di abitante, mentre in Canada 8,9 ogni milione e nel Regno Unito 7,2. Per combattere il cancro al seno gli Stati Uniti dispongono di 43,3 macchinari per mammografie ogni milione di abitante; il Regno Unito ne dispone di 21, il Canada di 17,3. Non è di certo una sorpresa se lo screening per la prevenzione al cancro al seno è più alto negli USA che in tutte le altre nazioni analizzate. 

Gli americani possono inoltre vantare una riduzione dei decessi causati dalle malattie cardiache del 73% dal 1950 al 2015: sono anche i primi, tra agli stati analizzati, nell’accessibilità al bypass coronarico con 79 procedure ogni 100 mila abitanti: in Canada sono 58, nel Regno Unito 26. Per quanto riguarda l’angioplastica coronarica, gli USA hanno 248 procedure ogni 100 mila abitanti; il Canada ne ha 157 e il Regno Unito 128.

Si potrebbe continuare con molti altri esempi, ma confrontando questi dati empirici si può notare come la promessa democratica di “Medicare For All” porti solo a più inefficienze e ad un peggioramento qualitativo delle cure per i pazienti americani rispetto al presente.

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